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venerdì 25 marzo 2022

La Pas finalmente bandita dai tribunali: la vittoria di Laura Massaro è una vittoria per tutte le donne

Per chi non avesse le idee chiare su cosa sia la cosiddetta Pas, o presunta "Parental alienation Syndrome" (cioè sindrome da alienazione parentale), sui gravi rischi che il suo uso comporta per le donne e i bambini, e sulla sua pericolosità in relazione all’intero diritto di famiglia, rimandiamo all'approfondimento che trovate a questo link. Ma anche a diversi altri articoli reperibili QUI. Per le ragioni lì spiegate, è veramente un passo importante che, con una sentenza storica e attesa da lungo tempo, la Corte di Cassazione abbia bandito dai Tribunali il ricorso all’alienazione parentale, definendo fuori dallo stato di diritto l’esecuzione coattiva dei provvedimenti nei confronti dei minori, che devono essere sempre ascoltati nei procedimenti che li riguardano. Una pratica che, dilagando per anni, ha causato enormi sofferenze coinvolgendo moltissimi bambini e le loro madri; fra le quali Laura Massaro. Addirittura diverse uccisioni di bambini (dal piccolo Federico Barakat ai fratellini Iacovone) sono state perpetrate dai padri proprio in forza di allontanamenti dei minori dalla madre motivati con la famigerata Pas.



Affiancata da centri antiviolenza e attiviste femministe, la Massaro ha retto una lunga e dolorosa battaglia, ma ora ha avuto ragione: si è vista finalmente riaffidare il figlio che le era stato sottratto. Il suo studio legale ha dichiarato: “La  Corte di Cassazione con ordinanza n. 286/2022 depositata in data odierna in accoglimento totale del ricorso presentato dalla signora Laura Massaro, annulla la decisione di decadenza dalla responsabilità genitoriale sul figlio minore e di trasferimento del bambino in casa-famiglia, ritenendo l’uso della forza in fase di esecuzione fuori dallo Stato di diritto. La Suprema Corte cassa la decisione della Corte di appello di Roma poiché ha inteso realizzare il diritto alla bigenitorialità rimuovendo la figura genitoriale della madre e ciò sulla base di apodittiche motivazioni che richiamano le consulenze tecniche, tutte volte all’accertamento dell’alienazione parentale, nonostante la stessa sia notoriamente un costrutto ascientifico.

Stigmatizza infatti che tali consulenze fanno riferimento al postulato patto di lealtà tra madre e figlio, o al condizionamento psicologico, tutti termini che richiamano ancora la sindrome dell’alienazione parentale.

La Corte di cassazione ribadisce che “il richiamo alla sindrome d’alienazione parentale e ad ogni suo, più o meno evidente, anche inconsapevole, corollario, non può dirsi legittimo, costituendo il fondamento pseudoscientifico di provvedimenti gravemente incisivi sulla vita dei minori, in ordine alla decadenza dalla responsabilità genitoriale della madre”.

Il collegio osserva inoltre che il diritto alla bigenitorialità così come ogni decisione assunta per realizzarlo non può rispondere a formula astratta “nell’assoluta indifferenza in ordine alle conseguenze sulla vita del minore, privato ex abrupto del riferimento alla figura materna con la quale, nel caso concreto, come emerge inequivocabilmente dagli atti, ha sempre convissuto felicemente, coltivando serenamente i propri interessi di bambino, e frequentando proficuamente la scuola”. 

La Corte Suprema rileva ancora che l’autorità giudiziaria di merito ha del tutto omesso di considerare quali potrebbero essere le ripercussioni sulla vita e sulla salute del minore di una brusca e definitiva sottrazione dello stesso dalla relazione familiare con la madre, con la lacerazione di ogni consuetudine di vita, ignorando che la bigenitorialità è, anzitutto, un diritto del minore. La Cassazione inoltre ritiene nullo il provvedimento dell’autorità giudiziaria di merito per non avere proceduto all’ascolto del minore, adempimento a tutela dei principi del contraddittorio e del giusto processo.

