giovedì 4 dicembre 2014

Al via prima riunione pubblica verso gli Stati Generali delle Donne: a Roma, 5 dicembre 2014


E' stata convocata una prima riunione di presentazione degli Stati Generali delle Donne, 5  dicembre 2014, h. 9.00-18.30 
Roma, Sala delle Bandiere Uff. Informazione in Italia del Parlamento Europeo.
In diversi Paesi il motore dell’occupazione femminile si è acceso quando si sono formate «coalizioni pro donne» in seno alla classe dirigente (imprenditori, leader sindacali, intellettuali) e all’élite di governo. Purtroppo, nonostante gli sforzi di alcune singole personalità e organizzazioni, in Italia una simile coalizione ancora non c’è, le cose possono però cambiare.
Nella crisi le donne creano lavoro e combattono in modo positivo. Nascono per questo gli Stati Generali delle donne: per valorizzare e dare voce alla componente femminile. A Roma presenteremo già i risultati di un lavoro condotto, negli ultimi 2 anni, nei territori italiani con due iniziative rispettivamente intitolate ‘Donne che resistono’ e ‘Donne che ce l'hanno fatta’; saranno inoltre messi in evidenza i dati di esperienze europee, nazionali, regionali e locali di rilevante interesse sociale, culturale ed economico. Parteciperanno (secondo la formula di brevissimi interventi integrati da contributi scritti) oltre 150 donne, che a Roma si confronteranno in vista della Conferenza Mondiale delle donne “Pechino vent'anni dopo" che si svolgerà a Milano nei giorni 26 - 27- 28 settembre 2015, nell'ambito di Expo. Sarà una giornata molto operativa di lavoro alla cui conclusione sarà redatto un documento progettuale da consegnare alle sedi istituzionali per tracciare programmi di intervento concreti a favore della componente femminile. Così presenta l'iniziativa di avviare gli Stati Generali delle Donne Isa Maggi, una fra le organizzatrici del primo incontro.
E' un appuntato accolto con favore, in quanto già da quasi 2 anni si guarda a organizzare gli Stati generali delle donne da più parti. Hanno già avuto luogo delle riunioni a livello regionale (ad esempio in Puglia), e altre sono in preparazione (ad esempio in Piemonte). E' dunque l'occasione di accelerare il processo. Per questo in tante abbiamo aiutato e sostenuto la partecipazione a questo primo incontro.

NB - con dispiacere constatiamo che dalla prima riunione che annunciavamo qui non è uscito poi un gruppo di lavoro, quindi non sono previste nuove riunioni di confronto in cui elaborare un programma, quindi il percorso verso gli attesi "stati generali delle donne" ci appare interrotto. vedi > aggiornamento del 15 gennaio 2015  

PROGRAMMA
Invitati il Presidente del Consiglio, che ha tenuto per sè la delega alle Pari Opportunità, e Giovanna Martelli, Consigliera Politica del Presidente del Consiglio 

Apertura dei lavori
dopo Il saluto di Daniel Ractliffe (Parlamento europeo, Uff. d'Informazione in Italia):
Alessia Mosca, Parlamentare Europeo (video)
Silvia Costa, Parlamentare Europeo
Valeria Fedeli, Senato della Repubblica
Ludovica Agrò, Ministero Sviluppo Economico,
Monica Parrella, Dipartimento Pari Opportunità,
Mirella Ferlazzo, Ministero Sviluppo Economico
Alessandra Poggiani, Ag ID
Loredana Bracchitta, Consiglio per le Pari Opportunità Regione Lombardia
Alida Castelli Consigliera di Parità Regione Lazio
Marta Leonori Ass. Politiche commercio, industria e artigianato, Roma
Francesca Zajczyk delegata alle Pari Opportunità del Sindaco di Milano
Abiti Santarella, un marchio nato in Italia dall'incontro delle architette Barbara Annunziata e Francesca Gattoni

