domenica 10 aprile 2022

Diplomazia del Papa e convergenza fattiva fra organizzazioni umanitarie e di pace: ci si può sperare?

Mercoledì 6 aprile, esponendo questa bandiera proveniente dalla guerra, proprio dalla città martoriata di Bucha, Papa Francesco aggiungeva alle sue precedenti un'altra importante dichiarazione: “dopo la seconda guerra mondiale si è tentato di porre le basi di una nuova storia di pace ma purtroppo non impariamo, è andata avanti la vecchia storia di grandi potenze concorrenti. 

E, nell’attuale guerra in Ucraina assistiamo all’impotenza della Organizzazione delle Nazioni Unite (…) La logica dominante (della geopolitica, ndr) resta quella delle strategie degli Stati più potenti per affermare i propri interessi estendendo l’area di influenza economica, o influenza ideologica o influenza militare”.

Scrive Marina Calloni, in un accurato articolo su La Svolta, che “la connessione tra volontà di potenza, economica, ideologica e militare ha di fatto sempre rappresentato il principale volano e quel denotare che fa da miccia a ogni guerra, che si protrae attraverso le generazioni con odi perduranti nel tempo (…) Le parole del Papa non possono essere dunque intese solo come semplici messaggi spirituali ma come chiari messaggi politici di tipo pragmatico, rivolti tanto al crudele cinismo degli Stati nazionali, quanto all’impotenza dell’organismo sovranazionale per eccellenza: l’Organizzazione della Nazioni Unite. La stessa Santa Sede fa parte dell’ONU dal 1964 come “Osservatore Permanente di Stato non membro”, ruolo che le permette di esercitare una certa influenza su documenti in discussione, partecipare a conferenze mondiali, collaborare – con anche numerose criticità - con gli altri Stati membri”.

Cosa significa dunque la critica del Papa all’ONU? Fondato nel 1945 per rafforzare la pace universale dopo le atrocità della seconda guerra mondiale, l’ ONU ha il fine di “mantenere la pace e la sicurezza internazionale”; “sviluppare tra le nazioni relazioni amichevoli fondate sul rispetto e sul principio dell’eguaglianza dei diritti e dell’auto-decisione dei popoli”; “conseguire la cooperazione internazionale nella soluzione dei problemi internazionali di carattere economico, sociale culturale o umanitario”. 

Ma, osserva sempre Calloni, nella crisi in corso pare che nessuno di questi principi sia rispettato. L’ONU riconosce altresì il principio della sovranità e integrità territoriale, quindi può costituzionalmente ammettere un solo tipo di guerra armata: quella di difesa se aggrediti; la guerra in Ucraina è quindi evidentemente illegale in quanto guerra d’aggressione, e come tale potrà dare origine a commissioni per il riconoscimento di eventuali crimini di guerra e genocidi. 

Ancor oggi non si può fare a meno del ruolo dell’ONU, senza il quale le relazioni internazionali sarebbero ancora più problematiche; ma un organismo inter-governativo che dovrebbe decidere sanzioni contro uno dei suoi membri (la Federazione Russia), il quale però dispone del diritto di veto, presenta limiti insanabili nella sua stessa conformazione. I molti tentativi di riformarla finora non hanno avuto successi significativi; ora una vera riforma sarà forse possibile solo se la Russia uscirà sconfitta dalla guerra contro l’Ucraina. Dal suo canto, l’attuale Unione Europea non dispone ancora di una coesa unità politica né di una politica di sicurezza comune, quindi manca di vero potere negoziale.

L’attuale crisi bellica mette dunque in luce le grave carenze delle diplomazie, dimostratesi incapaci di prevenire l’annunciato allargamento di una guerra già iniziata nel 2014. Le diplomazie sovranazionali (dall’ONU alla UE) e nazionali stanno a guardare o si muovono in ordine sparso, per non parlare dei terreni su cui si muovono (dal territorio della Bielorussia filo-putiniana alla Turchia), in stallo per veti incrociati, mentre il prezzo in termini di sangue e distruzioni è altissimo. Intanto la cultura politica democratica arretra, l’opinione pubblica si polarizza, i sistemi autoritari e coercitivi si rafforzano.

In questo deflagrare di disordine mondiale si attende il terzo assente (come lo chiamava Bobbio): quel potere «terzo» super-partes capace di affrontare i conflitti in nome della pace; ma questo ancora non si vede.

In tutto ciò, Calloni si chiede: quale sfera di influenza potrebbe esercitare la diplomazia del Papa nella direzione di sviluppare piani per la pace? Nell’ambito della diplomazia a vari livelli propria al Vaticano (spirituale, inter-religiosa, umanitaria e politica) il Papa potrebbe contribuire a una pratica trasversale e integrata, ove il piano formale interagisce con la molteplicità di reti informali, capaci di sviluppare un’azione comune assieme ad altri soggetti istituzionali, interessati alla tregua e alla cessazione della guerra, prospettando possibili vie per una ricostruzione materiale e morale, prevenendo conflitti bellici, a fronte di nuovi appetiti politico-economico-militari.  

Si, siamo in molti a credere che, pur nella difficile relazione con un Patriarca russo gravemente compromesso con la politica di Putin, in questa fase delicatissima il Papa potrebbe avere un ruolo cruciale. In questo quadro, a corollario e in risonanza con gli sforzi del Papa, il sorgere di un organismo che possa radunare e sincronizzare gli sforzi delle più importanti associazioni e organizzazioni umanitarie e di pace, ambientaliste ed ecofemministe, potrebbe creare un flusso di corrispondenza capace di dare forza alle sue azioni, di creare un afflato della società civile che ora, smarrita di fronte a ciò che sta accadendo, continua a profondere in mille rivoli i suoi contributi, ma si sente impotente.

Dalla Comunità di Sant’Egidio a Emergency, da Greenpeace, FFF, Extinction Rebellion a Unipace e Runipace, da Aidos alle Case delle donne, solo per citarne alcune, da tutti gli enti che rientrano nell’AOI a mille altri ancora, le organizzazioni di cui si potrebbe cercare di catalizzare le risorse sono moltissime, e potenzialmente dall’enorme capacità di impatto comunicativo e mentale. Ingenue? forse; ma la situazione è abbastanza grave perché le dirigenze di tutte queste organizzazioni inizino almeno a considerare l'ipotesi di unirsi, coordinarsi, pensare ed agire in concerto?

Come anche si auspica > QUI, parlando di cambiare metodo, invertire la rotta.

#disertareilpatriarcato, è l'invito di Laura Cima: per una visione nuova capace di salvarci dal disastro in cui stiamo cadendo; anche tanti uomini finalmente cominciano a farlo. Paradossalmente, è forse ora di mirare a questa meta proprio appellandosi a papa Francesco, colui che oggi guida con inedito coraggio quella che fu (e nella sua struttura, resta) fra le istituzioni più patriarcali della Storia. 

domenica 27 marzo 2022

Quaresima 2022: la Via Crucis che snoda testimonianze ed esempi di vera pace in un anno di guerra

In quest'anno tragico di guerra, in cui il Papa sembra voce che chiama nel deserto mentre chiama per strade veramente di mediazione e di pace, il periodo penitenziale della Quaresima, che precede la Pasqua (e molto importante per tutti i cristiani), ha assunto un significato e un peso molto particolari. A maggior ragione colpisce come viene presentata e come si snoda La Via Crucis per la Quaresima 2022 voce dei martiri, eco del Verbo, introdotta con queste parole: È tempo di ripensare ad una Chiesa che si faccia madre, grembo, famiglia accogliente, generatrice di vita e che si faccia sorella e discepola che ascolti e includa tutta l’umanità, che denunci qualsiasi abuso e ingiustizia e si spogli di tutto il superfluo per continuare a camminare per le strade del mondo.

E colpiscono, come un messaggio duro e diretto, i nomi molto evocativi scelti come testimoni ed esempi da abbinare alle 15 stazioni della Via Crucis: tutti di attivisti per i diritti umani e delle donne. Nomi che testimoniano del perseverare di questo Papa nella direzione veramente evangelica scelta: distante dal ruolo di garante del potere avuto tante volte dalla chiesa (e non solo nel passato), la sua chiesa sceglie il servizio e la Pace.

