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venerdì 23 ottobre 2015

Mobilitazione per il clima!

Come già in miriadi di altre occasioni (l'ultima qui - ove ricordiamo che urge Piano di Emergenza Nazionale per il clima!), in vista di Parigi 2015 invitiamo a mobilitarsi. Informarsi e partecipare. 
23-24-25 ottobre sono giornate di mobilitazione per il clima con eventi in tutta Italia (flash mob, incontri, volantinaggi, aperitivi, iniziative sportive e culturali). L'obiettivo è proprio sensibilizzare quanta più gente possibile sulla posta in gioco nel COP21, il vertice ONU sul Clima che si terrà a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre, in modo da far confluire la massima partecipazione alla Marcia Globale per il Clima che avrà luogo a Roma il 29 novembre. Qui trovate la pagina di Avaaz sui relativi eventi.
Se volete informarvi sul vero stato del clima, se volete qualche strumento anche per i vostri studenti, ancora una volta vi rimandiamo (nuovamente), anche a questo video, che include dati reali e proposte per azioni urgenti:

Aggiungiamo da parte nostra un appello agli attivisti e alle attiviste impegnate/i in qualunque campo, perché lavoriamo tutti insieme a creare un solido asse fra gli attivismi! che veda i movimenti dellle donne, sempre, come i più efficienti e privilegiati alleati. 

giovedì 13 novembre 2014

Esondano catastrofi climatiche ovunque, ma i governi restano sordi e ciechi

Nessuno - dico nessuno - che spieghi cosa realmente sta succedendo, e nessuno che colleghi quello che sta succedendo con il recentissimo allarme dell'ONUDa tutti i tg esondano immagini di catastrofi climatiche, commentate solo da stupidaggini. Media e politici pari sono: tutti zitti.
Nessuno: perché parlare metterebbe la gente nelle condizioni di capire, e rigettare, i folli programmi economici e politici che sono in atto ovunque: invece di correre ai ripari, si corre più forte verso il suicidio annunciato. Anche il nostro governo, anziché puntare su turismo e  green economy, senza timore di distruggere quel che resta del già devastato patrimonio ambientale italiano, pensa  di ottenere la "crescita"  trivellando (!) e cementando. Il che si può commentare in un solo modo:
I nostri politici dovrebbero essere sbattuti in galera per la loro ostinata cecità… Stiamo chiudendo gli occhi davanti alle conseguenze per i nostri figli e nipoti. È un crimine intergenerazionale (David Suzuki)
E chiedendosi: ma di quale crescita stiamo parlando?
Gli esiti di questa sordità esondano in tutti i campi: una economia sostenuta da armi e petrolio non può che produrre nuova povertà; così a un allarme Onu se ne sussegue un altro - ad esempio: i profughi iracheni e siriani verranno abbandonati…! ormai insufficienti i fondi.
E perfino i sindacati, continuano a parlare di diritti da difendere in modo astratto: nessuna visione strategica, nessuna capacità di fare 2+2.

 
Ma anche noi donne, dovremmo fare di più. In tutto il mondo le donne sono in prima linea nella battaglia per la difesa di un Pianeta esausto e ormai in gravissimo rischio di sopravvivenza. Esattamente un anno fa, proprio dal Summit delle Donne per il Clima fu lanciato un forte appello ad azioni urgenti - lo trovate qui. Ma in Italia in poche l'hanno raccolto. Donne, vogliamo fare di più?

venerdì 5 settembre 2014

Abbiamo bisogno di pace e non di corruzione e guerre. Una parola decisiva contro gli F35