Gli argomenti sviluppati da questa prima riunione verso gli Stati Generali sono:
Democrazia paritaria • Lavoro • Imprese/start up • Donne & politica • Stili di vita • Giovani donne, confronti tra generazioni • Donne & Territorio • Comunicazione • Innovazione e nuove tecnologie • Processi di integrazione • Le famiglie migratorie • Leadership • Politiche ed azioni intorno al Mediterraneo • Cambiamento • Potere • Creatività • Fragilità economica e sociale • Sport  • Formazione /educazione 

Interverranno, per le seguenti sezioni:

Comunicazione
Coordinano Graziella Rivitti, Cug del Mise, e Cinzia Boschiero, giornalista
Claudia Padovani, DSPGI - Università di Padova 
Donatella Martini, DonneinQuota
Rosanna Oliva, Rete per la Parità
Floriana Mastandrea,
Antonella Gramigna, Litaliaintesta
Anna Bandettini, Repubblica.it
Luisa Betti, giornalista esperta diritti e minori
Vanna Palumbo, giornalista

Donne & Media
Myriam Defilippi, Donna Moderna
Giuditta Lembo, Consigliera di Parità Regione Molise
Daniela Brancati, giornalista, dirigente d'azienda settore comunicazione
Paola Ciccioli, Giornalista e blogger Donne della realtà

Democrazia paritaria
Coordina Donatella Martini, Donne in Quota
Marilisa D'Amico, Costituzionalista 

Daniela Carlà, Accordo di Azione comune per la Democrazia paritaria 

Rosanna Oliva, Rete per la parità

Magda Terrevoli, portavoce Comitato per la Legge 50/50 

Lavoro
Coordina Loretta Campagna, sociologa
Marcella Corsi, docente Univ. La Sapienza, Roma
Adriana Nannicini, psicologa 
Rosa Amorevole, Consigliera di Parità Emilia Romagna
Annamaria Buzzetti, Presidente Associazione Giuriste Italiane
Valeria Maione, Consigliera di Parità Regione Liguria

Imprese/start up
Coordina Isa Maggi, Sportello Donna, Bic Italia net
Amelia Scotti, Commercialista, Pres. Com. Pari Opportunità Ordine Commercialisti di Napoli
Maria Lustrì, Ministero Sviluppo Economico
Pina Amarelli, Imprenditrice e Pres. Associazione EnterprisinGirls
Debora Armiento, imprenditrice, Varese
Paola Zambon, Commercialista, Presidente Ass. ICT Dott. Com
Marina Di Muzio, Presidente Confagricoltura Donna

Donne & Politica
Coordina Paola Sciocchetti, Associazione Terre Comuni, Toscana
Patrizia Ciabattoni 
Franca Nardi, Ministero Esteri, “Donne e Politica”
Floriana Mastandrea
Pamela Paparoni

Stili di vita
Coordina Giovanna Seminara, Caltagirone, Sicilia
Fulvia Signani, Un. di Ferrara ”Salute, sanità e gender medicine”, 
Maria Pia Rossignaud, Direttrice Media Duemila  e VicePres. Osservatorio TuttiMedia “Stili di vita”
Maria Giordano, Comunicazione web Ama 
Francesca Ena, Cagliari
Antonella Gramigna, Litaliaintesta
Elena David, Una Hotels &resorts, Calenzano,Firenze
Miriam Bisagni, Associazione Piace Cibo Sano, Piacenza

Politiche e azioni intorno al Mediterraneo
Coordinano Lorena Saracino, Magda Terrevoli e Giusi Giannelli, Stati Generali delle donne di Bari
Laura Trezza, imprenditrice 
Giuliana Cacciapuoti, arabista esperta relazioni con l’Islam 
Milly Tucci, responsabile Istituto Piepoli, socia Sgi e Istituto alti studi strategici e politici sulla leadership 

Giovani donne, confronti tra generazioni
Coordinano Mariella Rosati e Elisa Vigali
Paola Petrucci, Consigliera di Parità Regione Marche

Donne & territorio
Coordina Agata Cleri, Donne di Torrechiara, Appennino Parmense
Rosalba Dragone, formatrice, Matera 2019
Maria Pia Ercolini, “Il genere invisibile”
Marilù Barnaba, Monopoli
Rosa Dell’Aversana, sociologa, Pres. Ass. “Donne&Diritti”, Campania

Innovazione, nuove tecnologie
Coordina Flavia Marzano, Stati generali Innovazione, Wister
Emma Pietrafesa, Sonia Montegiove
Alessandra Donnini, imprenditrice, Direttrice tecnica Etcware srl  Roma
Annalisa Corrado, tecnica delle fonti rinnovabili 
Mariella Berra, Dip. Culture, Politica e Società, Un. di Torino 
Maria Sangiuliano, PhD, European Centre for Women and Technology "Smart Cities Gender and Diversity" 

I processi di integrazione, le famiglie migratorie
Carolina Ramirez
Isabel Recavarren del Foro donne latino, Eurolat, Cefial da Lima, in teleconferenza
Silvia Dumitrache, Ass. Donne rumene in Italia 
Danijela Marinkovich, imprenditrice Tavas srl 

Leadership
Coordinano Daniela Bandera, Presidente nazionale di Ewmd e Anna Maria Gandolfi, Consigliera di Parità Provincia di Brescia
Luciana D’Ambrosio Marri, Sociologa del lavoro, Selezione, Formazione, Diversity management Sviluppo delle Persone e Benessere Organizzativo Roma 
Myriam Ines Giangiacomo, Bottega Filosofica 
Emanuela Palazzani, Executive Board WilEurope

Cambiamento
Coordina Piera Pisanu
Elisa Ercoli, Pres. Differenza Donna ong
Roberta Bortolucci, Pres. nazionale Centro Studi Progetto Donna e Diversity Mgmt

Potere 
Coordina Donatella Proietti Cerquoni

Creatività
Coordina Simona Assandri, I Cantieri
Mariarosy Calleri, Roma

Fragilità economica e sociale
Coordina Nicoletta Mestieri, Asp Fidenza

Sport
Coordinano Flora Benincaso e Luisa Rizzitelli
Mara Cinquepalmi, giornalista, osservatorio web sugli stereotipi di genere nell'informazione sportiva.

Formazione /educazione 
Coordina Graziella Zelaschi, Dirigente Scolastica, Miur
Elisa Benzo,
Patrizia Galeazzo, Resp. Progetto Scuole, Padiglione Italia, Expo 2015
Catia Monacelli, Direttrice Museo dell'Emigrazione Pietro Conti
Laura Nanni, docente, redazione di Iaph, Referente Aps Art'Incantiere

Verso la Conferenza Mondiale delle Donne Pechino vent'anni dopo, Milano Expo, 26 27 28 settembre 2015
Isa Maggi
Simona Lanzoni, Pangea
Titti Carrano, Presidente D.i.re. - donne in rete contro la violenza
Luisa Festa, Consigliera di Parità della Provincia di Napoli

