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martedì 14 marzo 2017

Un puttaniere in Cina. Nell'inferno di Dongguan

E' uno come tanti [un altro come quello della numero 37] e si vanta su un sito delinquenziale per deficienti (uno dei tanti). Non so (scrive), forse è il mio karma che mi fa passare da un bordello all’altro, e così eccomi qui nella mecca del sesso mondiale, il più grande trombodromo di tutto il pianeta: posti come Manila, Havana, Bangkok, Pattaya, Rio de Janeiro, Santo domingo, non sono nulla in confronto. Quando si parla di meretricio, a Dongguan i numeri sono roba che si fa fatica a crederci, basti pensare che qua operano oltre 700mila zoccole (ma forse di più chi lo sa...), ci sono locali che contengono oltre 500 ragazze, solo per il nostro sollazzo, locali anche dove se ne vedono 1000 di ragazze, tutte della categoria street flower - o per dirla all’italiana: raccogli il tuo fiorellino. Dongguan è una grande città di circa 15 milioni di abitanti, e dentro questa città ne contiene altre 27, ventisette città una nell'altra; l’epicentro del sesso mondiale - quello per intenderci a 10 gradi della scala Richter - si trova a ChangPing. Se venite qui non vi basteranno 10 anni per far fronte all’offerta: per gli uomini locali, per i businessmen di Taiwan e HongKong, per tutti gli uomini stranieri che qui soprattutto capitano per affari - io faccio parte di quest’ultima categoria, a un’occasione del genere era difficile dire di no, di tutti i maggiori trombodromi in cui ho messo piede, mi mancava la Mecca della prostituzione mondiale, ed eccomi qui, sarò testimone di quanto andrò a vedere, a toccare, e di cosa vuol dire scopare qui!!

Ci si siede sui divanetti e, mentre si ordina qualcosa da bere, entrano 50 ragazze per volta, tutte in fila, ogni 2 minuti fanno avanti e indietro, sono trascorsi solo 10 minuti e già ne sono passate oltre 500, è un casino perché dovete tenere a mente quelle che vi piacciono. Il mio consiglio è di tenere da parte quelle che vi piacciono e poi fare la scelta finale, lo so non è semplice ma qua è così che funziona, siamo in un supermarket di dimensioni vertiginose, mai vista tanta figa in una volta sola, tutte con abitini succinti e numerino, tacco 12 e make up non troppo vistoso. 

Si sale sui piani e nei lunghi corridoi anche qui, su entrambi i lati, schiere di 100 ragazze: non sia mai che prima di arrivare in camera ce ne sia qualcun’altra di nostro gradimento.


Ecco, la foto è del puttaniere fiero di sé; poi  ce n'è anche una della ragazzina che si è portato in camera. Poi sto poveraccio va avanti per altri 100.000 caratteri, raccontando per filo e per segno la sua interpretazione della notte bollente, una miserabile notte di sevizie in cui ha costretto un'altra persona; una persona indifesa e stritolata da una schiavitù straziante, a ingoiare le sue schifose secrezioni. E conclude con: gemeva come una cagna in calore e mentre gliela leccavo profondamente, le mie dita gli pastrugnavano il suo bel culetto, anche se poi mi sono limitato a buttarglielo solo nella sua passerine bagnata (!)Sembra ignorare, questo babbeo, nello scrivere una cretinata simile, che la poveraccia è bagnata di gel chimico per non restare lesionata, e che recita per sopravvivere, mentre il suo solo pensiero è inviare mantra mentali di morte a lui e al suo ridicolo, schifoso attrezzo
Gli errori di ortografia li abbiamo corretti; i disturbi dell'anima quelli no; sono incorreggibili, indelebili, sono quella cosa che definisce il puttaniere in sé, la cifra stessa della sua miserabile esistenza. 