Questi nomi si snodano, infatti, come un percorso di ispirazione per chiunque getti uno sguardo alle vite di queste persone, al loro coraggio, ai prezzi da loro pagati in termini di persecuzioni e arresti, e anche assassinio. Sono quelli dell’attivista femminista Marielle Franco; dei giornalisti Nobel per la Pace Maria Ressa e Dmitry Muratov; del volontario per i bambini di strada Andrea Caschetto; dei volontari per i profughi sulla rotta balcanica Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi; della giovane infermiera Alessia Bonari, divenuta simbolo della lotta al Covid; della missionaria attivista contro la tratta Suor Gabriella Bottani; dell'avvocata per i diritti umani iraniana Nasrin Sotoudeh; di Carola Rackete, ambientalista e comandante della Sea-Watch; dell'ex sindaco di Riace Mimmo Lucano, attivista per i migranti; di Greta Thunberg, attivista ambientalista fondatrice di Fridays for Future; del prete messicano Alejandro Solalinde, attivista per i diritti umani e per i migranti che cercano di attraversare il confine tra Messico e Stati Uniti; dell'attivista pakistana Malala Yousafzai, nobel per la Pace impegnata per i diritti delle bambine e per l’istruzione; di Nicolò Govoni, attivista per i diritti umani e fondatore di numerosi centri di istruzione per bambini in paesi poveri; dell'artista afgana Shamsia Hassani, attivista per i diritti delle donne; e di Gino Strada, fondatore, con Teresa Sarti, di Emergency.

Ed evocativa anche l'immagine scelta dai padri comboniani:



Qui > il testo completo della Via Crucis 2022 e commenti. Di seguito ne pubblichiamo un estratto sintetico (senza il commento; ricordiamo anche che all'inizio di ogni stazione si ripete la preghiera: "Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo, perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo"):


 

1^ stazione: Gesù è condannato a morte 

Una luce è sorta  / dal Vangelo secondo Luca (lc 23, 20-24) 

Pilato parlò loro di nuovo, volendo rilasciare Gesù. Ma essi urlavano: «Crocifiggilo, crocifiggilo!». Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla in lui che meriti la morte. Lo castigherò severamente e poi lo rilascerò». Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita. Rilasciò colui che era stato messo in carcere per sommossa e omicidio e che essi richiedevano, e abbandonò Gesù alla loro volontà. 

Christus vivit, 23 • Il Signore «emise lo spirito» (Mt 27,50) su una croce quando aveva poco più di trent’anni (cfr Lc 3,23). (...)

 

MARIELLE FRANCO DA SILVA, attivista eco-femminista brasiliana (perseguitata e assassinata, ndr)

L’impegno di Marielle per la giustizia in Brasile era sofferto, quotidiano, collettivo, illimitato e legittimo, il che ha fatto di lei un personaggio politico creduto. Il suo assassinio è stato uno strappo definitivo alla democrazia, l’ultimo gradino dell’orrore prima dell’abisso in cui è caduto il Paese, poi devastato dalla pandemia che ha portato alla morte oltre 600 mila persone per l’irresponsabilità dei suoi governanti. Un Brasile soffocato anche dalla povertà che si è triplicata negli ultimi mesi. 

 

2^ stazione: Gesù è caricato della croce 

Aggràppati a lui / dal Vangelo secondo Luca (Lc 23, 8-12) 

Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto, perché da molto tempo desiderava vederlo per averne sentito parlare e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò con molte domande, ma Gesù non gli rispose nulla. C'erano là anche i sommi sacerdoti e gli scribi, e lo accusavano con insistenza. Allora Erode, con i suoi soldati, lo insultò e lo schernì, poi lo rivestì di una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici; prima infatti c'era stata inimicizia tra loro. 

Christus vivit, 119 • Quel Cristo che ci ha salvato sulla croce, con lo stesso potere del totale dono di sé continua a (...) 

 

MARIA RESSA e DMITRY MURATOV, Nobel per la pace 2021 

I due giornalisti - 58 e 60 - hanno salvaguardato la libertà d'espressione e si sono battuti per raccontare le ingiustizie e le violenze che si verificano da anni nelle Filippine e in Russia. Ressa ha fornito uno spaccato critico sull'operato del presidente filippino Rodrigo Duterte; Muratov, da caporedattore di Novaja Gazeta, ha realizzato contenuti su una vasta serie di argomenti: dalla corruzione alla violenza della polizia, fino alle frodi elettorali. 


3^ stazione: Gesù cade la prima volta  

Troppo difficile andare avanti  / dal Vangelo secondo Luca (lc 22, 39-42) 

Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione». Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». 

Christus vivit, 77 • A volte il dolore di alcuni giovani è lacerante; è un dolore che non si può esprimere a parole, che (...)

