venerdì 14 febbraio 2014

One billion rising: danza contro la violenza, pretendi la giustizia

In tutta Italia il 14 febbraio si balla: per la giustizia
Trovarci tutt* insieme sarà un'importante testimonianza politica e anche, già di per sé, un potente atto di guarigione.

lunedì 10 febbraio 2014

A tutte le parlamentari in vista delle votazioni sulla legge elettorale

Gentile Onorevole,
a nome e per conto dell'Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria vogliamo esprimere la nostra soddisfazione per la presentazione degli emendamenti alla legge elettorale sulla parità di genere, sottoscritti dalle parlamentari di quasi tutti gli schieramenti politici.
Cogliamo ora l'occasione per tornare a sottolineare quanto riteniamo sia fondamentale la più ampia condivisione possibile per ottenere la corretta alternanza di genere nelle liste elettorali e il reale 50% e 50% nei capilista
Ci rivolgiamo a tutte le parlamentari, e anche ai parlamentari di buona volontà, perché appoggino e votino gli emendamenti presentati. Sarebbe auspicabile il voto palese per permettere a ciascuno di assumersi pubblicamente la responsabilità della sua scelta.
per l'Accordo di Azione Comune,
Daniela Carlà,  Marisa Rodano, Roberta Morroni



NB • in data da destinarsi si terrà la conferenza stampa delle parlamentari firmatarie degli emendamenti per la democrazia paritaria. Per informazioni: danielacarla2@gmail.com


domenica 9 febbraio 2014

#italicum e voto segreto. Questione maschile o della debolezza maschile

Forza o debolezza, coraggio o codardia, comportamenti limpidi o opachi. Tutto questo si misurerà alla Camera quando riprenderà ed entrerà nel vivo l’esame della nuova legge elettorale. Comunque la si pensi sull’Italicum, non c’è dubbio che finora le donne, dentro e fuori il Parlamento, hanno detto parole chiare sulla necessità di garantire eguale presenza di donne e uomini nelle liste
E le parlamentari hanno dato il via a buone pratiche di rapporti e relazioni fra loro, anche se appartenenti a schieramenti diversi, con differenti idee sull’Italicum. Si sono presentate insieme in conferenza stampa e insieme hanno presentato emendamenti e sempre insieme chiedono ora che il voto sui vari emendamenti sia palese. Hanno dato, comunque la si pensi, una immagine di forza, di coraggio, di parole e comportamenti limpidi. Sapranno gli uomini fare altrettantoFinora li abbiamo visti traccheggiare, balbettare, chiedere di potersi candidare in più collegi, abbassare le soglie di sbarramento, chiedere quorum particolari per salvare la Lega. Insomma, una gran paura di dover tornare a casa per mancanza di consensi, elettori e collegi ad hoc.

sabato 8 febbraio 2014

Imbarazzo #Italicum: non si nasconda la vergogna sotto al voto segreto

Risparmiamo il fiato, e sull'argomento della nuova legge elettorale vi rimandiamo a ottimi pezzi: dalla lettera aperta di Paola Concia alle considerazioni di Marina Terragni nonché a quelle (di segno diverso) di Pina Nuzzo - che si concordi o meno. Ricordiamo pure (su aspetti che vanno oltre la democrazia paritaria) le opposizioni dei costituzionalisti contro quello che hanno già ribattezzato indignati Porcellum Italicum. Questo post non intende prendere posizione su questo, una sola cosa diciamo qui ai politici: basta trincerare le vostre decisioni impresentabili dietro al voto segreto. Strumento nato con ben altro (e più nobile) scopo che truffare elettrici ed elettori nascondendo loro le proprie esecrabili decisioni. Uno strumento che, nello specifico, è ormai una spranga usata abitualmente contro le donne.
Si, siamo arrabbiate. E sull' #Italicum potremmo riassumere le ragioni in due semplici punti: 
1. la nuova legge elettorale non ci entusiasma. E va bè. All'arroganza di un sistema politico che perpetua se stesso contro ogni logica e dignità siamo abituate. 
2. non possiamo accettare che chi l'approverà non abbia nemmeno il coraggio delle proprie scelte. Qualunque sia il contributo più o meno attivo alla forma finale che la legge prenderà, ciascuno lo mostri pubblicamente.
Nello specifico delle esperienze regionali, con il voto segreto hanno già affossato fin troppe leggi per l'eleggibilità (anche) delle donne: dalla Sicilia all'Abruzzo, dalla Puglia alla Sardegna. Una vergogna di cui fra i politici maschi non si vergogna nessuno: stiamo tranquille che tranquillamente continueranno a reiterarla se non interverranno le donne. 
Martedi 11 febbraio riparte la discussione in aula e ci aspettiamo che le parlamentari, tutte, prendano in mano la situazione almeno sull'elementare (quanto svillaneggiata) questione della democrazia paritaria, e almeno esigendo il voto palese sugli emendamenti che riguardano l’alternanza uomo-donna e il 50% di donne capilista nelle liste elettorali.
Se volete partecipare alla campagna #iocisono promossa da Snoq, qui la pagina per aderire