Gli Ermellini ribadiscono sul punto che “in tema di affidamento dei figli minori l'ascolto del minore infradodicenne capace di discernimento costituisce adempimento previsto a pena di nullità, atteso che è espressamente destinato a raccogliere le sue opinioni e a valutare i suoi bisogni”. La Corte precisa, inoltre, che “tale adempimento non può essere sostituito dalle risultanze di una consulenza tecnica di ufficio, la quale adempie alla diversa esigenza di fornire al giudice altri strumenti di valutazione per individuare la soluzione più confacente al suo interesse”. La Corte di cassazione infine si esprime sulla prospettata e ordinata esecuzione coattiva consistente nell’uso di una certa forza fisica diretta a sottrarre il minore dal luogo ove risiede con la madre, per collocarlo in una casa-famiglia, ritenendo suddetta misura “non conforme ai principi dello Stato di diritto in quanto prescinde del tutto dall’età del minore, ormai dodicenne, non ascoltato, e dalle sue capacità di discernimento, e potrebbe cagionare rilevanti e imprevedibili traumi per le modalità autoritative che il minore non può non introiettare, ponendo seri problemi, non sufficientemente approfonditi, anche in ordine alla sua compatibilità con la tutela della dignità della persona, sebbene ispirata dalla finalità di cura dello stesso minore”.



Dopo tanta sofferenza e resistenza piena di determinazione, congratulazioni Laura Massaro - a te e al tuo bambino,  a tue avvocate e tuoi avvocati, a Differenza Donna e a tutte le altre associazioni e donne che ti hanno sostenuta; e grazie Laura Massaro. La tua vittoria è una preziosa vittoria di tutte le donne e di tutti i bambini a rischio di restare sotto il giogo di padri violenti e di doverne subire gli abusi . 

mercoledì 20 maggio 2015

Pas? Spottone irresponsabile a Chetempochefa. Ecco invece perché essere contro alla proposta di legge della Bongiorno

Fabio Fazio promuove una cosa di cui evidentemente non sa niente a Chetempochefa, trasmettendo uno spottone, protagonista Michelle Hunziker, sulla famigerata Pas e correlata, sciagurata "proposta di legge" dell'avvocata Giulia Bongiorno. Chi ha a cuore la libertà - e la vita delle donne non può che essere preoccupat* e indignat* per la sua proposta di sanzionare penalmente la presunta Pas (sindrome di alienazione parentale) una patologia inesistente su cui si fa grande confusione, facendo leva sull'indignazione per gli scorretti metodi con cui tanti genitori penalizzano i bambini nelle separazioni. Un'invenzione che è stata causa di gravi abusi, incluso il ripetersi di ri-vittimizzazioni per molte donne che hanno subìto violenza. 
Luisa Betti  che si è occupata a lungo dei problemi creati dalla Pas, ha dato il via alle proteste sul web con un articolo fortemente critico sulle dichiarazioni di Michelle Hunziker a Che tempo che fa? e l'appello a fare una mailbombing nei confronti della Rai. 
Da tempo si conoscono gli effetti devastanti di questa pseudo-dottrina di cui si fa un'arma da mettere nelle mani dei maltrattanti nella contesa per l'affidamento dei figli dopo la separazione. Un efficace salvacondotto per gli autori di violenza perché si ritorce contro le vittime grazie ad una sorta di  assioma: se un bambino rifiuta un genitore, le cause non sono da ricercarsi nel genitore rifiutato ma nell'altro genitore che viene colpevolizzato come alienante. E' abbastanza  superfluo parlare di genitore perché Richard Gardner, l'ideatore della pas, sosteneva che l'alienazione fosse attuata soprattutto dalle madri che con la denuncia di abusi e violenze sui minori "alienavano" la figura paterna. Di fatto l'invenzione della sindrome da parte di uno psichiatra controverso, apologeta della pedofilia, è stata una formidabile controriforma che ha attaccato la dignità e i diritti delle donne sollecitando arcaici  pregiudizi  ("femmine", creature bugiarde, malevole, manipolatrici)  e ha indebolito gli interventi a tutela dei minori vittime di abusi. Questa teoria in realtà  non è mai stata sostenuta da riscontri scientifici attendibili, tant'è che non è mai stata inserita nel DSM (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) né nell'ICD (Classificazione Internazionale dei disturbi) e con la sentenza della Cassazione del 20 marzo del 2013 è stata messa fuori dai tribunali italiani perché patologia priva di fondamento scientifico. I suoi sostenitori hanno cercato di ridare credibilità a questa "patologia" definendola non  più un disturbo individuale ma un  disturbo relazione con il nome di Ap (Alienazione Parentale) ma non ci sono ancora prove scientifiche a suo sostegno. Inoltre una propaganda martellante che cita un "fenomeno in allarmante crescita" non fa riferimento ad alcun dato, anzi una analisi della percentuale delle separazioni consensuali disconferma gli allarmismi sulle madri che impediscono ai padri di vedere i figli.
Nel 2012, scrive il blog del Ricciocorno, sono state 65.064 le separazioni (il 73,3% del totale) e 33.975 divorzi (il 66,2% del totale) hanno riguardato coppie con figli. I figli sono stati 112.253 nelle separazioni e 53.553 nei divorzi. Poco meno della metà (48,7%) delle separazioni e un terzo (33,1%)  dei divorzi riguardano matrimoni con almeno un figlio minore di 18 anni. Nel 2012 le separazioni con figli in affido condiviso sono state l’89,9% contro l’8,8% di quelle con figli affidati esclusivamente alla madre. La quota di affidamenti concessi al padre continua a rimanere su livelli molto bassi. Infine, l’affidamento dei minori a terzi è una categoria residuale che interessa meno dell’1% dei bambini. Il ricorso all' affidamento condiviso è legato anche alla scelta del rito con cui si concludono la separazione o il divorzio. Infatti, questa tipologia di affidamento viene prescelta nel 90,8% delle separazioni consensuali contro l’85,1% di quelle giudiziali e nel 77,7% dei divorzi consensuali rispetto a un 66,2% di quelli chiusi con il rito giudiziale.