 

ANDREA CASCHETTO, ambasciatore del sorriso 

Il progetto di Andrea Caschetto è stato giocare con i bambini orfani del mondo e portare loro un sorriso; ha preso zaino, naso rosso da clown, palloncini, fogli di carta, pennarelli, matite ed è partito con un budget ridottissimo, come bussola il suo cuore; benché dopo un'operazione per tumore alla testa gli avessero raccomandato vita sedentaria e tranquilla. L’hanno chiamato “Ambasciatore del sorriso”, lo è per le migliaia di bambini che ha fatto giocare, suonare, ballare, ridere negli orfanatrofi dei paesi più poveri del mondo, viaggiando tra Asia, Africa e America Latina con mezzi di fortuna, mangiando e dormendo quando e dove possibile, scontrandosi con realtà dure e dolorose a rischio della sua stessa vita. 


 

4^ stazione: Gesù incontra sua madre  

Avere a cuore i legami familiari / Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11, 27-28) 

Mentre diceva questo, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!». 

Christus Vivit, 262 • Il Sinodo ha sottolineato che (...)

 

LORENA FORNASIR e GIAN ANDREA FRANCHI: curare i piedi dei migranti (messi sotto accusa, ndr)

Gian Andrea Franchi, docente di filosofia in pensione, 84 anni, e la moglie Lorena Fornasir, psicoterapeuta, 67 anni, hanno dato vita all’associazione Linea d’Ombra, diventata a Trieste punto di riferimento nell’accoglienza ai profughi che percorrono la “rotta balcanica” e arrivano stremati in Italia dopo aver camminato per settimane. Gli agenti della Digos e dell’antiterrorismo hanno suonato alle 5 del mattino nella casa di Franchi e Fornasir, che è anche sede dell’associazione. Sono finiti sotto l’attenzione degli inquirenti per aver ospitato migranti in transito. 


5^ stazione: Gesù è aiutato da Simone di Cirene  

Sacrificio, generosità e dedizione / dal Vangelo secondo Luca (lc 23,26)

Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. 

Christus vivit, 273 • Quando uno scopre che Dio lo chiama a qualcosa (...)

 

ALESSIA BONARI: tenacia contro il COVID 

Alessia Bonari, giovane infermiera di Grosseto, è diventata simbolo della lotta al Covid dopo aver condiviso una foto che la ritrae con i segni della mascherina dopo un lungo turno: “Ho paura e sono stanca, i dispositivi fanno male e per sei ore non posso bere né andare in bagno. Ma continuerò a prendermi cura dei miei pazienti, perché sono fiera e innamorata del mio lavoro”. 


6^ stazione: la Veronica asciuga il volto di Gesù  

Chi non sa piangere non è madre / dal Vangelo secondo Luca (lc 10,36-37)

Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa' così». 

Christus vivit, 75 - 76 • Non possiamo essere una Chiesa che non piange di fronte a questi drammi dei suoi figli giovani (...) 

 

GABRIELLA BOTTANI: in rete contro la tratta 

Suor Gabriella Bottani, attualmente coordinatrice internazionale dell’Organizzazione Talita Kum, è una missionaria comboniana impegnata da anni nella lotta contro la tratta degli esseri umani. Quando ha iniziato a lavorare in Brasile contro la tratta, ha compreso l’importanza di realizzare azioni concrete sul territorio per l’assistenza dei sopravvissuti, delle comunità e delle famiglie di chi ha sofferto la violenza della tratta. 


7^ stazione: Gesù cade la seconda volta  

Le ferite delle sconfitte / dal Vangelo secondo Luca (lc 6, 22-23) 

Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. 

Christus vivit, 83 • Nei giovani troviamo anche, impressi nell’anima, i colpi ricevuti, i fallimenti, i ricordi tristi (...)

 

NASRIN SOTOUDEH: una vita per i diritti umani (perseguitata e condannata, ndr)

Nasrin Sotoudeh, avvocata che difende con coraggio e senza mai tirarsi indietro i diritti umani in Iran. Nella sua lunga e ammirevole carriera ha difeso i suoi assistiti dalla pena di morte e si è spesa per i diritti dei minori. Di recente ha sfidato le norme che obbligano le ragazze dopo i 9 anni a indossare il velo e che prevedono pene umilianti e ingiuste, quali carcere o frustate. Nasrin è stata condannata a 38 anni e 148 frustate dopo due processi ingiusti per aver difeso la scelta delle donne e delle ragazze di indossare o meno il velo. Dovrà scontare 17 anni in carcere ma, anche in prigione, non smette di lottare contro le ingiustizie. 


8^ stazione: Gesù incontra le pie donne  

Sentiamo efficace la carezza di dio / dal Vangelo secondo Luca (lc 23,27-31) 

Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato». 

Christus vivit, 217 • Fare “casa” in definitiva «è fare famiglia, imparare a sentirsi uniti agli altri al di là di vincoli utilitaristici o funzionali (...)