Non potranno essere presenti ma inviano la loro dichiarazione di interesse, e proporranno eventuali contributi scritti, le seguenti donne singole e associazioni:
Caterina Della Torre di Dols Donneonline • Patricia Adkins Chiti (Presidente Fondazione Adkins Chiti Donne in Musica) • Roberta Agostini (Coord. Donne PD, Camera dei Deputati, Vicepresidente  Commissione Affari Costituzionali) • Aidda • Giovanna Badalassi, GenderCapp Un. di Modena e Reggio Emilia • Ondina Baradel, ex-addetta culturale a Tripoli • Claudia Brancaccio, Aosta • Renata Briano, Europarlamentare • Simonetta Cannoni, Provincia  di Siena • Rita Capponi Martini, ex dirigente scolastica, imprenditrice, Resp. Segretariato Sociale MIDD - Movimento Italiano Donne per la Democrazia paritaria • Iside Castagnola Pres. Comm. tutela diritti e sicurezza I Municipio Roma Capitale  • Benedetta Castelli, Vicepresidente A.N.D.E. ass. nazionale donne elettrici • Marisella Chevallard • Letizia Ciancio, Corrente Rosa • Viviana Cippone, amm. Romagna Mamma srl  • Sabina Ciuffini, UnaTalks • Margherita da Cortà Fume (formatrice e consulente, Venezia) • Alessandra Del Monte • Nicoletta Del Monte • Ilaria Dioguardi, giornalista, Wister • Cinzia Donadelli, cooperatrice internazionale • Pina Ferraro, Consigliera  di Parità Provincia di Ancona • Valentina Ferri, scrittrice • Ziva Fischer (Capo Dipartimento Relazioni Esterne Adei Wizo) •  Liliana Fratini Passi, Consorzio Cbi, Roma • Eliana Lanza • Barbara Marà • Giancarla Marchesi, Sindaca di Cesate • Domenica Manzoni, Consiglio delle Donne  di Treviglio • Tiziana Medici • Maria Teresa Menotto, Presidente Consulta delle Cittadine Comune di Venezia • Daniela Minetti, Presidente Consulta delle elette Municipio Centro-Ovest, Genova • Francesca Montemagno (Wister, Pari e Dispare) • Noi donne • Alessandra Oddi Baglioni • Raffaella Palmisciano, Consigliera di Parità Regione Friuli • Patrizia Pelliccia Progetti  Strategici e Gare Internazionali ICE • Francesca Pontani, Monza • Federica Scarrione, Liceo Galilei, Voghera • Mila Spicola • Gabriella Taddeo, Consigliera  di Parità Provincia di Trieste • Udi Unione Donne Italiane • Angelica Vasile, Fermati Otello! • Paola Viero, ex direttrice cooperazione in America Centrale • Anna Zaccheo, Presidente CUG ICE - Agenzia •

giovedì 27 novembre 2014

Uso ed abuso della libertà di informazione


Ma davvero crediamo che la libertà di espressione, garantita a tutti dalla Costituzione, si possa esercitare a danno degli altri? O che il diritto di cronaca dei giornalisti, sia illimitato e possa travolgere la vita delle persone? O che l’inerzia e il silenzio del passato debba imporre la stessa inerzia e silenzio per il presente e pure per il futuro? Io non lo credo affatto. E anche la discussione sull’Ordine sì o no, o sulla scelta della denuncia di esercizio abusivo della professione,  temo diventi un diversivo per non affrontare mai un problema che pure esiste. Sto parlando della scelta del Presidente dell’Ordine Enzo Iacopino di denunciare la conduttrice tv Barbara D’Urso per esercizio abusivo della professione. Qui il link della pagina fb di Enzo Iacopino che spiega con chiarezza il perché della sua azione.
Sono le reazione alla sua iniziativa che mi hanno lasciata perplessa. E di questo credo sia utile e importante parlare. Tralascio la discussione sulla necessità o meno dell’Ordine. E’ un dibattito antico e naturalmente lecito, che portò anche ad un referendum abrogativo che naufragò. E’ un tema che si ripropone e si riproporrà sempre ma che, a mio avviso, non ha nulla a che fare con questa vicenda. Con la quale si è voluto segnalare che i media calpestano la vita e i diritti delle persone coinvolti in episodi di cronaca.  
Alcuni hanno scritto: è accaduto da sempre! Vero, tristemente vero. Ma per questo dobbiamo tacere ora e sempre? Non è solo Barbara D’Urso a farlo! Stravero (e in tv non c'è limite al peggio).

Ma da qualche parte bisognerà pure cominciare? E quando la D’Urso si difende affermando che “ei ha il dovere d’informare, è utile e doveroso spiegare a lei e a tutti che il dovere d’informare non ha nulla a che vedere col trascinare in studio presunti amici, fidanzati, conoscenti di una delle tante donne vittime ammazzate?
Con molte altre donne, giornaliste o non, singole e con associazioni, abbiamo scritto tantissime lettere a direttori di giornali per articoli scandalosi e vergognosi verso le vittime. Denunciamo che si usino termini come raptus, follia o gelosia per raccontare e giustificare i troppi casi di femminicidio. Che a 35 anni di distanza dal prezioso documentario “Processo per stupro”, di Loredana Rotondo, sono quasi sempre e solo le vittime della violenza a finire sul banco degli imputati allestito dai media.
Abbiamo chiesto che il tema del linguaggio di genere entrasse nei corsi per i praticanti e in quelli di aggiornamento professionale per i giornalisti, che l’Ordine nazionale e i vari Ordini regionali hanno e stanno tenendo. Le risposte positive ci sono state e sono importanti. Proprio Iacopino è stato il primo a darle, e per fortuna non è stato il solo. Tutto questo denota un’attenzione nuova alle riflessioni e richieste che le donne, giornaliste e non, hanno svolto e svolgono. Anche questa denuncia testimonia che c’è una sensibilità e attenzione che non appartiene più solo alle donne. Che ci sono molti uomini attenti  alle parole delle donne e a quelle di coloro travolti dalla prepotenza e invadenza della cattiva informazione. Soprattutto nei programmi di intrattenimento che, non essendo riconducibili a testate giornaliste, pensano di essere un territorio immune da regole deontologiche o limiti di legge.
No, non esiste immunità per nessuno, giornalisti e non. La buona informazione si può e si deve esercitare rispettando la vita degli altri. Questo è e deve essere il tema. Affontiamolo con serietà tutte e tutti. Partiamo da qui, ora, augurandoci serva per il futuro.
Cinzia Romano

martedì 25 novembre 2014

L' Africa, la violenza, io.

 mio figlio e madre terra
Sono stata in Africa. L’Africa è nostalgia di te. E’ una madre che è terra rossa, arida, secca. 
Puoi percorrere chilometri per ore senza incontrare un’auto, un essere umano. lungo una strada sterrata che sembra un’infinita rotaia verso l’orizzonte, e intorno solo rocce, sabbia, arbusti assetati e qualche animale di passaggio. Che si ferma, ti scruta, riprende il suo percorso nella quiete. 

C’è silenzio in Africa. Lo ascolti, ed è un richiamo. 

E sei in un enorme ventre, un ombelico ti avvicina a sè, come una calamita. 
L’Africa è madre potente. Potente e amorevole: nello svelarti la tua nullità ti restituisce la tua grandezza. 
E’ una terra immensa, che comprende te e un tutto che scopri per la prima volta. 

Perché umiliamo la terra? Forse perché ne abbiamo paura, perché non saremo mai altrettanto grandi, perché la natura, con la sua bellezza, ci deride, lei che è immortale. 
C’è una grande violenza nello sfruttamento continuo della terra, delle sue risorse, dei suoi paesaggi; uno sfruttamento ad uso esclusivo del profitto, che dimentica l’origine, i bisogni dell’esistenza, la reciprocità tra gli esseri umani. Una pratica scellerata che ha prodotto lo sfacelo ambientale a cui assistiamo e che continua a sfruttare milioni di persone producendo povertà e dolore. La stessa violenza che soffoca ogni giorno milioni di donne e di bambine.

Quale la relazione tra l’offesa della terra e l’offesa delle donne?
Forse spaventa la potenza del ventre, dei nostri corpi culle di vita. 
In soggezione perenne, c’è un maschile che arranca nell’apprensione, in una vita che è fuga dal vero, da una bellezza così abbagliante da farsi odiare, nel profondo, e da strappare. Anche se, in ogni strappo, strappa radici di sè.

Eppure un altro modus vivendi, un altro scenario, è possibile. Riconoscendosi, semplicemente.


Occorre ripensare gli equilibri tra esseri umani e tra esseri umani e il pianeta. Esiste un ecofemminismo che si muove verso una nuova direzione, perché ciò che sembra un’utopia si possa in futuro realizzare. Serve il coraggio di sostenerlo, serve ricordarci che le cose cambiano.