Quindi su cosa si fonda questo allarmismo? 
Sull'ipotesi di un "rischio", o c'è ben altro?

Richard Gardner che era affetto da una profonda misoginia  arrivò a sostenere, prima di suicidarsi nel 2003, che le donne che denunciavano gli abusi e le violenze del partner,  dovevano essere rinchiuse in prigione. A dodici anni  dalla morte dello psichiatra americano,  la Bongiorno vuole realizzarne i sogni con una  proposta di  legge che, se andrà in porto,   scaverà un solco profondo e una contraddizione nel sistema di protezione delle vittime di violenza domestica.  Le vittime di questa sindrome inesistente sono tanti bambini e  bambine allontanate e rinchiuse nella case famiglia anche per anni e sono  tre le vttime che hanno perso la vita e i loro nomi dovranno restare iscritti nella coscienza collettiva: Federico Barakat e Davide e Andrea Iacovone, uccisi per  vendetta dai loro padri dopo la separazione dalle loro madri.  Le minacce, lo stalking, le violenze continue commesse dai loro padri non fecero scattare alcuna misura di protezione, il servizio sociale non interruppe  le visite di questi due padri per rispettare, ad ogni costo, la bigenitorialità e per il "sospetto della Pas". 

Le avvocate della rete nazionale dei centri antiviolenza hanno scritto una lettera aperta ad Anna Maria Tarantola, presidente della Rai, Luigi Gubitosi direttore di Rai tre e Fabio Fazio per condannare la disinformazione fatta dal servizio pubblico e hanno chiesto la tempestiva rettifica durante la trasmissione "Che tempo che fa" sul tema  con "esplicita precisazione che le fonti pubbliche e più autorevoli concordano nel ritenere la Pas scientificamente infondata e che sia dato spazio all'approfondimento competente sulla violenza assistita.  La sollevazione sul web e sulla stampa ha indotto la Hunziker e la Bongiorno a rispondere che si sono sentite  meravigliate della mancata compenetrazione del testo normativo e del fatto che il dibattito si sia aperto sulla Pas. Davvero?   Michele Hunziker  in ben due occasioni  ha parlato di legge per sanzionare la Pas.  Di che cosa si meravigliano allora le smemorate rappresentanti di Doppia Difesa?

Ma allora se la Pas  è una patologia non riconosciuta, se inficia gli interventi a protezione delle donne e dei bambini vittime di violenza assistita e se è stata messa al bando da una sentenza della Cassazione perché  si cerca a dispetto della mancanza di  scientificità di fondarci sopra un reato? 
Gli interventi a tutela dei genitori che non vedono i figli a causa di alta conflittualità  già ci sono. Quelli che non riescono ad ottenere il rispetto degli accordi dopo la separazione possono appellarsi all'articolo 709 del  codice civile (leggete l'interessante articolo di Ricciocorno Quei fenomeni di Hunziker e Bongiorno) e la manipolazione può essere sanzionata come violenza psicologica o maltrattamento. E allora a chi giova o a cosa è utile questa proposta di legge?
Ad interessi economici in parte, le parcelle dei periti forensi che incassano migliaia di euro con la certificazione della Pas ma anche ad  interessi legati a spinte sociali involute e fasciste.
La Pas  nei casi di violenza è il salvacondotto per i maltrattanti e nei casi di alta conflittualità è un mezzo per porre fine al conflitto con un atto violento quello che si consuma soprattutto ai danni dei bambini. Si colpisce il figlio per colpire la madre e l'antica minaccia "ti porto via i figli" torna attuale con la benedizione dei periti forensi.  In un mondo in cui le donne pretendono di agire il conflitto in maniera paritaria intervengono strumenti che reprimono il conflitto e nello stesso tempo le violenze commesse dagli uomini  per reprimere i conflitti nella relazione di coppia, sono ignorate, rimosse, disconosciute.
Dovremmo invece essere capaci di riconoscere e bloccare la violenza e attraversare i conflitti  inventando degli interventi non traumatici, non violenti per superarli. Come amava ripetere Carmine Ventimiglia che per anni ha collaborato con i centri antiviolenza "dovremmo essere educati a saper vivere i conflitti altrimenti non ci sarà pace".  
Nel 2006 è stato approvato in parlamento l'affido condiviso (legge 54/2006) che in principio avrebbe dovuto salvaguardare la bigenitorialità ovvero il diritto di ogni bambino o bambina a vivere una buona relazione con entrambe i genitori, una legge che porta in sè anche il principio della condivisione del ruolo di cura ma quella legge non a caso,  non ha mai specificato l'esclusione del principio di bigenitorialità nei casi di  maltrattamenti o violenza commesse da un partner nei confronti dell'altro o dei figli. Si è tornati al concetto della salvaguardia dell'unione familiare a tutti i costi anche per quelle famiglie violente dove invece sarebbe sacrosanto spezzarne i legami.  Nel tempo sono state depositate altre proposte di legge da tutte le forze politiche che in maniera anacronistica vanno nella direzione di sbilanciare la genitorialità a favore del padre (come la proposta di legge riesuma la patria potestà). E sono state messe sotto attacco le leggi che tutelano il coniuge economicamente più debole, che solitamente è  la donna.  Si tratta delle  tutele che le donne avevano conquistano in seno al diritto di famiglia negli anni '70 e che riconoscevano il lavoro di cura delle donne.
Il backlash non riguarda solo l' Italia ma  tutto il mondo occidentale con politiche e  strategie (vedi la lotta all'aborto) per erodere gradualmente  la parità tra uomini e  donne e  limitare la libertà di queste ultime. La violenza maschile è sempre stata un mezzo per risolvere i conflitti con le donne e a fronte di una crescente  e forte richiesta di parità e di  giustizia  anche nei confronti della violenza maschile, la Pas è il tentativo di far tabula rasa portando  le lancette indietro nel tempo  e ancora una volta, in nome del padre, chiudere la bocca alle vittime, trasformandole in colpevoli e assolvendo da ogni responsabilità  gli autori di violenza. La violenza non è sinonimo di potenza; ma garantisce potere anche a chi non vale niente. La violenza è potere.


@Nadiesdaa

lunedì 29 luglio 2013

L'affido condiviso, la Pas, e i continui disegni di legge contro le donne e contro il diritto di difendersi dei bambini: facciamo chiarezza

ARCHIVIO/DOCUMENTI Sul tema dell'affido condiviso, detto anche della "bigenitorialità", c'è molta confusione. E' una confusione voluta e indotta da molti, perché su questo terreno si giocano battaglie di importanza cruciale per le donne e per la stessa democrazia. E per affrontarle è necessario essere ben informate/i. Con questo post cerchiamo dunque di darvi un quadro di riepilogo utile a orientarsi.
La legge 54/2006
Nel 2006 è stata introdotta in Italia la cosiddetta “legge sull’affido condiviso” (54/2006) il cui scopo avrebbe dovuto essere garantire la “bigenitorialità”, cioè il sacrosanto diritto, per i figli di genitori separati, di crescere mantenendo un rapporto con entrambi i genitori. Ma quella legge tuttora in vigore presentava, fin dall’inizio, una profonda lacuna nel fatto che non vi era prevista alcuna modalità di azione o prevenzione nell’eventualità (non certo rarissima) che, nella famiglia interessata dalla separazione, fosse presente l’elemento dei maltrattamenti o di altri gravi abusi. In assenza di tali precauzioni, l’obbligo dell’affido condiviso, anziché migliorare la situazione, può acuire pre-esistenti condizioni di pericolo
Cosa che è stata drammaticamente dimostrata nei fatti, inclusi casi eclatanti in cui il genitore abusante, nell’esercizio dei suoi diritti di “bigenitorialità”, ha portato a termine sui figli atroci vendette di cui spesso il vero obiettivo è la madre, rea di volere la separazione.
Sarebbero dunque necessari interventi migliorativi capaci di disciplinare questi aspetti e di tutelare i soggetti più deboli. 
Eppure, paradossalmente, la legge è stata si messa in discussione più volte, ma i ripetuti tentativi di ritoccarla non andavano affatto nella direzione di garantire i componenti della famiglia da simili pericoli, e dall’eventuale coniuge violento.
Al contrario, come se la legge fosse solo il primo grimaldello con cui intaccare diritti da tempo acquisiti, sono stati messi in campo numerosi tentativi di revisione volti addirittura a stravolgere il principio base della bigenitorialità, direttamente ai danni della donna. E come? sbilanciando la cifra dalla “condivisione” a un riconoscimento sostanzialmente preminente nei confronti del padre.
Ciò ignorando platealmente non solo che questo sbilanciamento contraddice la Costituzione e il diritto di famiglia, ma anche che, per quanto i maltrattamenti possano essere perpetrati da entrambi i genitori, statisticamente le violenze e gli abusi sono in larga maggioranza operati dal coniuge maschio, in un disequilibrio di genere certamente favorito da retaggi culturali di dominio.

Il ddl 957 e la PAS
E un ritorno a questo “dominio” è appunto il senso più profondo delle modifiche che intendeva imporre il ddl 957, voluto da Pdl e Udc.
Questo decreto insisteva sulla potestà dei genitori reintroducendo appunto elementi di quella “patria potestà” che era stata cancellata nel 1975, con il diritto di famiglia che stabiliva la parità fra i coniugi.
E infatti, premesso che “il figlio è soggetto alla potestà dei genitori sino all’età maggiore o alla emancipazione” questo spudorato decreto avrebbe introdotto che nel momento i cui “sussiste un incombente pericolo di grave pregiudizio per il figlio, il padre può adottare i provvedimenti urgenti ed indifferibili (art. 316 e 322)”. 
Il padre, cioè un genitore per principio preminente rispetto all’altro.  
Ma non solo. Per maggior sicurezza, là dove tenta di dare al padre, in modo aprioristico, un potere che esclude la madre (e di fatto la assoggetta), il ddl 957 intende anche prevenire che tale potere possa venire scalfito dall’emergere di abusi e, appunto, da relative contestazioni. E così si brandisce, dandole status di strumento giuridico, una teoria senza alcun fondamento, la quale vuole che, se i figli rifiutano un genitore perché lo temono, la causa si debba al “condizionamento negativo” indotto dall’altro genitore (nella fattispecie si adombra sempre il concetto della “madre malevola” che riesce a penetrare l’inconscio dei figli portandoli a odiare il padre).  E’ la cosiddetta Pas (Parental Alienation Syndrome), o “sindrome di alienazione parentale” o di “alienazione genitoriale”, volta a esautorare ogni versione fornita da familiari abusati.

Co’è la Pas o presunta ‘sindrome di alienazione genitoriale’?
La cosiddetta Pas è una ipotetica “sindrome” messa a punto a uso e consumo dei negazionisti della violenza domestica. Un concetto che (strumentalizzando fenomeni di contrapposizione che notoriamente si creano fra coniugi in via di separazione), generalizza malamente, prestandosi a ogni distorsione volta a negare le problematiche di abusi violenti e/o pedofili. E come tale è giustamente additata come sindrome giustificativa, volta a negare l’incidenza delle violenze e degli episodi di pedofilia.
Né appare un caso che la Pas come strumento giuridico sia stato inventato da uno psichiatra su cui pesano appunto pesanti sospetti di pedofilia: Richard Gardner. Il quale non solo sosteneva apertamente che non vi fosse “nulla di particolarmente sbagliato nella pedofilia, incestuosa o meno”, ma alla sua morte, avvenuta per suicidio, è stato trovato positivo ai farmaci per la castrazione chimica che evidentemente si autoprescriveva. Informazioni più approfondite su Gardner QUI, e alla relativa fonte originale, articolo di Andrew Gumbel].
Ad ogni modo, la presunta Pas è stata negli ultimi decenni attentamente verificata sia in sede psichiatrica sia giuridica, venendo sconfessata in numerosi paesi in cui si era tentato di introdurla (dagli Usa, all’Europa).  Ad oggi non solo non è mai stata scientificamente provata, ma è ormai riconosciuta come “scienza spazzatura” dal contesto scientifico internazionale.
Qui alcune valutazioni: Società Italiana di PediatriaAndrea Mazzeo [vedi anche QUI], Maria Serenella Pignotti. Inoltre Jorge Corsi di ASAP [fonte secondo alcuni controversa ma che citiamo per completezza].

Perché la Pas è strumento utile a negare violenza e pedofilia?
Perché attenzione: ove si introduca la PAS, si mette il bavaglio ai figli che rifiutino un genitore. La loro testimonianza non è ammessa in quanto “non attendibile” (perché di certo frutto di “plagio” dell’altro genitore).
E si verifica così il paradosso per cui il genitore che, a causa di possibili abusi e violenze, è temuto dai figli, viene favorito, perché appunto la presenza di un rifiuto nei figli viene considerata frutto di una colpa del genitore che invece dai figli è accettato.
Come recita l’art. 9 del ddl 957: “il comprovato condizionamento della volontà del minore, in particolare se mirato al rifiuto dell’altro genitore attivando la sindrome di alienazione genitoriale, costituisce inadempienza grave, che può comportare l’esclusione dall’affidamento”. Ove il “comprovato” condizionamento viene provato sostanzialmente dalla presenza di resistenze nei figli, i quali non vengono ascoltati perché “inattendibili”. E il gatto si morde la coda senza soluzione di continuità.
La PAS è un formidabile strumento intimidatorio contro le donne, e possibile viatico per lasciapassari a violenti e pedofili. Come tale la PAS è l’obiettivo principe di chi vorrebbe tornare agli ordinamenti ottocenteschi e si oppone dunque al diritto di famiglia attuale, in quanto ritenuto “troppo matriarcale”. Sembra incredibile, vero?

Chi vuole la Pas in Italia, strumento utile a negare violenza e pedofilia?
Dato quanto sopra, non ci si spiega come mai in Italia si insista, contro ogni orientamento internazionale, e contro ogni logica e giustizia, a voler fare della PAS uno strumento giuridico: che sconfessa la maggior parte delle denunce e consente di estromettere i bambini dai ruoli di testimoni.
Eppure, sull’onda di tale obiettivo, sono stati presentati in successione ben 5 disegni di legge. Ma attenzione: non solo dalla destra più conservatrice – che pure ha fatto da apripista. Alle bordate della destra sono seguite a ruota quelle di esponenti di tutti i partiti (che evidentemente cullano in sé visioni trasversalmente patriarcali e ostili alle donne):
1. ddl 957 (Pdl e Udc), 
2. ddl 2800 (IDV), [in palese disaccordo, peraltro, con esponenti donne di IDV stesso]
3. ddl 3289 (UDC-SVP-AUT UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI) al Senato, 
4. ddl 5257 (PDL) alla Camera.
TUTTI questi progetti di legge presentano, sotto diverse facce, lo stesso, identico tentativo: quello di introdurre (tramite il cavallo di Troia dei giusti “diritti dei bambini” al rapporto con entrambi i genitori), l’arma impropria della Pas, che toglie ai bambini ogni voce.
TUTTI questi ddl pretendono che i genitori “armonicamente” interagiscano condividendo ogni dettaglio della vita di figlie e figli. Sempre? Si, anche quand’anche la separazione sia conseguenza di violenza domestica o altri abusi. Ed è questo che perpetua, e anzi può drammaticamente acuire, eventuali condizioni pre-esistenti di pericolo.
E a questi si aggiunga (ultimo nato) il Progetto di Legge n° 1403 presentato il 22 luglio 2013 dall’On. Bonafede e da altri parlamentari del Mov5stelle: il quale rischia di essere ulteriormente peggiorativo, rispetto ai precedenti, anche se ha l'accortezza di non citare espressamente la Pas.  
Nel frattempo, questo è ciò che accade in Italia: sempre più avvocati che difendono genitori abusanti ricorrono al pretestuoso strumento della “Pas”, al fine di vanificare le denunce di abusi nei loro confronti. E mentre la parte maltrattante viene rappresentata nella condizione di vittima, il coniuge maltrattato finisce sul banco degli accusati, come calunniatore e manipolatore dei figli (della cui testimonianza non si tiene più conto). E per tale soggetto-supposto-calunniatore cosa si chiede? che perda i diritti di genitorialità – quelli che si voleva “garantire equamente” a entrambi i genitori. 
Non stupiamoci dunque se nel nostro paese violenza e femminicidio raggiungono ormai dimensioni da emergenza nazionale.  

Che fare
E' necessario fare chiarezza, in primis fra coloro che, confusi da argomentazioni ingannevoli, cadono in buona fede in convinzioni controproducenti. Magari in seguito a cattive esperienze fatte con donne che di fatto cercano di abusare, a fini personali, dei loro diritti di ex-coniugi o di madri: noi tutte e tutti conosciamo situazioni del genere, e noi donne per prime siamo ben consce che non è certo l'essere "donna" che può garantire, in sè, comportamenti equi. Ma non si possono prendere simili casi a statistica per demonizzare le donne al fine di distorcere la legge in senso antiparitario. Sono ben più numerosi i padri che NON si interessano dei figli mai, e che per un'intera vita non contribuiscono al sostentamento nemmeno con un euro. : che facciamo, allora togliamo diritti a tutti i padri che si comportano bene?
Gli strumenti legali che già ci sono vanno utilizzati meglio, e migliorati in ben altro senso.
E tantomeno, il fatto che esistano donne che si fanno scudo di giuste battaglie per penalizzare uomini che non lo meritano può essere la scusa con cui negare la grave difficoltà che le donne e i bambini già vivono rispetto alla violenza e abbandonarli ad essa ancora più di quanto già non avviene.
Dobbiamo chiarire che, se davvero vogliamo arginare la violenza domestica con tutte le sue tragiche conseguenze:
1. simili disegni di legge di modifica dell’affido condiviso, che adombrando miglioramenti tentino di introdurre la PAS, vanno decisamente contrastati, 
2. le denunce di violenza e/o pedofilia NON sono da vanificare, rubricandole a escamotage scorretti per ottenere migliori condizioni di separazione;
3. nessuna madre considera la vicinanza di un padre responsabile e attento un ostacolo da evitare, bensì una risorsa preziosa;
4. la bigenitorialità va dunque salvaguadata nella sua vera essenza, e non in termini strumentali contro le donne;
5. qualunque proposta seria di bigenitorialità deve esplicitamente prevedere ed affrontare l’eventualità di un partner abusante o che abbia già espresso minacce, rispetto al quale è prioritario prendere provvedimenti: a partire dalla revoca di ogni forma di affido condiviso.




domenica 5 maggio 2013

Il circo dell'odio contro le donne: ora ci si mettono anche le Iene

La fiera delle falsità e il circo dell'odio contro le donne: in questo preciso momento, h. 22 del 5 maggio, giunge in pompa magna, in prima serata Tv, la peggiore disinformazione volta a fomentare pura ostilità contro le "donne" come compatta categoria, tramite le più sfacciate menzogne. 
Quali donne? Tutte. La donna, in quanto tale, è "sotto controllo" (e fino a un certo punto), solo se è tua moglie. Appena è la tua ex farà tanti e tali danni per cui merita solo odio e se ci scappa anche la morte, bèh! queste donne sono esasperanti: il femminicidio se lo vanno a cercare. 
Vi ricordate il volantino del prete? Ecco. E' questa la Weltanschauung delle cosiddette associazioni di "padri separati" che hanno ispirato i contenuti del servizio andato in onda stasera su Le Iene. Una sistematica colpevolizzazione delle donne che si camuffa sempre sotto la pelosa solidarietà per i "padri poveri".
Quali menzogne? "statistiche" del tutto inventate secondo cui "le denunce per pedofilia e per violenza domestica sono false al 94-98%". 
Ah si? Si, la violenza contro le donne non esiste: l'ha inventata il "nazifemminismo". Ci sono tante denunce solo perché le mogli e le ex-mogli, fomentate dalle femministe, non si fanno sfuggire nessuna occasione per distruggere così la vita dei poveri mariti: con false accuse, e naturalmente spennandoli di ogni centesimo e distruggendoli davanti ai figli
Naturalmente queste cose non si mettono così apertamente al centro di una puntata come questa! Non ancora. Ma sono ben esplicitate nei siti delle "associazioni" suddette. Le stesse che, secondo i monitoraggi di numerosi osservatori, gestisce anche numerosissimi siti e pagine fb.
A quanto pare sono proprio i contenuti che indefessamente propugnano queste associazioni che hanno ispirato i contenuti del servizio  delle Iene, in cui sono state presentate anche le "case a basso costo" che a Roma sono state messe a disposizione dei poveri padri cacciati, messi sul lastrico da mogli avide.
A spese della collettività, ovviamente: cosa su cui non ci sarebbe niente di male, ovviamente: abbiamo bisogno di servizi, specie per le persone bisognose. Se non fosse che le stesse amministrazioni Alemanno-Polverini, mentre premurosamente si occupavano di sostenere i padri separati, hanno anche operato per distruggere sistematicamente, per anni, storici servizi destinati alle donne; e perché? ma per mancanza di fondi, no? e anche per mancanza di condivisione sulla cultura dei diritti, che ha portato appunto tali amministrazioni alla famigerata Legge Tarzia contro i consultori e la libera scelta. [E che palle, era ora, del resto è noto, che consultori e centri antiviolenza sono ormai macchine da soldi colonizzari da femministe cattive (femminazi), dedite a seminare odio contro il maschio (misandria): sempre termini e concetti desunti dai siti delle associazioni suddette].  E' grazie a queste associazioni che qui, stasera, Le IENE ci rivelano il tragico costume delle denunce di "falsi abusi".

Negazionismo della violenza, tolleranza della pedofilia, discredito e disprezzo sulla metà intera del genere umano.
Eccola: questa è esattamente la "cultura" su cui attecchisce la piaga del femminicidio.

Questa è la cultura più odiosa del patriarcato, che (nel timore venga meno, con la tragica "evoluzione dei costumi"), da tempo è coltivata tramite centinaia e centinaia di siti e pagine che impazzano in rete e su fb, ma che sembrano proprio emanati dalla stessa fonte: un'organizzazione dell'odio contro le donne, attivissima sotto un sacco di nomi diversi, che ha trovato nel risentimento degli uomini separati (e a volte, purtroppo, anche delle loro nuove compagne) una miniera di consenso.
E' un'azione ininterrotta di semina-odio: contro le donne, e contro il famigerato "femminismo" causa di tutti i mali sociali. Una semina che sfrutta un disagio reale: fatto da un lato di uomini che non accettano le separazioni, e in parte anche di rancori legati a cattivi comportamenti reali di ex-mogli.  Che esistono - non saremo noi a negarlo; tutti sappiamo quanto possono essere cattive e vendicative anche le donne.
Ma restano casi, non casistiche. Non esiste nessuna violenza di massa delle donne contro gli uomini; e ciascuno di noi lo sa bene. Mentre le statistiche sulla violenza contro le donne sono la più banale delle verità, che tutti conosciamo e incontriamo ogni giorno non solo sui giornali, ma nella nostra vita reale. 

Ora: molti padri separati (così come anche un sacco di gente non separata), vivono in condizioni di povertà, questo è certo. Ma la Caritas stessa, che pure assiste soprattutto uomini (in quanto in buona parte immigrati) conviene che le madri separate povere sono di gran lunga ancora più povere e numerose. 
Non è certo un problema che colpisca di più i maschi, per "colpa delle donne". Semmai il contrario.

E le "false denunce" delle donne e delle madri, purtroppo, sono VERE.
Questa puntata apologetica delle associazioni di presunti "padri separati", che sostengono l'esistenza di false "sindromi" come la PAS, per vanificare le accuse di violenze di pedofilia, per colmo di sfregio è stata diffusa oggi, 5 maggio: nella giornata nazionale contro la pedofilia.

Cari "Le Iene", ci avete molto deluse. Un programma da cui - almeno finché non ha cambiato conduttori - ci saremmo aspettate più obiettività. Ma ora lo conduce Mammuccari: quello che metteva le donne seminude a carponi, in vetrina sotto a scrivanie trasparenti: a mostrare la loro insipienza, mentre lui, brillantemente (si fa per dire), conduceva.

A nome di tutte le donne e delle madri che ogni giorno subiscono veri e tragici abusi, noi protestiamo formalmente.

5 maggio 2013, quinta giornata nazionale contro la pedofilia


Aggiornamento: le critiche apparse a questo post ci sono valse diffide che ci imponevano di cancellarlo. NON dalle Iene, beninteso; ma da un'intera compagine di "associazioni dei padri separati". A cui abbiamo risposto qui