 

CAROLA RACKETE: attivista della solidarietà; (messa sotto accusa, ndr) 

Carola Rackete, ambientalista tedesca, attivista e comandante di nave per l'organizzazione di ricerca e soccorso Sea-Watch, è diventata nota a livello internazionale quando nel 2019, al comando della nave Sea-Watch 3, decise di forzare la chiusura del porto di Lampedusa e fu arrestata con l'accusa di resistenza a una nave da guerra e tentato naufragio. A bordo aveva 42 migranti. L’inchiesta è stata archiviata dalla Procura di Agrigento che le ha riconosciuto di aver agito per stato di necessità. 


9^ stazione: Gesù cade la terza volta 

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo 

La frattura delle migrazioni / dal Vangelo secondo Luca (lc 9, 46-48) 

Frattanto sorse una discussione tra loro, chi di essi fosse il più grande. Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un fanciullo, se lo mise vicino e disse: «Chi accoglie questo fanciullo nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Poiché chi è il più piccolo tra tutti voi, questi è grande». 

Christus vivit, 93 • «I giovani che migrano sperimentano la separazione dal proprio contesto di origine e (...)

 

MIMMO LUCANO: audacia nell’ospitalità e accoglienza; (messo sotto accusa e condannato, ndr)

Mimmo Lucano, politico e attivista italiano, tre volte sindaco di Riace, è divenuto celebre per il suo approccio nella gestione dei rifugiati e immigrati in genere nel contesto della crisi europea dei migranti. Circa 450 tra rifugiati e immigrati si sono stabiliti nel piccolo comune ionico accanto ai suoi 1800 abitanti. Nel settembre 2021 è stato condannato in primo grado a 13 anni e 2 mesi di reclusione, poiché il suo modello di accoglienza è stato ritenuto un reato. 


10^ stazione: Gesù è spogliato delle vesti 

Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo 

Protagonisti del cambiamento / dal Vangelo secondo Luca (lc 23, 34)

Gesù diceva: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno». Dopo essersi poi divise le sue vesti, le tirarono a sorte. 

Christus vivit, 174 • Voglio incoraggiarti ad assumere questo impegno perché so che «il tuo cuore, cuore giovane, vuole costruire un mondo migliore (...)

 

GRETA THUNBERG: cura della Casa Comune 

Greta Thunberg, 19 anni, attivista svedese diventata famosa, fin dai suoi 16 anni, per il suo sciopero a oltranza contro il cambiamento climatico. È fondatrice del movimento internazionale Fridays for Future a cui partecipano ragazze, ragazzi, giovani e adulti che desiderano un mondo più sostenibile. 


11^ stazione: Gesù è crocifisso  

Strumenti per la salvezza dell’umanità / dal Vangelo secondo Luca (lc 23, 33. 47) 

Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest'uomo era giusto». 

Christus vivit, 178 • Non ci si può aspettare che la missione sia facile e comoda (...)

 

ALEJANDRO SOLALINDE: difesa dei migranti centroamericani 

Alejandro Solalinde, prete cattolico messicano, difensore dei diritti umani, coordinatore del Ministero della Mobilità Umana del Pacifico meridionale del Vescovado messicano e direttore di Hermanos en el Camino, rifugio per i migranti centroamericani che cercano di attraversare il confine tra Messico e Stati Uniti, che li sottrae al racket dei narcos; è diventato punto di riferimento per i migranti che, ogni giorno, cercano di attraversare la frontiera, vittime di sequestri, commercio di organi e violenze di ogni genere. 


12^ stazione: Gesù muore sulla croce 

Una storia d’amore, una storia di vita / dal Vangelo secondo Luca (lc 23, 44-46) 

Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò. (Pausa prolungata di silenzio). Christus vivit, 252 • Perché «la vita che Gesù ci dona è una storia d’amore (...)

 

MALALA YOUSAFZAI: diritto all’istruzione (sopravvissuta ad attentato per ucciderla, ndr)

Malala Yousafzai, attivista e blogger pakistana. È la più giovane Nobel per la pace, nota per il suo impegno per l’affermazione dei diritti civili e per il diritto all'istruzione delle donne della città di Mingora, bandito da un editto dei talebani. 


13^ stazione: Gesù è deposto dalla croce  

Verso una vita migliore / dal Vangelo secondo Luca (23, 50-52) 

Ed ecco, vi era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, buono e giusto. Egli non aveva aderito alla decisione e all'operato degli altri. Era di Arimatea, una città della Giudea, e aspettava il regno di Dio. Egli si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. 