Serve ricordare come le donne, oltre a essere le più colpite dalle conseguenze di ogni guerra, siano anche le più estranee alle decisioni catastofiche che la politica dominante prende costantemente, in merito ad armamenti e gestione dei conflitti? Riguardo all'assurda spesa per gli F35, è lo stesso Pentagono a sottolinearne le debolezze; il loro acquisto ha una sola efficienza certa: far girare molti soldi, a vantaggio di pochi, sottraendoli a necessità ben più urgenti.  
Chiediamo al Governo e al Presidente del Consiglio di dire No agli F-35
Invitiamo a fare rete fra gli attivismi. Invitiamo a partecipare alla manifestazione per fare un #passodipace, il 21 settembre a Firenze.
E invitiamo a diffondere la campagna Taglia le ali alle armi e a sottoscrivere l'appello della Rete per il disarmo:
La società italiana è divisa su molti temi ma sugli F-35 ha mostrato un'opinione se non unanime, almeno ampiamente condivisa e trasversale: 
in grandissima parte pensa che portare avanti il programma di acquisto degli F-35 sia un errore. Non sono solo le reti pacifiste a chiedere la cancellazione del programma, le decine di enti locali che sostengono la campagna Taglia le ali alle armi, le oltre 90mila persone che hanno sottoscritto i suoi appelli e partecipato alle sue iniziative, ma personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo, giornalisti, persino ex militari. Un recente sondaggio Demopolis per La7 colloca al 57% l’accordo diffuso per (quantomeno) una riduzione degli acquisti di caccia.
La crisi non accenna a fermarsi: la disoccupazione ha raggiunto il 13% complessivo e il 42,3% tra i giovani sotto i 25 anni, mentre le politiche di austerità imposte dall’Europa invitano gli stati membri a effettuare tagli draconiani alla spesa pubblica, in primo luogo a quella sociale. Si taglia su tutto ma non sulle spese militari. Se proprio dobbiamo fare dei tagli facciamo quelli giusti! Eliminiamo i veri sprechi: rinunciamo agli F-35. Oggi più che mai abbiamo bisogno di pace e di non guerra, di servizi sociali e non di armi, di sicurezza sociale e non di missioni militari. La società italiana reclama democrazia, riforme tangibili e scelte coraggiose: chiede di cambiare verso in modo chiaro, senza ambiguità, senza esitazioni e nella direzione giusta.
Cancellare il programma di acquisto degli F-35 sarebbe uno dei modi migliori per dimostrare che le promesse di cambiamento vengono mantenute, che la distanza tra la società e chi la governa può ridursi, che una volta tanto i diritti della maggioranza dei cittadini possono prevalere sugli interessi e i privilegi delle caste militari e delle aziende che producono strumenti di morte.
Cancellare il programma di acquisto degli F-35 sarebbe oggi una scelta davvero popolare ma dal Governo e dal Parlamento arrivano segnali discordanti e contraddittori, dichiarazioni e prese di posizione che un giorno sono incoraggianti e il giorno dopo riconfermano gli errori degli ultimi anni.
Chiediamo al Governo e al Presidente del Consiglio di non tergiversare e fare una scelta chiara: dicano No agli F-35, scelgano di far decollare il lavoro e di mettere le ali ai diritti sociali.
Fermate il programma dei Caccia F35




venerdì 21 marzo 2014

L'inverno più caldo, le decisioni più urgenti: per il clima serve una svolta. Immediata

Strano inverno, vero? E di colpo è il 21 marzo, e tra ieri e oggi uno dei più importanti incontri per le decisioni - dalle relazioni internazionali al clima - che ci riguardano più da vicino: quelle che possono determinare salvezza o accelerazioni verso un baratro fin troppo annunciato. 
Entro il 2015 si decidono troppe cose, non possiamo confidare nei nostri "saggi" governi: tocca a noi tirare dal lato giusto - e fa piacere che una pioggia di suggerimenti stia investendo Renzi su twitter. Una preghiera: alziamo l'intensità di questi richiami. Partiamo da qui. Smettiamo di pensare che esista qualcosa, qualunque cosa, più rilevante o urgente del dare uno stop alla tragedia climatica. No pianeta, no tutto il resto.
Riflettiamo un momento. E' incredibile che siamo ancora tutti così inerti. Ma davvero crediamo che qualcuno ci salverà, se non lo facciamo noi stessi? che i potenti che hanno portato il pianeta a questo stato faranno qualcosa di serio per spontanea iniziativa..? No. Serve che le donne comprendano il rapporto fra condizione femminile e ambiente. Serve che le donne, per prime, non guardino più a obiettivi separati e coltivino visioni di insieme. Serve combattere il militarismo e farlo in una dimensione più consapevole. Serve che tutti i movimenti per i diritti e la pace si stringano intorno alle donne. Serve un nuovo asse fra tutti gli attivismi, che metta al centro madre terra. Serve tenersi attentamente aggiornati sui segnali positivi e la nascita di nuovi strumenti - e usarli. Serve capire che non si può più aspettare. 
Il momento di agire è adesso.
Qui le priorità dell'Europa secondo la presentazione di Barroso. Ma una cosa è ormai appurata: come documenta il video che vi presentiamo, quando gli enti ufficiali pongono obiettivi che sembrano ambiziosi, stiamo giocando già molto al ribasso. Tocca a noi - solo a noi - premere per correggere il tiro.