Con la sua forza il femminile può trascinare con sé un maschile incerto e resistente, impegnato a non cedere potere. Ma non si tratta di cedere potere. E’ il tempo di comprendere che questo millenario potere non è che fonte di un falso profitto e che nulla ha a che fare con la felicità, nemmeno per il maschile sempre più violento quanto fragile.


Se la soggezione verso il femminile saprà tramutarsi in riconoscenza, se l’inutilità dell’affanno saprà lasciare il posto alla reciprocità, allora troverà respiro l’abbandono, e l’ammirazione darà spazio al rispetto, e il sollievo ucciderà la competizione. 

In uno scenario che è scempio, violenza, guerra, distruzione e autodistruzione, pare inverosimile proporre nuove direzioni
Se la politica e l’economia verranno affidate a donne che fanno proprio il modello maschile, nulla cambierà. 
Ma se sosterremo quelle donne che già oggi sono in grado di “aiutare gli uomini ad evitare la guerra” (cit. Virginia Wolf), una guerra che è violenza contro il pianeta, contro le donne, contro la vita, potremo farcela. 

Dobbiamo provarci, dobbiamo crederci. L’unico percorso verso noi stessi, è quello del ricongiungimento. 

#G20
#25novDonnePianeta 
#25novWomenforPlanet 
#NoPlanetB

giovedì 20 novembre 2014

Sia un 25 novembre contro la cultura dello stupro: delle donne e del Pianeta

Nella Giornata Internazionale per i diritti dell'Infanzia ricordiamo che ai nostri bambini e alle nostre bambine stiamo togliendo il futuro. E che, senza aspettare il gravissimo ultimo allarme dell'ONU, da tempo in tutto il mondo le donne stanno battagliando per impegni sul clima; perché, come ha detto Winnie Byanyima bacchettando il #G20: i potenti della terra non possono più permettersi di ignorare che le 2 maggiori sfide del nostro tempo sono la disparità di genere e il cambio climatico
E non possiamo permettercelo neanche noi. Si aggiunga che - benché molti stentino a coglierla - esiste una stretta connessione fra la violenza contro le donne, e quella contro il Pianeta: e sta nella cultura che sottende alla sopraffazione. 
Per questo si tratta di 2 sfide strettamente collegate: e questo 25 novembre è ora di dirlo.
E' ora di riconoscere, e di dire, che la cultura dello stupro delle donne e la cultura dello stupro del Pianeta sono la  stessa cosa.
E che, se i Governi non raccolgono l'allarme più grave di sempre appena lanciato dall'ONU, possiamo farlo noi, le donne
Già un anno fa l'IWECI (International Women's Earth and Climate Summit) approvò una Dichiarazione (che  fu integralmente recitata in italiano anche in questo video). Una chiamata che, a solo un anno di tempo, appare alquanto profetica. E che è anche preziosa per capire: non si tratta di slogan, ma di una denuncia circostanziata e di un programma di proposte concrete: uno strumento utile di vera informazione a cui rimandiamo. Donne: facciamo di più?
#25novDonnePianeta
#25novWomen4Planet 
Noi donne possiamo fare la differenza; e possiamo cominciare a farla mettendo a tema, per il 25 novembre, anche la connessione che esiste fra violenza contro le donne, e violenza contro il Pianeta.
Ad alcun* il tema sembrerà tirato per i capelli.. ma così non è; un tema complesso va approfondito. Lo ha fatto per noi, esattamente un mese fa, Jody Williams (Nobel par la Pace nel 1997), parlando al Women Leading Solutions on the Frontlines of Climate Change


#noViolenzadonne
#noViolenzaPianeta
#nonesistePianetaB

Riconosciamo cosa nasconde la cultura dello stupro nel suo senso più pieno, così come ben sintetizzato da Vandana Shiva: ho più volte sostenuto che lo stupro della Terra e lo stupro delle donna sono intimamente connessi - sia metaforicamente, nel modo di cui si costruisce la visione del mondo, sia materialmente: nel modo in cui si costruiscono le vite quotidiane delle donne. (esiste) connessione tra lo sviluppo di politiche economiche violente ed inique, e l'aumento di crimini contro le donne. (…) L'idea di una crescita illimitata in un mondo limitato può mantenersi solo attraverso il furto delle risorse del debole da parte del potente. E il furto di risorse, essenziale per la crescita, crea una cultura dello stupro: lo stupro della terra, delle economie locali autosostenibili, lo stupro delle donne. (…) dobbiamo cambiare il paradigma dominante: porre fine alla violenza contro le donne significa anche superare l'economia violenta a favore di economie pacifiche e non violente, capaci di rispettare le donne e il Pianeta.
Basta mettere la testa sotto alla sabbia. Basta con la politica degli struzzi.

lunedì 17 novembre 2014

Il 3 dicembre un seminario a Roma: invito agli Organismi e alle Consigliere di parità

L'Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria invita gli Organismi e le Consigliere di parità al seminario Democrazia paritaria e pari opportunità: norme, esperienza e confronto con Paesi Europei che si svolgerà a Roma il 3 dicembre 2014, dalle ore 15,00 alle ore 17.30 presso la sala del Parlamento Europeo (via IV Novembre n. 149)

Partecipate! per adesioni e informazioni scrivere a: danielacarla2@gmail.com • morronir@libero.it 

L'Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria raccoglie oltre 50 associazioni e gruppi di donne  impegnate nelle istituzioni, nelle associazioni femminili, nei partiti, nei sindacati, nella società civile, in un coordinamento che si prefigge di realizzare la  partecipazione paritaria delle donne alla gestione della Cosa Pubblica nei luoghi decisionali, nelle istituzioni e nelle assemblee elettive di tutti i livelli, esercitando un'azione di pressione al fine di ottenere l'introduzione nella legislazione di norme di garanzia per una rappresentanza di genere paritaria.  

giovedì 13 novembre 2014

Esondano catastrofi climatiche ovunque, ma i governi restano sordi e ciechi

Nessuno - dico nessuno - che spieghi cosa realmente sta succedendo, e nessuno che colleghi quello che sta succedendo con il recentissimo allarme dell'ONUDa tutti i tg esondano immagini di catastrofi climatiche, commentate solo da stupidaggini. Media e politici pari sono: tutti zitti.
Nessuno: perché parlare metterebbe la gente nelle condizioni di capire, e rigettare, i folli programmi economici e politici che sono in atto ovunque: invece di correre ai ripari, si corre più forte verso il suicidio annunciato. Anche il nostro governo, anziché puntare su turismo e  green economy, senza timore di distruggere quel che resta del già devastato patrimonio ambientale italiano, pensa  di ottenere la "crescita"  trivellando (!) e cementando. Il che si può commentare in un solo modo:
I nostri politici dovrebbero essere sbattuti in galera per la loro ostinata cecità… Stiamo chiudendo gli occhi davanti alle conseguenze per i nostri figli e nipoti. È un crimine intergenerazionale (David Suzuki)
E chiedendosi: ma di quale crescita stiamo parlando?
Gli esiti di questa sordità esondano in tutti i campi: una economia sostenuta da armi e petrolio non può che produrre nuova povertà; così a un allarme Onu se ne sussegue un altro - ad esempio: i profughi iracheni e siriani verranno abbandonati…! ormai insufficienti i fondi.
E perfino i sindacati, continuano a parlare di diritti da difendere in modo astratto: nessuna visione strategica, nessuna capacità di fare 2+2.

 
Ma anche noi donne, dovremmo fare di più. In tutto il mondo le donne sono in prima linea nella battaglia per la difesa di un Pianeta esausto e ormai in gravissimo rischio di sopravvivenza. Esattamente un anno fa, proprio dal Summit delle Donne per il Clima fu lanciato un forte appello ad azioni urgenti - lo trovate qui. Ma in Italia in poche l'hanno raccolto. Donne, vogliamo fare di più?