Christus vivit, 138  • L’amore di Dio e il nostro rapporto con Cristo vivo non ci impediscono di sognare (´...)

 

NICOLÒ GOVONI: per i bambini soli e profughi 

Nicolò Govoni, classe 1993, scrittore e attivista per i diritti umani, originario di Cremona. A 20 anni inizia la sua prima missione di volontariato nell’orfanotrofio di un piccolo villaggio dell’India, dove resta per quattro anni, durante i quali si laurea in Giornalismo. Successivamente si sposta in un campo profughi a Samos, in Grecia. Qui nel 2018, insieme ad altre due volontarie sul campo, Giulia Cicoli e Sarah Ruzek, e a sette soci fondatori in Italia, fonda la Onlus Still I Rise e apre la prima scuola per bambini e adolescenti profughi dell’isola. Sul finire del 2019 nel 2020 Still I Rise si espande: aprono Beraber a Gaziantep (Turchia), centro che diventerà la prima Scuola Internazionale per minori profughi e svantaggiati del mondo, e il centro Ma’an nella città di Al Dana, in Siria. Oggi Nicolò dirige Still I Rise in 6 Paesi dando lavoro a circa cinquanta persone nel mondo, e si sta dedicando all’avvio di una nuova scuola per bambini profughi e svantaggiati a Nairobi, in Kenya. 


14^ stazione: Gesù è posto nel sepolcro 

Che il bene venga comunicato / dal Vangelo secondo Luca (lc 23, 53-56) 

Lo depose dalla croce, lo avvolse con un lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia, nel quale nessuno era stato ancora sepolto. Era il giorno della Parasceve e già splendevano le luci del sabato. Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono il sepolcro e come era stato posto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo come era prescritto. 

Christus vivit, 239 – 241 • Voglio ricordare che non è necessario fare un lungo percorso perché i giovani (...). 

 

SHAMSIA HASSANI: artista afghana per i diritti delle donne 

Con le sue immagini delicate Shamsia Hassani, classe 1988, prima street artist afgana, racconta il dramma dell’Afghanistan e in particolare l’oppressione delle donne, attaccando frontalmente i talebani. Parlando del suo lavoro in una intervista Shamsia dice: “Voglio colorare i brutti ricordi della guerra e se li coloro allora cancello la guerra dalla mente delle persone. Voglio rendere l’Afghanistan famoso per la sua arte, non per la sua guerra”. 


15^ stazione: Gesù vince la morte 

Riempìti dalla sua presenza invisibile / dal Vangelo secondo Luca (lc 24, 1-6) 

ll primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti. Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto». 

Christus vivit, 124-125 • Egli vive! Occorre ricordarlo spesso, perché corriamo il rischio (...)

 

GINO STRADA: medico e attivista per la pace

“I pazienti vengono sempre prima di tutto”: il senso di giustizia, la lucidità, il rigore, la capacità di visione: erano queste le cose che si notavano subito in Gino. Nel 1994 Gino Strada con la moglie Teresa, e alcuni colleghi e amici, fondano Emergency, Associazione indipendente e neutrale che ha salvato e continua a salvare milioni di persone nel mondo, nata per portare cure medico-chirurgiche alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà. Gino ha scelto da che parte stare: dalla parte degli impoveriti, delle vittime di guerra, degli oppressi, lottando ogni giorno perché i diritti siano di tutte e di tutti. 




 



venerdì 25 marzo 2022

La Pas finalmente bandita dai tribunali: la vittoria di Laura Massaro è una vittoria per tutte le donne

Per chi non avesse le idee chiare su cosa sia la cosiddetta Pas, o presunta "Parental alienation Syndrome" (cioè sindrome da alienazione parentale), sui gravi rischi che il suo uso comporta per le donne e i bambini, e sulla sua pericolosità in relazione all’intero diritto di famiglia, rimandiamo all'approfondimento che trovate a questo link. Ma anche a diversi altri articoli reperibili QUI. Per le ragioni lì spiegate, è veramente un passo importante che, con una sentenza storica e attesa da lungo tempo, la Corte di Cassazione abbia bandito dai Tribunali il ricorso all’alienazione parentale, definendo fuori dallo stato di diritto l’esecuzione coattiva dei provvedimenti nei confronti dei minori, che devono essere sempre ascoltati nei procedimenti che li riguardano. Una pratica che, dilagando per anni, ha causato enormi sofferenze coinvolgendo moltissimi bambini e le loro madri; fra le quali Laura Massaro. Addirittura diverse uccisioni di bambini (dal piccolo Federico Barakat ai fratellini Iacovone) sono state perpetrate dai padri proprio in forza di allontanamenti dei minori dalla madre motivati con la famigerata Pas.



