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mercoledì 5 giugno 2013

Revisione della legge elettorale: Accordo di Azione Comune scrive alle parlamentari

Alle Donne Parlamentari
Camera dei Deputati
Senato della Repubblica
                                                                                   
Illustre deputata/senatrice
ci permettiamo rivolgerci a Lei, fiduciose nella sua attenzione e comprensione, a nome dell’ “Accordo di azione comune per la democrazia paritaria”, che raccoglie più di cinquanta associazioni, reti e movimenti di donne attive nella società civile allo scopo di promuovere la presenza paritaria delle donne nella vita politica in attuazione del principio di uguaglianza sostanziale di cui all’art. 3 della Costituzione e del principio di pari opportunità nell’accesso alle cariche elettive di cui all’art. 51  della Costituzione e in armonia con la Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea divenuta vincolante per gli stati con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona (Art. 23).
Quali che possano essere i prossimi sviluppi della situazione politica, sembra certo che uno dei primi impegni del Parlamento dovrebbe essere una riforma della legge elettorale politica.

E’ noto che nessuna legge elettorale di per sé è in grado di assicurare una presenza paritaria delle donne nelle assemblee elettive; è tuttavia possibile introdurre nelle disposizioni elettorali, norme di garanzia che favoriscano la elezione delle donne: un intervento normativo appare oggi necessario ed urgente, indipendentemente dal sistema elettorale di riferimento. 

Si possono, infatti, individuare misure efficaci sia per il sistema di tipo proporzionale sia di tipo maggioritario nelle loro diverse variabili.

Qualora si adotti in tutto o in parte un sistema proporzionale, la prima garanzia può consistere in una disposizione che preveda che le liste comprendano un numero eguale di candidati uomini e di candidate donne; se fosse prevista l’espressione delle preferenze, dovrebbe essere introdotto, come è avvenuto con la legge 23 novembre 2012 n. 215  per le elezioni amministrative, la possibilità di esprimere due preferenze, purché una sia per una donna.    

Qualora si adotti, in tutto o in parte un sistema proporzionale, senza preferenze (le cosiddette liste bloccate), dovrebbe essere prevista l’alternanza in lista di uomini e di donne, compreso un ugual numero di donne e di uomini quali capilista.

Dovrebbe inoltre essere previsto che, in caso di dimissioni o di decadenza, per qualsiasi motivo, di uno o più eletti/e, debba subentrare il primo dei non eletti/e dello stesso genere dei dimissionari/e o dei decaduti/e.

Qualora invece si adottasse, in tutto o in parte, un sistema fondato sui collegi, bisognerebbe prevedere collegi non uninominali, ma binominali, nei quali vengono presentati un uomo e una donna, come, ad esempio prevede la legge attualmente in discussione al Parlamento francese.  Ogni voto è assegnato al ticket uomo/donna, che  in caso di vittoria del collegio sono eletti ambedue. In tal caso dovrebbero essere ridisegnati i collegi. Sarebbe inoltre opportuno, a nostro avviso, prevedere la possibilità di presentare le candidature in un unico collegio.

Auspichiamo che le donne elette sappiano fare rete e intervenire su tale materia in favore delle pari opportunità.   

Siamo a Vostra disposizione qualora desideriate maggiori dettagli in materia e vi porgiamo i più cordiali saluti e auguri di buon lavoro. 
Accordo di azione comune per la democrazia paritaria
danielacarla2@gmail.com • morronir@libero.it

giovedì 9 maggio 2013

Alle elezioni del 26 e 27 maggio 2013, con la doppia preferenza: come si vota?

Il 26 e 27 maggio 2013 si vota in oltre 719 comuni: quelli con scadenza naturale del mandato degli organi eletti nel 2008, e quelli che vanno a elezioni anticipate perché commissariati o per motivi diversi. I ballottaggi sono fissati per il 9 e 10 giugno. Ma ci sono novità: questa volta la legge 215 del 2012 dà la possibilità, nei comuni con oltre 5000 abitanti, di esprimere due preferenze purché una per ogni genere: si intende così garantire la presenza di almeno 1/3 di candidati/e del sesso sottorappresentato. Guarda il video!


Come si vota?
Premesso che - ovviamente - si può votare soltanto per un partito (o una lista): se si preferisce, si può esprimere una sola preferenza.
Ma desiderando esprimere 2 preferenze, una deve essere scelta fra i candidati di un sesso, e la seconda dell'altro sesso. Se si indicano due candidati dello stesso sesso, la seconda preferenza verrà annullata. 

Vi invitiamo a interessarvi su quali sono le candidate donne! E a votarle. E a scegliere attentamente, perché fra le donne ci sono figure che rappresentano veramente una nuova politica e una visione più ampia, e altre che sono solo pedine messe lì dalla solita poltica che dà la nausea.

E qui si pone un problema: la legge approvata in questi giorni nella Regione Sicilia, che introduce la doppia preferenza, è stata accusata dai 5Stelle di favorire il voto di scambio. Chiediamo ai 5Stelle di spiegarci bene il perché, però: perché escludiamo che questo si debba all'introduzione di un dispositivo che favorisce l'equità di genere. Come è stato spiegato QUI, non ci abbiamo capito niente. Questa non è una spiegazione: se il meccanismo del riconoscimento si può applicare nel caso di coppie uomo-donna, perché NON si può applicare imn modo identico se le coppie sono dello stesso sesso? Ma lo vogliamo capire: perché le mafie non sono nelle corde delle donne.

Infine.. vi segnaliamo un'altra novità di queste elezioni: si applicheranno le norme in materia di contenimento delle spese degli enti locali che prevedono, con il rinnovo della Giunta e dei Consigli comunali, la riduzione di circa il 20% del numero di consiglieri e degli assessori.
Qui tutti i comuni interessati da queste elezioni amministrative.