sabato 1 febbraio 2014

Yo decido: le donne italiane si fanno sentire, superando il silenzio dei media

In concomitanza con la grande manifestazione di Madrid, molte località in tutta Italia hanno manifestato in solidarietà alle donne spagnole e per affermare la cultura laica dei diritti, l'autodeterminazione della donna, il diritto di scelta e alla salute, l'opposizione alle mafie degli aborti clandestini. 
Le manifestazioni sono state comunicate quasi esclusivamente via web, perché nessuna notizia ne è stata data dai quotidiani nazionali, nemmeno nelle cronache locali. "Sarà perché i giornali e le cosiddette politiche editoriali sono saldamente in mano agli uomini?", chiedeva oggi un'amica. Chissà! Un grazie dalle donne a tutt* quelli che, raggiunti dal tamtam, in tutta Italia hanno risposto sfidando la pioggia.
Questa la lettera delle donne italiane al Governo spagnolo, letta dalle donne di Napoli:

E di seguito alcune immagini arrivate da diverse città. Roma: 

Milano:




Firenze:

Bologna: 

Torino:

Palermo:


Catania:

E, dalla Spagna, chiudiamo con il saluto di Aitana Schez-Gijon :-)





















venerdì 31 gennaio 2014

1 febbraio le donne italiane ed europee manifestano unite

Serve una legislazione europea che sancisca il diritto all'autodeterminazione, alla prevenzione e alla salute, alla libera scelta e all'accesso all'aborto sicuro, contro l'abbandono delle donne e contro il business delle cliniche  clandestine. Il Governo spagnolo ha sferrato un duro attacco ai diritti delle donne e le donne di tutta Europa stanno rispondendoUnitevi all'evento su facebook; troverete qui tutti gli appuntamenti.

martedì 28 gennaio 2014

L'Italicum è un nuovo Porcellum - se non peggio: ecco perché i giuristi dicono no

Sulla nuova (e machista) legge elettorale "Italicum" le donne sono state chiare: così non va bene a partire dal mancato rispetto per la democrazia paritaria - tanto da promuovere, su questo punto, una petizione dedicata. Ma la democrazia, secondo la sentenza dei giuristi che l'hanno attentamente studiato, si perde anche per altre ragioni. E alla base di tutto - come sempre - vediamo una mancanza di trasparenza che fa emergere l'eterno problema del metodo (un metodo che non è democratico). Ecco comunque il comunicato dei più esimi giuristi costituzionalisti, fra i quali Lorenza Carlassare: 
La proposta di riforma elettorale depositata alla Camera a seguito dell’accordo tra il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi e il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi consiste sostanzialmente, con pochi correttivi, in una riformulazione della vecchia legge elettorale – il cosiddetto “Porcellum”. Presenta perciò vizi analoghi a quelli che di questa hanno motivato la dichiarazione di incostituzionalità ad opera della recente sentenza della Corte costituzionale, la n° 1 del 2014.
Questi vizi, afferma la sentenza, erano essenzialmente 2:
• 1. Il primo consisteva nella lesione dell’uguaglianza del voto e della rappresentanza politica determinata, in contrasto con gli articoli 1, 3 - [art. 3 che, lo ricordiamo, investe anche il tema della democrazia paritaria; insieme all'art. 51, che ci piace anch'esso ricordare qui, ndr], 48 e 67 della Costituzione, dall’enorme premio di maggioranza – il 55% per cento dei seggi della Camera – assegnato, pur in assenza di una soglia minima di suffragi, alla lista che avesse raggiunto la maggioranza relativa. La proposta di riforma introduce una soglia minima, ma stabilendola nella misura del 35% dei votanti e attribuendo alla lista che la raggiunge il premio del 53% dei seggi rende insopportabilmente vistosa la lesione dell’uguaglianza dei voti e del principio di rappresentanza lamentata dalla Corte: il voto del 35% degli elettori, traducendosi nel 53% dei seggi, verrebbe infatti a valere più del doppio del voto del restante 65% degli elettori determinando, secondo le parole della Corte, “un’alterazione profonda della composizione della rappresentanza democratica sulla quale si fonda l’intera architettura dell’ordinamento costituzionale vigente” e compromettendo la “funzione rappresentativa dell’Assemblea”. Senza contare che, in presenza di tre schieramenti politici ciascuno dei quali può raggiungere la soglia del 35%, le elezioni si trasformerebbero in una roulette.
2. Il secondo profilo di illegittimità della vecchia legge consisteva nella mancata previsione delle preferenze, la quale, afferma la sentenza, rendeva il voto “sostanzialmente indiretto” e privava i cittadini del diritto di “incidere sull’elezione dei propri rappresentanti”. Questo medesimo vizio è presente anche nell’attuale proposta di riforma, nella quale parimenti sono escluse le preferenze, pur prevedendosi liste assai più corte. La designazione dei rappresentanti è perciò nuovamente riconsegnata alle segreterie dei partiti. Viene così ripristinato lo scandalo del “Parlamento di nominati”; e poiché le nomine, ove non avvengano attraverso consultazioni primarie imposte a tutti e tassativamente regolate dalla legge, saranno decise dai vertici dei partiti, le elezioni rischieranno di trasformarsi in una competizione tra capi e infine nell’investitura popolare del capo vincente.

C’è poi un altro fattore che aggrava i due vizi suddetti, compromettendo ulteriormente l’uguaglianza del voto e la rappresentatività del sistema politico, ben più di quanto non faccia la stessa legge appena dichiarata incostituzionale. La proposta di riforma prevede un innalzamento a più del doppio delle soglie di sbarramento: mentre la vecchia legge, per questa parte tuttora in vigore, richiede per l’accesso alla rappresentanza parlamentare almeno il 2% alle liste coalizzate e almeno il 4% a quelle non coalizzate, l’attuale proposta richiede il 5% alle liste coalizzate, l’8% alle liste non coalizzate e il 12% alle coalizioni. 
Tutto questo comporterà la probabile scomparsa dal Parlamento di tutte le forze minori, di centro, di sinistra e di destra e la rappresentanza delle sole tre forze maggiori affidata a gruppi parlamentari composti interamente da persone fedeli ai loro capi.

Insomma questa proposta di riforma consiste in una riedizione del porcellum, che da essa è sotto taluni aspetti – la fissazione di una quota minima per il premio di maggioranza e le liste corte – migliorato, ma sotto altri – le soglie di sbarramento, enormemente più alte – peggiorato. 
L’abilità del segretario del Partito democratico è consistita, in breve, nell’essere riuscito a far accettare alla destra più o meno la vecchia legge elettorale da essa stessa varata nel 2005 e oggi dichiarata incostituzionale.
Di fronte all’incredibile pervicacia con cui il sistema politico sta tentando di riprodurre con poche varianti lo stesso sistema elettorale che la Corte ha appena annullato perché in contrasto con tutti i principi della democrazia rappresentativa, i sottoscritti esprimono il loro sconcerto e la loro protesta. Contro la pretesa che l’accordo da cui è nata la proposta non sia emendabile in Parlamento, ricordano il divieto del mandato imperativo stabilito dall’art. 67 della Costituzione e la responsabilità politica che, su una questione decisiva per il futuro della nostra democrazia, ciascun parlamentare si assumerà con il voto. E segnalano la concreta possibilità – nella speranza che una simile prospettiva possa ricondurre alla ragione le maggiori forze politiche – che una simile riedizione palesemente illegittima della vecchia legge possa provocare in tempi più o meno lunghi una nuova pronuncia di illegittimità da parte della Corte costituzionale e, ancor prima, un rinvio della legge alle Camere da parte del Presidente della Repubblica onde sollecitare, in base all’art. 74 Cost., una nuova deliberazione, con un messaggio motivato dai medesimi vizi contestati al Porcellum dalla sentenza della Corte costituzionale. Con conseguente, ulteriore discredito del nostro già screditato ceto politico.
Roma, 25 gennaio 2014


Gaetano Azzariti, Mauro Barberis, Michelangelo Bovero, Ernesto Bettinelli, Francesco Bilancia, Lorenza Carlassare, Paolo Caretti, Giovanni Cocco, Claudio De Fiores, Mario Dogliani, Gianni Ferrara, Luigi Ferrajoli, Angela Musumeci, Alessandro Pace, Stefano Rodotà, Nadia Urbinati, Luigi Ventura, Massimo Villone, Ermanno Vitale.
Pietro Adami, Felice Besostri, Anna Falcone, Giovanni Incorvati, Raniero La Valle, Roberto La Macchia, Domenico Gallo, Fabio Marcelli, Valentina Pazè, Paolo Solimeno.
Inviare adesioni a questa mail.

E questo lo aggiungiamo noi, ndr: