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domenica 23 febbraio 2014

I giornali mandano in passerella il giuramento delle neoministre

Battuto abbondantemente il tasto dell’inesperienza e dell’incompetenza delle neo ministre, in cerca di “notizie” fresche, i giornali ci raccontano il giuramento del nuovo governo trasformandolo in una ridicola e imbarazzante (per chi la scrive e per chi la legge) sfilata di moda. Il linguaggio del giornalismo politico e di quello della moda si mescolano: diventano un giallo il colore della giacca della ministra della Salute; uno scivolone gli stivali della ministra ai rapporti con le Regioni; uno scontro tra calze velate e coprenti. Si intervistano “esperte” per il taglio dei pantaloni (troppo stretti o troppo larghi), si stilano le pagelle delle ministre in base al guardaroba.
Di fronte a un governo che per la prima volta è composto da metà uomini e metà donne, i grandi giornali  – chissà se per stupidità, stizza o misoginia - mandano in edicola e online il peggio degli stereotipi di genere. 
Per par condicio e completezza dell’informazione vorremmo un chiarimento: le cravatte dei ministri della Giustizia e dell’Agricoltura erano bordeaux o rosso veneziano? E la differenza tra le scelte cromatiche dei due ministri, rispetto ai loro colleghi e soprattutto al premier, dobbiamo interpretarle come “prime crepe” nell’esecutivo? Urge un editoriale, perché i lettori devono sapere!

Se non ora, quando? Donne e informazione

sabato 22 febbraio 2014

Il primo governo paritario italiano: tra speranze e preoccupazioni

Ci diciamo buongiorno, oggi, nel primo giorno in cui l'Italia, dalla nascita della Repubblica, si sveglia con un governo paritario. E' una data storica, almeno in quanto sfonda una consuetudine grottesca che fino ad oggi nessuno aveva mai incrinato. Sappiamo che niente ci è regalato: se abbiamo ottenuto questo primo risultato, almeno sui numeri, lo dobbiamo a un lungo e tenace lavoro. Un lavoro condotto da tantissime donne e a cui in particolare si dedica in modo mirato, da tempo, l'Accordo di azione comune per la democrazia paritaria. Dopodiché.. naturalmente non tutte vedono, in questo nuovo governo, solo ragioni per rallegrarsi. Rimandiamo in particolare alle preoccupazioni espresse ieri da Cristina Biasini, Cecilia D'Elia e Giorgia Serughetti, sul Manifesto. Staremo a vedere. Ora più che mai, paradossalmente, le donne dovrebbero vigilare e stare unite: è il momento di alzare il tiro rispetto alle richieste di qualità della politica. 
E proprio oggi, in questo giorno così significativo, ha luogo a Firenze anche l'assemblea nazionale dei comitati di Se non ora quando.. ecco un'immagine dalla sala:
La discussione può essere seguita qui in streaming. 
L'assemblea ha aperto con questo comunicato, che racchiude in sè quella commistione di speranze e preoccupazioni che tutte abbiamo in cuore:

L’assemblea nazionale di SeNonOraQuando? vede fatto un primo passo verso una migliore democrazia che sin dalla sua nascita ha perseguito con determinazione. La cultura del nostro Paese sta lentamente cambiando e la composizione paritaria di questo governo ne è un segno: i numeri ci sono, ora sono decisive le nuove politiche. Ci aspettiamo che le donne e gli uomini del primo governo paritario d’Italia si mettano al lavoro per migliorare la vita di tutte e tutti.
Da oggi più che mai saremo attente, intransigenti e pronte.
SeNonOraQuando?, Firenze, 22 febbraio 2014