mercoledì 20 novembre 2013

Salviamo i bambini, salviamo la terra sotto ai nostri piedi: salviamo noi stessi

Ma perché dovremmo avere una giornata particolare per ricordarci delle bambine e dei bambini? Perché se no NON ce ne ricordiamo. Punto e basta. L'umanità come organismo collettivo si ricorda una sola cosa, tutti i giorni e senza fallo: come litigare, confliggere con se stessa, distruggere la terra che ha sotto ai piedi. 
I bambini sono il nostro bene più prezioso ma anch'esso (come avviene allo stesso ambiente vitale che ci ospita), viene calpestato, svillaneggiato e - soprattutto - infarcito di veleni che non tarderanno a scoppiare. Zero educazione, zero cultura, zero prevenzione: si investe solo nel contrario di tutte queste cose: pattumiera emotiva che serve però a muovere soldi. Esattamente come avviene, letteralmente, nella gestione dei rifiuti fisici. Vi capita mai di accendere la televisione ogni tanto? solo, ed esclusivamente, stupidità, pornografia dell'apparire, e soprattutto violenza, violenza, violenza, e film dell'orrore. Questo è il cibo della mente che diamo ai nostri figli. Non parliamo poi del cibo che diamo (o non diamo), sul piano letterale.
Ogni tanto ne abbiamo piccoli segnali, e nessuno si muove! Ieri sera un nuovo servizio su Le Iene su una catastrofe di proporzione inaudita:
Ecco qual è, secondo Carmine Schiavone (ex-capoclan dei Casalesi), la cosa più grave di tutta questa terrificante vicenda: arrivavano 120, 130 Tir per volta di rifiuti tossici e nucleari: smaltire così 1 fusto di rifiuti nucleari costava, anziché 2.000.000, 200.000 lire! lì non c'era niente, hanno seppellito tonnellate e tonnellate di rifiuti tossici e fanghi termonucleari, e poi ora ci coltivano, e ci hanno costruito e la gente abita lì sopra. Io prego Iddio che i fusti nucleari non si siano ancora aperti, se no il disastro lì è - già adesso - peggio che a Chernobyl. Io non ho partecipato, già allora avevo chiaro che si condannavano a morire generazioni intere"
Poi mostra i siti sulla mappa: casa nostra, avvelenata per sempre, irrimediabilmente, per ettari ed ettari, un territorio che era vanto e bellezza del nostro paese in tutto il mondo. Ora solo veleno. Una storia da anni e anni (almeno in parte) già denunciata mille e mille volte anche da Saviano, e sempre lasciata a cadere come un dettaglio senza importanza. E per fortuna che ora, della terra dei fuochi si interessa almeno il Papa... La Campania è avvelenata, addirittura peggio della Puglia, con l'ambiente  tarantino distrutto grazie ai furti e alle omissioni dell'Ilva.
Ma come avviene a casa nostra... così avviene in tutto il mondo. Lo sapete che solo quest'anno sono stati bruciati nel deserto del kuwait 7 milioni di penumaitici - avevano ormai coperto un'area così vasta che risaltava dal satellite. E tutti i rifiuti nascosti, che non si vedono? Rendiamoci conto che la politica a cui siamo in mano ha scavato questa terra come un groviera, l'ha infarcita di rifiuti, in profondità e in superficie l'ha inzuppata di veleni, ha raso al suolo buona parte dei suoi organismi vitali, e la sta mandando a fuoco: fuoco, fiamme e alluvioni. TUTTO E' COLLEGATO da un filo diretto. Un quadro in cui rientra anche la tragedia che ha colpito in questi giorni la Sardegna.
Vogliamo fare qualcosa? Forse, potremmo partire da qui: