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lunedì 3 giugno 2013

Sesso o stupro? dacci oggi il nostro negazionismo. La domenica: ci pensano Le Iene

E così, anche nella puntata di stasera i poveri uomini perseguitati dalla nazifemministe e dalle "false accuse" hanno trovato asilo nel nuovo reparto anti-donne inaugurato dal nuovo corso delle Iene, quelle di Mammuccari. Un reparto di cui non esisteva traccia nella versione del programma condotto da Luca e Paolo, ma che ora ha acquistato evidente visibilità; tanto da essere stato identificato con successo, da questi uomini perseguitati, come un alleato disponibile. E non si sbagliano!
Detto e fatto: a chi rivolgersi, essendo stati riconosciuti colpevoli di stupro di gruppo e per giunta di lesioni personali pluriaggravate? Ma, elementare!
Alle comprensive Iene-del-nuovo-corso.


Detto e fatta: carta e penna, come due novelli Totò e Peppino, i due bravi ragazzi scrivono alle Iene, spiegando di essere stati oggetti di "false accuse".
E la redazione cosa fa? Si commuove, forse. E imbastisce il surreale servizio che trovate QUI, dal titolo "Sesso, o stupro?". I due bravi ragazzi vengono intervistati nelle rispettive case, sullo sfondo di un rassicurante tinello e una cucina (qui con una statua di un pio santo in primo piano), e raccontano, increduli e ironici, di quella sera in cui si trovavano con altri amici (tutti maschi) a una festa di addio al celibato, in discoteca. 
Due bei ragazzi dall'aspetto non proprio arrapante: uno allampanato, con l'apparecchio ai denti, l'altro in sovrappeso; francamente non irresistibili. Ma a lei sono piaciuti. Infatti, in discoteca il primo viene adescato da una ragazza alticcia, che gli fa avances molto spinte. Ma non solo gli chiede di fare sesso: trova entrambi così attraenti che, spiegando di essere una che "ama le cose strane", suggerisce di coinvolgere anche il ciccione per un rapporto à trois. Felici dell'inaspettata proposta, i due vanno con lei nel parcheggio e, in clima di grande cameratismo e reciproca complicità, hanno un rapporto esaltante ("una gran scopata", parole loro).
Il giorno dopo, ripresasi dalla sbronza e dopo aver vomitato più volte, la ragazza si reca al pronto soccorso a curare le ferite, e qui i referti parlano chiarole certificazioni mediche rilasciate alla giovane dal pronto soccorso del Brotzu: abrasioni agli arti, ecchimosi diffuse in tutto il corpo e sul volto. La conferma - per l’accusa - che la donna è stata pestata, trascinata sull’asfalto del parcheggio e violentata. Il tutto grazie a condizioni psichiche pesantemente alterate dall’alcol: l’accusa ha dimostrato che ancora il giorno dopo, trascorsa la notte in uno stato di semi-incoscienza, la donna ha vomitato più volte. Ecco perché non è andata subito al pronto soccorso o a un posto di polizia: il suo stato non glielo consentiva.
Medicata al pronto soccorso, e recuperata la lucidità, la ragazza denuncia lo stupro. Rovinando così due poveri ragazzi innocenti, anche la loro mamma lo dice! Seri lavoratori, che erano caduti nella sua trappola.
Il che ci ricorda qualcosa.

E ora come allora, i bravi ragazzi rispondono in modo ineccepibile a tutte le domande trabocchetto. La prima: ma.. se è stata lei stessa a proporvi un rapporto, perché avrebbe dovuto denunciarvi e affrontare la trafila di un processo?
perché il giorno dopo si sarà pentita, e avrà voluto dimostrare che non era "colpa sua" [? a chi?].
Certo, lei dice che non era consenziente affatto, anzi: una volta arrivati al parcheggio (attirata lì con la promessa di una striscia di coca), hanno avviato i rapporti tirandole un pugno in faccia che ha lasciato una evidente ecchimosi. Ma c'è un ottimo argomento anche per spiegare perché no, questo non è possibile:
se davvero le avessi tirato un pestone, con la mia stazza altro che quello, l'avrei disintegrata.
E allora come si spiegano le tumefazioni in tutto il corpo? e anche a questa domanda c'è una risposta logica, direi scientifica:
bè, si è girata più volte, nel campo, con l'erba, e si sarà fatta alcuni graffietti: stava carponi sul terreno, è normale che avesse dei graffetti sulle ginocchia.
Insomma: come non credere alle loro proteste di innocenza? Le Iene alla verità ci tengono: ecco dunque un bel servizio, giustificato dai numerosi risvolti oscuri. Siamo davvero sicuri che si sia trattato di stupro... e non solo di sano sesso? [seguito da infami false accuse??! ndr]
Mmmmhh.. diciamolo, sotto sotto questa sentenza non convince!..
E il messaggio è chiaro: non danno giudizio ma.. le Iene mica si fanno infinocchiare. Ora, ci informa l'autore del servizio, aspetteranno (severi e vigili) l'esito del processo di appello. 
Meriterebbe una bella riflessione a parte il servizio (nella stessa puntata) "Nascere senza padre", in cui due madri lesbiche sembrano "dimostrare" come valore assoluto che il padre non servirebbe a niente. Ma ora restiamo sul gravissimo tema delle "false accuse". In fondo c'è chi sostiene che siano il 98% del totale! Ne vorremo tenere conto?

Aggiornamento: vi rimandiamo anche alla lettera inviata oggi da numerose blogger e associazioni al Direttore di rete di Italia1, e alla redazione delle Iene.

domenica 5 maggio 2013

Il circo dell'odio contro le donne: ora ci si mettono anche le Iene

La fiera delle falsità e il circo dell'odio contro le donne: in questo preciso momento, h. 22 del 5 maggio, giunge in pompa magna, in prima serata Tv, la peggiore disinformazione volta a fomentare pura ostilità contro le "donne" come compatta categoria, tramite le più sfacciate menzogne. 
Quali donne? Tutte. La donna, in quanto tale, è "sotto controllo" (e fino a un certo punto), solo se è tua moglie. Appena è la tua ex farà tanti e tali danni per cui merita solo odio e se ci scappa anche la morte, bèh! queste donne sono esasperanti: il femminicidio se lo vanno a cercare. 
Vi ricordate il volantino del prete? Ecco. E' questa la Weltanschauung delle cosiddette associazioni di "padri separati" che hanno ispirato i contenuti del servizio andato in onda stasera su Le Iene. Una sistematica colpevolizzazione delle donne che si camuffa sempre sotto la pelosa solidarietà per i "padri poveri".
Quali menzogne? "statistiche" del tutto inventate secondo cui "le denunce per pedofilia e per violenza domestica sono false al 94-98%". 
Ah si? Si, la violenza contro le donne non esiste: l'ha inventata il "nazifemminismo". Ci sono tante denunce solo perché le mogli e le ex-mogli, fomentate dalle femministe, non si fanno sfuggire nessuna occasione per distruggere così la vita dei poveri mariti: con false accuse, e naturalmente spennandoli di ogni centesimo e distruggendoli davanti ai figli
Naturalmente queste cose non si mettono così apertamente al centro di una puntata come questa! Non ancora. Ma sono ben esplicitate nei siti delle "associazioni" suddette. Le stesse che, secondo i monitoraggi di numerosi osservatori, gestisce anche numerosissimi siti e pagine fb.
A quanto pare sono proprio i contenuti che indefessamente propugnano queste associazioni che hanno ispirato i contenuti del servizio  delle Iene, in cui sono state presentate anche le "case a basso costo" che a Roma sono state messe a disposizione dei poveri padri cacciati, messi sul lastrico da mogli avide.
A spese della collettività, ovviamente: cosa su cui non ci sarebbe niente di male, ovviamente: abbiamo bisogno di servizi, specie per le persone bisognose. Se non fosse che le stesse amministrazioni Alemanno-Polverini, mentre premurosamente si occupavano di sostenere i padri separati, hanno anche operato per distruggere sistematicamente, per anni, storici servizi destinati alle donne; e perché? ma per mancanza di fondi, no? e anche per mancanza di condivisione sulla cultura dei diritti, che ha portato appunto tali amministrazioni alla famigerata Legge Tarzia contro i consultori e la libera scelta. [E che palle, era ora, del resto è noto, che consultori e centri antiviolenza sono ormai macchine da soldi colonizzari da femministe cattive (femminazi), dedite a seminare odio contro il maschio (misandria): sempre termini e concetti desunti dai siti delle associazioni suddette].  E' grazie a queste associazioni che qui, stasera, Le IENE ci rivelano il tragico costume delle denunce di "falsi abusi".

Negazionismo della violenza, tolleranza della pedofilia, discredito e disprezzo sulla metà intera del genere umano.
Eccola: questa è esattamente la "cultura" su cui attecchisce la piaga del femminicidio.

Questa è la cultura più odiosa del patriarcato, che (nel timore venga meno, con la tragica "evoluzione dei costumi"), da tempo è coltivata tramite centinaia e centinaia di siti e pagine che impazzano in rete e su fb, ma che sembrano proprio emanati dalla stessa fonte: un'organizzazione dell'odio contro le donne, attivissima sotto un sacco di nomi diversi, che ha trovato nel risentimento degli uomini separati (e a volte, purtroppo, anche delle loro nuove compagne) una miniera di consenso.
E' un'azione ininterrotta di semina-odio: contro le donne, e contro il famigerato "femminismo" causa di tutti i mali sociali. Una semina che sfrutta un disagio reale: fatto da un lato di uomini che non accettano le separazioni, e in parte anche di rancori legati a cattivi comportamenti reali di ex-mogli.  Che esistono - non saremo noi a negarlo; tutti sappiamo quanto possono essere cattive e vendicative anche le donne.
Ma restano casi, non casistiche. Non esiste nessuna violenza di massa delle donne contro gli uomini; e ciascuno di noi lo sa bene. Mentre le statistiche sulla violenza contro le donne sono la più banale delle verità, che tutti conosciamo e incontriamo ogni giorno non solo sui giornali, ma nella nostra vita reale. 

Ora: molti padri separati (così come anche un sacco di gente non separata), vivono in condizioni di povertà, questo è certo. Ma la Caritas stessa, che pure assiste soprattutto uomini (in quanto in buona parte immigrati) conviene che le madri separate povere sono di gran lunga ancora più povere e numerose. 
Non è certo un problema che colpisca di più i maschi, per "colpa delle donne". Semmai il contrario.

E le "false denunce" delle donne e delle madri, purtroppo, sono VERE.
Questa puntata apologetica delle associazioni di presunti "padri separati", che sostengono l'esistenza di false "sindromi" come la PAS, per vanificare le accuse di violenze di pedofilia, per colmo di sfregio è stata diffusa oggi, 5 maggio: nella giornata nazionale contro la pedofilia.

Cari "Le Iene", ci avete molto deluse. Un programma da cui - almeno finché non ha cambiato conduttori - ci saremmo aspettate più obiettività. Ma ora lo conduce Mammuccari: quello che metteva le donne seminude a carponi, in vetrina sotto a scrivanie trasparenti: a mostrare la loro insipienza, mentre lui, brillantemente (si fa per dire), conduceva.

A nome di tutte le donne e delle madri che ogni giorno subiscono veri e tragici abusi, noi protestiamo formalmente.

5 maggio 2013, quinta giornata nazionale contro la pedofilia


Aggiornamento: le critiche apparse a questo post ci sono valse diffide che ci imponevano di cancellarlo. NON dalle Iene, beninteso; ma da un'intera compagine di "associazioni dei padri separati". A cui abbiamo risposto qui