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mercoledì 18 giugno 2014

Consulta: nuovi giudici alla Corte Costituzionale, eleggere due donne!

Dopo la “fumata nera” del 12 giugno scorso, a breve verranno riconvocate le Camere in seduta comune, per procedere all'elezione di due nuovi giudici della Corte Costituzionale. E per l'ennesima volta ricordiamo che, in modo del tutto anacronistico (e, ci pare, anche paradossalmente incostituzionale), attualmente la Corte Costituzionale italiana conta una sola donna. 

Come osserva l'Accordo di azione comune, questo “baluardo” deve cadere. Procedere verso un riequilibrio di genere anche nella Suprema Corte è un dovere improcrastinabile, aggiungiamo qui. E’ improcrastinabile realizzare una presenza paritaria di donne e uomini e non solo all’interno della Corte Costituzionale, ma anche negli altri organismi della Magistratura, l’Istituzione che finora, nonostante le donne siano ormai in netta maggioranza, appare la meno permeabile a recepire rinnovamenti negli equilibri (o meglio dis/equilibri) di genere, là dove si decide. Fatto già altre volte rilevato, ad esempio un anno fa in occasione della nomina del nuovo Presidente di Cassazione, e riguardo a cui abbiamo già amaramente incassato ripetute delusioni.  
E inserire donne competenti non sarebbe certo una scelta difficile: anche in relazione alle nuove nomine da decidere, sono moltissime le donne che hanno tutti i requisiti professionali, culturali e morali per poter esercitare autorevolmente la funzione di giudice costituzionale.  
Vogliamo provvedere?

giovedì 1 agosto 2013

Sulle pensioni d'oro parlamentari scrivono a Letta: la Costituzione deve valere sempre e per tutti

Al Presidente del Consiglio dei Ministri On.le Enrico Letta
e p.c. Al Ministro del Lavoro e Politiche Sociali Prof. Enrico Giovannini

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, 
in questi giorni ho appreso, a mezzo stampa, la sentenza della Consulta che restituisce i soldi ai pensionati d'oro, giudicando il provvedimento anticostituzionale ai sensi degli art. 3 e 53 della Costituzione, perché viola i principi di uguaglianza e quelli in materia tributaria.
Una sentenza in quanto tale va accettata, ma lascia perplessi il fatto che non sia stato utilizzato lo stesso criterio nel momento in cui è stato valutato il provvedimento che bloccava la rivalutazione per i pensionati sopra i 1200 euro per ben 2 anni. 
Onorevole Presidente, mi consenta di dirLe, a questo punto, che gli stessi principi costituzionali nel nostro Paese non valgono per i poveri, così come non è stata giudicata incostituzionale la riforma Fornero che ha lasciato a piedi centinaia di migliaia di lavoratori che avevano sottoscritto un "contratto" con lo Stato che unilateralmente  è venuto meno  ai patti.
In qualità di Parlamentare, e quindi di rappresentante dei cittadini, Le scrivo queste poche righe per chiedere a Lei, e di conseguenza al Governo, di dare risposte subito, affinché il nostro Paese non lasci indietro le persone  più bisognose, quelle  persone verso le quali vengono oggi consumate ingiustizie e che spesso sono anche quelle più indifese, come anche di rivedere il provvedimento del blocco della rivalutazione delle pensioni sopra i 1200 euro e di risolvere da subito la questione degli esodati. 
Io continuo a pensare che le risorse ci sono: vanno trovate nel blocco degli acquisti degli F 35, nella riduzione  delle missioni militari, nella tassazione delle transazioni finanziarie e mobiliari e nell'aumento della aliquota Iva per l' acquisto di diamanti oggi è  fissata al 21%.
Nella speranza che i punti contenuti in questa missiva vengano presi in considerazione e riveduti quanto prima e ringraziandoLa per il tempo dedicatomi, l'occasione è opportuna per porgere i miei più cordiali saluti e auguri di buon lavoro.
Roma, 30 luglio 2013 Maria Spilabotte. Si uniscono (in ordine di adesione) le/i parlamentari: Laura  Puppato • Emilio Floris • Francesco Giacobbe • Dario Stefano • Francesco Scalia • Francesco Molinari • Luciano Pizzetti • Vito Claudio Crimi • Enrico Buemi • Anna Cinzia Bonfrisco