Affiancata da centri antiviolenza e attiviste femministe, la Massaro ha retto una lunga e dolorosa battaglia, ma ora ha avuto ragione: si è vista finalmente riaffidare il figlio che le era stato sottratto. Il suo studio legale ha dichiarato: “La  Corte di Cassazione con ordinanza n. 286/2022 depositata in data odierna in accoglimento totale del ricorso presentato dalla signora Laura Massaro, annulla la decisione di decadenza dalla responsabilità genitoriale sul figlio minore e di trasferimento del bambino in casa-famiglia, ritenendo l’uso della forza in fase di esecuzione fuori dallo Stato di diritto. La Suprema Corte cassa la decisione della Corte di appello di Roma poiché ha inteso realizzare il diritto alla bigenitorialità rimuovendo la figura genitoriale della madre e ciò sulla base di apodittiche motivazioni che richiamano le consulenze tecniche, tutte volte all’accertamento dell’alienazione parentale, nonostante la stessa sia notoriamente un costrutto ascientifico.

Stigmatizza infatti che tali consulenze fanno riferimento al postulato patto di lealtà tra madre e figlio, o al condizionamento psicologico, tutti termini che richiamano ancora la sindrome dell’alienazione parentale.

La Corte di cassazione ribadisce che “il richiamo alla sindrome d’alienazione parentale e ad ogni suo, più o meno evidente, anche inconsapevole, corollario, non può dirsi legittimo, costituendo il fondamento pseudoscientifico di provvedimenti gravemente incisivi sulla vita dei minori, in ordine alla decadenza dalla responsabilità genitoriale della madre”.

Il collegio osserva inoltre che il diritto alla bigenitorialità così come ogni decisione assunta per realizzarlo non può rispondere a formula astratta “nell’assoluta indifferenza in ordine alle conseguenze sulla vita del minore, privato ex abrupto del riferimento alla figura materna con la quale, nel caso concreto, come emerge inequivocabilmente dagli atti, ha sempre convissuto felicemente, coltivando serenamente i propri interessi di bambino, e frequentando proficuamente la scuola”. 

La Corte Suprema rileva ancora che l’autorità giudiziaria di merito ha del tutto omesso di considerare quali potrebbero essere le ripercussioni sulla vita e sulla salute del minore di una brusca e definitiva sottrazione dello stesso dalla relazione familiare con la madre, con la lacerazione di ogni consuetudine di vita, ignorando che la bigenitorialità è, anzitutto, un diritto del minore. La Cassazione inoltre ritiene nullo il provvedimento dell’autorità giudiziaria di merito per non avere proceduto all’ascolto del minore, adempimento a tutela dei principi del contraddittorio e del giusto processo.

Gli Ermellini ribadiscono sul punto che “in tema di affidamento dei figli minori l'ascolto del minore infradodicenne capace di discernimento costituisce adempimento previsto a pena di nullità, atteso che è espressamente destinato a raccogliere le sue opinioni e a valutare i suoi bisogni”. La Corte precisa, inoltre, che “tale adempimento non può essere sostituito dalle risultanze di una consulenza tecnica di ufficio, la quale adempie alla diversa esigenza di fornire al giudice altri strumenti di valutazione per individuare la soluzione più confacente al suo interesse”. La Corte di cassazione infine si esprime sulla prospettata e ordinata esecuzione coattiva consistente nell’uso di una certa forza fisica diretta a sottrarre il minore dal luogo ove risiede con la madre, per collocarlo in una casa-famiglia, ritenendo suddetta misura “non conforme ai principi dello Stato di diritto in quanto prescinde del tutto dall’età del minore, ormai dodicenne, non ascoltato, e dalle sue capacità di discernimento, e potrebbe cagionare rilevanti e imprevedibili traumi per le modalità autoritative che il minore non può non introiettare, ponendo seri problemi, non sufficientemente approfonditi, anche in ordine alla sua compatibilità con la tutela della dignità della persona, sebbene ispirata dalla finalità di cura dello stesso minore”.



Dopo tanta sofferenza e resistenza piena di determinazione, congratulazioni Laura Massaro - a te e al tuo bambino,  a tue avvocate e tuoi avvocati, a Differenza Donna e a tutte le altre associazioni e donne che ti hanno sostenuta; e grazie Laura Massaro. La tua vittoria è una preziosa vittoria di tutte le donne e di tutti i bambini a rischio di restare sotto il giogo di padri violenti e di doverne subire gli abusi . 

giovedì 24 marzo 2022

25 marzo 2022 Global Strike per la Pace e per il Clima! cambiare metodo, invertire la rotta

Giornata storica di mobilitazione mondiale per la Pace e, quindi, per il Clima, venerdì 25 marzo 2022: manifestazioni in numerose città in tutto il mondo; a Milano partenza dalle 9,30 in Piazza Cairoli. 


Questo 25 Marzo, dal #globalstrike per il clima e la Pace alla storica giornata internazionale di preghiera per la Pace promossa dal Papa, con la consacrazione a Maria della Russia e dell’Ucraina, è un giorno di immane sforzo collettivo di azione sulle direzioni che può prendere il mondo. Non perdiamolo, non sprechiamolo.

Dal 4 al 9 aprile, inoltre, settimana di mobilitazione non violenta; per assistere alla presentazione, venerdì 25/03 e 1/4 h18:00, questo > il link alla riunione zoom





Intanto, nel delirio generale l'unico che sembra guardare seriamente alla mediazione e alla diplomazia è il Papa; il quale, nell’incontro con le donne del “Centro femminile Italiano”, ha rivolto parole durissime contro la follia della guerra, condannando senza mezzi termini lo sconsiderato militarismo che sta dilagando: "mi sono vergognato quando ho letto che un gruppo di Stati si sono compromessi a spendere il 2% del Pil per l'acquisto di armi come risposta a questo che sta accadendo, pazzi (..) Una vergogna l'aumento di spesa per le armi, serve un  modo diverso di intendere le relazioni internazionali: alla volontà di dominio non si risponde con altra violenza". Qui > le sue parole testuali.


Riguardo alla sovrapponibilità di temi quali la distruzione ecologica e la guerra, centrano il punto una vignetta di Biani e su twitter Alessandro Gassman, scrivendo: “Quasi tutti i conflitti in atto sul pianeta sono scatenati da conquista o difesa delle energie fossili, che potrebbero ora, con le tecnologie attuali, essere sostituite da energie rinnovabili. Transizione energetica significa indipendenza, rilancio economia, Pace”. Si, è così: la guerra - ora minacciata fino alla guerra finale - è l’ultima ratio degli stessi che hanno coltivato fino al punto di non ritorno, e coltivano ancora, la distruzione ambientale per il proprio profitto



Ma come uscire dall’impotenza in cui ci sentiamo caduti? Non ci si salva da soli, e  qualunque analisi incapace di riconoscere che siamo un solo organismo è obsoleta. E anche, ora, le organizzazioni che promuovono la Pace, la giustizia, la sopravvivenza stessa - da Emergency a Greenpeace con tutte le altre associazioni ambientaliste e per i diritti, devono superare l’arcaico metodo dei compartimenti stagni. La forza che muove verso il semplice concetto pace-in-Terra - per gli ecosistemi, per gli animali, per l’umanità - includendo finalmente, nell’umanità, anche le donne storicamente estromesse, ha necessariamente declinazioni articolate, ma tutte cruciali e interconnesse: pace, ambiente e clima, giustizia, femminismo, antirazzismo, antispecismo sono tutti parte essenziale della stessa azione. E l'ecofemminismo è forse l'unica visione oggi in grado di ricomprendere tutti questi concetti e obiettivi: come scrive Laura Cima, "l’ecofemminismo sembra ormai l’unica prospettiva politica possibile per salvarci e salvare la vita sulla terra"

Basta con le azioni su binari paralleli, incapaci di incontrarsi! Riconosciamo che ci troviamo tutti, e improvvisamente in modo ormai ineludibile, davanti a una svolta epocale; di fronte a questo bivio tutti i polverosi vizi dei particolarismi e dell’ignavia devono saltare. Siamo un unico sistema di anticorpi, in un solo organismo; e come tale ci dobbiamo comportare.  

E, se ci riconosciamo nei contenuti, cominciamo ad aderire ciascuno alle campagne di tutti gli altri, tutti.

In questo momento, ad esempio, dalla campagna di obiezione alla guerra del Movimento non-violento, a quella di Ultima generazione, per azioni urgenti per il clima.

25 marzo #globalstrike: registra il tuo evento > QUI