Tra i miserabili commenti dei suoi simili, c'è poi quello del puttaniere-avaro: ma 800 yuan sono sempre 100 euro! vale la pena andare fino lì per questi prezzi? 

100 €: il prezzo di una vita, di una libertà; il prezzo di tutto il dolore del mondo; la cartina tornasole dell'insensibilità, della stupida crudeltà maschile, della vanità dei deficienti.



sabato 11 luglio 2015

Prostitute bambine, clienti pedofili, politica connivente, stampa ignava, conduttori faceti

Ha 15 anni, è stata portata in Italia con la promessa di farle rivedere la madre. Ha incontrato invece gli stupri e i viali di notte.
E poi ha avuto il coraggio di scappare e di denunciare gli aguzzini. Ora, ci dicono, è in "un centro di primissima accoglienza per minori": ma poi? 
Noi chiediamo che sia seriamente protetta. Quante sono? Nessuno le aiuta, tranne associazioni che operano comunque tra mille difficoltà, e la Caritas. Per una che scappa migliaia e migliaia di altre donne e ragazzine restano in trappola senza scampo - nell'assoluta indifferenza dei clienti, gente che guarda a loro con l'acquolina in bocca, il cervello nei genitali e il cuore gelido. Gente così. E tutte hanno giustamente il terrore di denunciare, perché verranno riacciuffate e se la vedranno ancora più brutta. 
Chi si ricorda il "telefono verde" a cui le donne obbligate alla prostituzione si potevano rivolgere per chiedere aiuto, chiuso nel 2010 da Berlusconi? Il traffico di donne e bambine è una tragedia immane, ma anche un grandissimo affare, per questo non si fa niente, ma proprio NIENTE di serio. 
Se lo ricordino, i giornalisti che fanno garrulo gossip parlando di "baby prostitute", invece che di clienti pedofili.
O quelli che, addirittura, scherzano sui "servizi" della prostituzione, e sulle invitanti offerte soprattutto dall'estero (corpi e talenti di donne cinesi, russe, rumene)  come al bar Sport, sviscerandone accuratamente tutti gli aspetti tranne uno: il fatto che la stragrande maggioranza della merce di cui parlano non è affatto rappresentata da spregiudicate donne libere (che lavorano altrove, e in altro modo), ma da piccole schiave disperate. Schiave.
Senza andare tanto lontano, proprio nella puntata di ieri (o dell'altroieri?) la Zanzara (programma della radio della Confindustria, non del bar Sport), ha dedicato al tema una dovizia di piccanti aneddoti e relativi commenti da consumatori. Il tema, del resto, è caro al faceto conduttore, pertanto ricorre; questa brevissima citazione, di un anno fa, è proprio sui massaggi cinesi su cui questa settimana il programma è tornato (con le modalità di cui sopra):

E chissà se, fra le belle cinesine che avete incontrate voi, eventuali frequentatori di questi servizi che magari passate di qua, ci sarà stata anche una di queste tre lavoranti?

Tutte queste cose dovrebbero ricordare anche quelli che trattano questi argomenti come notiziole da trafiletto: il lavoro della stampa è importante! fatto seriamente, potrebbe anch'esso contribuire almeno a elevare le coscienze. Serve questo per cambiare le cose. 

Qualcuno pensa che esageriamo? o - peggio, che facciamo del moralismo? ll film che segue narra una storia vera, che un pochino dà il quadro della situazione.

venerdì 18 ottobre 2013

Tratta: presentato il Primo Rapporto di ricerca

E’ stato presentato oggi, in occasione della giornata europea contro il traffico di esseri umani, il Primo Rapporto di ricerca sulla tratta: una vergogna mondiale di proporzioni immani. Il mercato del sesso, infatti, risucchia fiumi di donne e bambini.  
Qui la sintesi del rapporto della Caritas.
La giornata di lotta è stata sancita dal 2007, prendendo atto che oggi, nel mondo, la tratta riduce in brutale schiavitù molti milioni di persone.