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sabato 13 febbraio 2021

Invito al Generation Equality Forum 2021: per lanciare un programma di azioni concrete sui diritti delle donne

Cos’è il Generation Equality Forum 2021? un evento globale, e primo vertice diplomatico dalla Conferenza di Pechino del 1995, organizzato da UN Women per promuovere i diritti delle donne.

Si svolgerà quest’anno in due fasi: in videoconferenza dal 29 al 31 marzo a Città del Messico e in giugno a Parigi (in modalità ibrida).

Lo scopo del forum è fare il punto sugli ultimi 25 anni in tema di diritti delle donne e parità, che avanzano troppo lentamente e, soprattutto, sono costantemente sotto attacco in tutti gli ambiti: politico, economico, sessuale e riproduttivo, sociale e sanitario, e di dare nuovo impulso al loro avanzamento.  

Il Forum si propone quindi di generare una tabella di marcia basata su un programma di azioni concrete, da avviare a Parigi nel giugno 2021 e da implementare nell’arco di cinque o dieci anni. Al di là degli strumenti legali promossi per tutelare i diritti delle donne (dalla Convenzione di Istanbul del Consiglio d'Europa, alla Convenzione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne, alla Dichiarazione di Pechino e la sua Piattaforma d'azione) mancano ancora adeguati mezzi di azione per attuare tali diritti, che garantiti in teoria ma non in pratica restano troppo spesso sulla carta.


Il Forum individua quindi 6 temi prioritari: 

lotta alla violenza di genere 

diritti e giustizia economica 

ruolo delle donne nella lotta contro il riscaldamento globale

ruolo delle donne nella tecnologia e nell'innovazione

diritti sessuali e riproduttivi e salute

movimenti e leadership femministi

Sui quali creare altrettante “coalizioni d'azione”. Se nel vostro ambito di attivismo o di interesse professionale o politico siete interessate ad esprimervi e a partecipare al dibattito potete farlo, iscrivendovi e interagendo con il gruppo (o i gruppi) di discussione che preferite.

Ci auguriamo porteremo in tante competenze e idee, perché questo Forum può essere una importante opportunità di partecipazione per noi donne e per dare impulso affinché il Consiglio d'Europa acceleri il processo di universalizzazione della Convenzione di Istanbul, a dieci anni dalla sua firma, proprio nel maggio 2021. 

A vent'anni dalla risoluzione 1325 delle Nazioni Unite su donne, pace e sicurezza, sottolineiamo che sarebbe bene fare emergere anche questo tema e la sua profonda connessione con il “ruolo delle donne nella lotta contro il riscaldamento globale”.


Per partecipare iscrivetevi e iniziate, semplicemente attraverso questo link: Speak up for Gender Equality 



martedì 13 ottobre 2020

Non considerare i rischi del riscaldamento globale significa accogliere la fake news più mostruosa, la peggior menzogna di questo periodo pieno di menzogne

di Pietro Omodeo Sr • Una settimana fa ho ricevuto due pubblicazioni interessanti per il problema del riscaldamento globale.




La prima è uno studio diretto da Sandro Lovari, etologo di reputazione internazionale, riguardante le popolazioni dei grandi erbivori di montagna. In quelle venti pagine, apparse sulla rivista Climatic Change, si riferisce che questi animali usano trasferirsi in vista della fine della gravidanza e del periodo di allattamento su verdi pascoli ricchi di principi nutritivi utili per quelle delicate funzioni. Sennonché le modifiche dei ritmi stagionali fanno sì che quando oggi essi raggiungono quei pascoli trovino il foraggio ormai secco, non adatto a quel periodo riproduttivo, sicché la mortalità neonatale cresce e si nota un decremento demografico che mette a rischio le popolazioni.

Insomma, un elemento in più da mettere in rapporto col riscaldamento globale.

Nel suo libro "È l’uomo a rischio, non la Terra"Sandra Casellato, studiosa di Idrobiologia, ha esordito occupandosi della salute del Lago di Garda, non tanto quando è affollato di turisti ma quando è freddo, molto turbolento e pericoloso. Questo testo, 50 anni dopo, entra a fondo nel problema del riscaldamento globale informando il lettore sui rischi che esso comporta. Il libro è piccolo, ma congegnato in modo da istruire, pacatamente, il lettore che non se ne può staccare e impara, anche se esperto nel campo dell’ecologia, molte nuove cose. Sandra Casellato riesce in una settantina di pagine a toccare problemi, anche astrusi, come quello che riguarda la tesi di James Lovelock. Questo ricercatore inglese pretende infatti che l’ecosistema del nostro pianeta sia dotato di autocontrollo grazie al quale corregge più o meno prontamente se in qualche parte si generano squilibri: prima o poi li corregge. Lovelock ha ottenuto credito presso Lynn Margulis, una botanica che ha autentici meriti nel campo della biologia teorica. Sandra Casellato sa cogliere prontamente i lati deboli della tesi e se ne sbarazza per proseguire nella sua esposizione concludendo, in armonia con Greta Thunberg, che l’attuale generazione di uomini politici non ha il diritto di gestire i destini delle generazioni future come a loro piace, ma ha il dovere di decidere per il bene delle generazioni future che a loro volta dovranno fare altrettanto.

Queste due donne non proclamano a vuoto rischi inesistenti. Reclamano perché ‘i grandi’ della Terra non tentano in alcun modo di riparare a danni che sono sotto gli occhi di tutti.

Mentre leggevo queste opere la televisione ci informava sulla devastazione causata dal maltempo in Piemonte, Liguria e Provenza e sullo sconvolgimento della viabilità causato dal crollo di ponti e dalla rovina di lunghi tratti di strade. In Internet si commentava con angoscia l’enorme strage di un miliardo di uccelli migratori nel New Mexico in fiamme, accompagnata assurdamente da una brusca caduta della temperatura ambientale di una ventina di gradi.

[aggiungiamo la macchia tossica lunga 40 chilometri comparsa in Kamtchatca nella Russia orientale, che da giorni sta causando morie di animali; ma sempre nuovi disastri sono in corso, di cui spesso non  veniamo a sapere nulla, ndr].

Su un altro canale televisivo una giornalista molto amata accusava i dirigenti della Cina del ritardo di un mese e mezzo con cui hanno dato l’allarme sulla possibilità di una pandemia da coronavirus, colpa grave da aggiungere a tante altre secondo Donald Trump, ansioso di rinnovare la guerra fredda a danno di quel grande paese.

Deve esser chiaro che colpa molto più grave è quella di non aver ascoltato il parere degli specialisti e la voce e la preghiera di Papa Francesco sul danno che la politica economica dei paesi industrializzati sta causando, mettendo in grave pericolo il futuro dell'umanità.

Rifiutarsi di considerare i rischi derivanti dal riscaldamento globale equivale allo schierarsi con coloro che sostengono che il SARS-CoV-2 non esiste, non rappresenta un pericolo. Significa schierarsi con coloro che pretendono che la Terra sia piatta, significa accogliere la più mostruosa fake news che sia stata divulgata, la peggior menzogna di questo periodo tanto ricco di menzogne. 

Non è solo tradire la verità, è anche il tradimento delle nuove generazioni che rivendicano il sacrosanto diritto di avere un futuro. 

È vigliaccheria. 

Pietro Omodeo Sr, 13 ottobre 2020






martedì 4 novembre 2014

Allarme Onu sul clima. Ma dove vivete, voi, politici e media? Su che cavolo di pianeta credete di stare?

In conferenza stampa ieri a Copenaghen, i massimi scienziati del clima del pianeta hanno parlato chiaro e forte: siamo al punto di non ritorno. Le prossime generazioni sono condannate. Il Pianeta sta morendo. 

Per abbassare la febbre le emissioni di gas serra devono essere drasticamente ridotte, subito: per scendere del 70% entro il 2050, e andare a zero nel 2100. E per farlo c'è un solo modo: rinunciare subito a petrolio, carbone e gas. Serve altro? Signor premier Matteo Renzi, serve altro??
Forse si. Le concentrazioni di gas serra non sono mai state così alte da 800mila anni a questa parte. Dal 1901 al 2010 il riscaldamento globale causato dai gas serra ha già innalzato il livello del mare di 19 centimetri e di questo passo i cm saranno 82 entro la fine di questo secolo. Se il Pianeta si riscalda di altri 2 gradi, dice il report, siamo fregati. Ma già questi "2 gradi" sono una pietosa bugia, un eufemismo: per le ragioni che spiega la chiamata urgente lanciata in settembre dalle donne per il clima.

Serve altro? Signor premier Matteo Renzi, per capire che dobbiamo fare una inversione a U, serve altro?? Signor ministro Gian Luca Galletti, serve altro??

«Serve la volontà di cambiare» dice Rajendra Pachauri (che guida il team degli esperti). «Agire subito o il clima impazzirà definitivamente» dice Ban Ki-moon (segretario Onu). Qui l'estratto del documento finale. E qui le dichiarazioni:



Serve altro? Signor premier Matteo Renzi, serve altro??
Signor ministro Gian Luca Galletti, serve altro??

Calotte polari che si sciolgono, mari che si innalzano, tornadi e alluvioni da un lato, siccità e ondate di calore dall'altro, catastrofi sempre più frequenti: serve altro? 
Eppure nessuno fa una piega. Tutti i giornali del pianeta avrebbero dovuto uscire con questa notizia a caratteri cubitali sulla prima pagina, e dedicarle quasi tutte le pagine seguenti. Tutti i capi di Stato avrebbero dovuto consultarsi freneticamente e precipitarsi a fare dichiarazioni. Invece no; solite dichiarazioni vuote e basta. In Italia, poi - non è che è una notiziola, quasi un fatto di costume - cui dedicare trafiletti: Il Corriere ha fatto un richiamino in prima pagina (fra l'ingorgo delle tasse e il triste autunno del calcio), e un articoletto (sdrammatizzante alla se po' ffà) a pag. 10, nella sezione "esteri". Esteri?? perché, noi italiani, viviamo forse su Marte?
Repubblica - addirittura - relega la seccatura in 28esima pagina, nella sezione ambiente.
Un po' meglio La Stampa, ma nel complesso la notizia passa inosservata, mentre in Parlamento passa lo #sbloccatrivelle. L'assenza (per non dire di peggio) dei nostri politici brilla, come le banalità del ministro dell'ambiente, che finge interesse, glissando tranquillamente sul fatto che l'anacronistico "sbloccaitalia" punta tutto sul petrolio - come se fossimo nel 1930 - l'energia sostenibile del tutto ignorata: roba da donnette. Anacronismi ciechi e colpevoli, in piena continuità con i progetti irresponsabili già perseguiti, nel silenzio generale, dai precedenti governi, incluso il governo Monti.
Ma dove vivete, voi, politici e media? Su che cavolo di pianeta credete di stare? 

E voi, che vi riempite le casse con i frutti dell'immonda corruzione che ci ammorba, credete davvero che avrete un Pianeta B su cui scappare? Davvero pensate di uscire dalla "crisi" planetaria producendo più armi e petrolio, trivellando anche i fondi marini, appestando tutto con gli OGM? davvero? 

Qualunque siano i vostri deliri, non esiste un piano B, perché non esiste Pianeta B su cui svignarsela.
#sapevatelo

Eppure - aggiornamento 8 novembre 2014:
Per sordità patologica e sindrome dello scorpione: cosiddetto SbloccaItalia è legge con tutto il corollario di #sbloccatrivelle.

domenica 11 maggio 2014

Fermiamo il matricidio. Salviamo #MadreTerra

Quando si parla di cambiamento climatico appare sempre come qualcosa di astratto: pochissimi davvero se ne preoccupano: troppo difficile realizzare di cosa si tratta davveroCerto, può aumentare la temperatura e alzarsi il livello del mare, ma che significa in realtà, per me personalmente, cosa significherà per i miei figli?
Possiamo farci un'idea su Un mondo sott’acqua: il sito (creato dalla piattaforma di crowdfunding ambientale Carbon Story), combina immagini di Google Street View con grafici a onde mostrando come l'innalzamento già in atto del livello del mare cambierebbe lo stato fisico di siti famosi, così come delle vie sotto casa nostra. Con ciò dà l'opportunità di comprendere concretamente di cosa si parla - sperando sempre più persone vogliano partecipare alla soluzione del problema; e un modo è attivarsi per compensare le emissioni utilizzando proprio le indicazioni Carbon Story, e di attivarsi nella comunicazione - ma soprattutto è ai politici e alle politiche che parliamo.
Alcune foto realizzate mostrano come si presenteranno, se non si frena la tendenza attuale, luoghi di monumenti famosi da Roma a Mosca, da Parigi a New York. Ma ancor più interessante è la funzione del sito che consente di visualizzare qualunque zona – anche quella sotto casa nostra – rendendo più concreta la percezione della realtà che ci aspetta.
In realtà la versione fornita non è scientifica, ma solo indicativa: perché non si basa su dati specifici locali del potenziale livello del mare, ma genera automaticamente, per ogni zona, un grafico di onda standard. Non rispecchia il diverso comportamento a seconda dell'altezza geografica: dunque alcune aree, nella realtà, potrebbero presentarsi molto più sommerse oppure meno. Per questo un altro strumento meno appariscente ma più preciso, il Surging Seas, stima dove e quanto salirà il livello del mare, fornendo per alcune città anche dati su densità di popolazione, valore delle proprietà e vulnerabilità sociale dei diversi quartieri.
Strumenti utili, perché guardare concretamente la direzione che ha preso il pianeta aiuta a capire: come riferito nel marzo scorso dal gruppo intergovernativo ONU sul cambiamento climatico, i cambiamenti in atto stanno già alzando il livello del mare e l’acidificazione degli oceani. Se lasciato incontrollato questo processo devasterà l'approvvigionamento di cibo scatenando ulteriore insicurezza alimentare e guerre nel mondo.
Non ne abbiamo ancora abbastanza di crisi, povertà e conflitti? Non è di questo che dovrebbero occuparsi i nostri governanti? Di dare sicurezza e pace?
Il futuro è fatto solo di questo: sicurezza e pace. Cose che non si ottengono venerando astrattamente l’idea di una “crescita” che non si può ottenere perpetuando sistemi volti a consolidare potere personale, concentrazione di ricchezze nelle mani di pochi, incremento di strumenti d’azione utili a farsi guerre l’un l’altro. Né ci consola la certezza che con noi sprofonderanno anche gli scranni dei politici, se continuerà la cieca politica predatoria che, sola, domina da sempre:
Pace. Salvaguardia del clima. Rispetto e difesa delle risorse. Salvezza delle foreste e del suolo. Libertà dei semi. Libertà alimentare. E – conditio sine qua non perché tutto questo sia perseguito e ottenuto: vera partecipazione femminile. Educazione, cultura del rispetto. 
Noi vogliamo questi temi in cima all’agenda: nessuno parli di equità e di crescita senza dimostrare di averci capito qualcosa e dunque di sapere dare, a tutto questo, vera priorità politica.
Non a caso questo post esce oggi, cosiddetta Festa della Mamma. A tutte le madri - naturali o adottive, auguri. A tutte le non-madri anche. Ma ricordiamo che abbiamo una sola madre che ci ha generato e ci ricomprende tutti: ed è Madre Terra.
Ottimo giorno, dopotutto, per invitare ad aprire gli occhi: fermiamo il matricidio.