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giovedì 7 novembre 2013

lunedì 21 ottobre 2013

Nadya di Pussy Riot lancia nuova ONG: per i diritti dei carcerati in Russia

Nadya Tolokonnikova delle Pussy Riot lancia una nuova organizzazione per i diritti umani, specificamente focalizzata sulla regione di Mordovia in cui si trovano i famigerati carceri speciali e sede di uno dei più grandi complessi detentivi in Europa, con circa 15.000 prigionieri detenuti. 
La ONG si chiamerà "Mordovlag" (abbreviazione di "Mordovia Camp" in russo: il nome di quelli che ormai sono i famigerati nuovi Gulag russi), e coordinerà il lavoro di avvocati esperti e attivisti per poter ispezionare le carceri della regione, visitare i prigionieri e assisterli nei ricorsi legali.
"In pratica”, ha comunicato il marito di Nadezhda, “sarà una ONG in difesa dei diritti dei detenuti della regione. Questa sarà la principale eredità che Nadya lascerà in seguito a tutta questa situazione."
Il costo annuo totale del progetto è stimato in 120mila dollari, da raccogliere tramite crowd-funding e donazioni private.
La decisione di avviare la nuova organizzazione è l’esito finale della recente campagna lanciata da Nadia contro le autorità della sua colonia, iniziata tre settimane con  uno sciopero della fame durato 9 giorni, prima che il rischio di danni permanenti alla sua salute la costringesse a interromperlo. Le inumane condizioni del carcere sono divenute pubbliche per la prima volta solo grazie a una lunga lettera aperta fatta uscire dal carcere proprio da Nadya. A questo Link trovate il testo integrale tradotto in italiano.

domenica 20 ottobre 2013

Nadya di Pussy Riot svela per la prima volta la verità sulle carceri russe: la lettera integrale

Molti articoli hanno riportato la notizia dello sciopero della fame di Nadya Tolokonnikova e della sua lettera pubblica sulle strazianti condizioni in cui sono costrette le detenute nella colonia penale in cui lei sconta la pena da oltre un anno. Ma da nessuna parte abbiamo trovato il testo integrale della lettera in italiano: per questo ne abbiamo fatto una traduzione. Eccola:
Da lunedi 23 settembre ho iniziato lo sciopero della fame. E' un metodo estremo, ma sono convinta sia attualmente la mia sola via d'uscita. L'amministrazione della colonia penale rifiuta di ascoltarmi. Ma io, a mia volta, rifiuto di recedere dalle mie richieste. Non voglio rimanere in silenzio, rassegnata a guardare come le mie compagne di prigionia collassino sotto il peso di condizioni di schiavitù. 

Chiedo il rispetto dei diritti umani, esigo che il campo di Mordovia funzioni in conformità con la legge. Esigo che veniamo trattati come esseri umani, non come schiave. E' passato un anno da quando sono arrivata alla Colonia penale n° 14 nei pressi di Parts. Come dicono le prigioniere: "Chi non ha mai subito parte della pena in Mordovia è come se non ne avesse subita affatto."