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venerdì 28 febbraio 2014

Diritto di famiglia e proposta di legge di on. Bonafede (Mov5Stelle): approfondiamo

ARCHIVIO/DOSSIER • Il 25 gennaio scorso ho scritto un post seriamente critico indirizzato al Mov5Stelle e in particolare all'onorevole Alfonso Bonafede - ma chiarisco: il tema NON coinvolge "un" partito: ma tutti.
E.. ci riguarda tutti. 
ATTENZIONE: STIAMO PARLANDO DI DIRITTO DI FAMIGLIA
In quel post contestavo a on. Bonafede affermazioni contenute in una sua interrogazione parlamentare (che nello specifico si scagliava contro il DLgs 154, del 28/12/2013). Sono temi centrali in cui è difficile orientarsi, per questo è importante informare. E, fra i vari commenti, uno di rete-blog Politica Femminile chiedeva approfondimenti (vedi foto).
Oggi vedo questo approfondimento quanto mai necessario. Rispondo dunque all'invito con questo articolo-dossier, corredato da tutti i link necessari per documentare le mie argomentazioni; in particolare a miei precedenti articoli di approfondimento che consentono di risalire a tutte le fonti verificabili, come ogni trattazione seria (e che possa assistere anche addetti ai lavori) richiede.
E perché approfondire è ancor più necessario?
Perché le preoccupanti istanze di on. Bonafede (Mov5Stelle), vengono ora condivise anche dal gruppo "Noi con Matteo Renzi". Nientemeno, cioè, che da ambienti di governo.

Proposte di legge, parti in causa e presunti precedenti
Vediamo dunque quali sono le leggi in ballo; ma per maggior chiarezza faccio prima una premessa sull'interrogazione parlamentare oggetto della discussione: nel presentarla on. Bonafede si è fatto portavoce delle istanze di particolari gruppi/associazioni, quali
Adiantum 
I Colibrì
gruppi, insomma, che si autodefiniscono come rappresentanti dei "papà separati" - denominazione peraltro impropria dato che non tutti i "padri separati" si sentono da loro rappresentati.

Ora: nella sua interrogazione parlamentare (che contesta il “decreto filiazione”, varato dal governo Letta) Bonafede afferma che la Francia avrebbe approvato la residenze partagée paritaire, ovvero la residenza alternata (obbligatoria) per bambini con genitori separati. Ma non è vero. Quell'emendamento è stato proposto e discusso ma la Francia non l'ha approvato, bensì rigettato - come si può verificare nel sito dell'assemblea nazionale.

giovedì 16 maggio 2013

Grazie

Grazie, Riccardo Iacona.
E una dedica: dedicato alle Iene. E dedicato ai padri separati. A quelli che pretendono di parlare a nome di tutti, e raccontano balle. E a quelli che non si lasciano strumentalizzare. Con sentimenti diversi, certo; ma dedicato a tutti.

lunedì 13 maggio 2013

Dopo il servizio delle Iene, diffide e minacce di azioni legali: a cui rispondiamo qui

I recapiti della rete delle reti, e le moderatrici del blog, hanno ricevuto diverse "diffide", tramite posta certificata, che imponevano di cancellare questo post, in quanto conterrebbe informazioni "false, destituite di qualunque fondamento, calunniose e diffamanti". In caso contrario "l'associazione Adiantum procederà", continuano le diffide, "nei vostri confronti nelle opportune sedi giudiziarie - civili e penali, con riserva di risarcimento di tutti i danni. Cordialità", conclude "Alessio Cardinale, Portavoce Nazionale di Adiantum". 

Premessa: noi approfondiamo sempre ogni notizia verificando attentamente le fonti e citandole scrupolosamente. Ogni nostra teoria, e la nostra prassi, si fondano ferreamente sulla gentilezza e la verità: anche se a volte questi 2 concetti sembrano fare a pugni. Perciò, anche senza minacciarci di niente, se mai ci capiterà di riscontrare di essere incappate in una bufala, sarà nostra cura rettificare subito e chiedere scusa per prime, su questo non si discute. 
Proprio per questo non crediamo necessario cancellare il nostro post. E per inciso, le diffide legali ci appaiono come l'altra faccia del bombardamento di commenti pieni di violenza che colpiscono sempre a raffica chi osa criticare un certo tipo di posizioni e di siti: vedi questo altro post, uscito ieri, sullo stesso sconcertante servizio delle Iene
Doveroso, però, rispondere nel merito ai 4 punti che il Portavoce Nazionale di Adiantum chiede anche pubblicamente di rimuovere, in un commento al post citato. Li elenchiamo di seguito, fra virgolette, citando le sue parole letterali, e dando le relative risposte:   

1. "questo articolo, tra le altre cose, riporta la seguente frase: '...ma sono ben esplicitate nei siti delle "associazioni" suddette e della loro capofila, l'associazione Adiantum (..)"
RISPOSTA: a cosa fa riferimento il post, dicendo che è 'ben esplicitato' nei vostri siti? al concetto che ogni sorta di dramma sociale e di conflitto fra i sessi sarebbe causato dal 'femminismo', presentato come una sorta di piaga culturale che induce anche il diffuso presunto malcostume femminile di vessare padri e mariti, a causa del quale la maggior parte di denunce per violenza domestica e pedofilia sarebbero addirittura 'false'.
Che questa sia la visione delle cose promossa da associazioni che si presentano come "dei padri separati", difficile negare: considerato che è il principale messaggio promosso dai rispettivi siti. Saremmo liete però di ricevere (e di valorizzare) una chiara e inequivocabile presa di distanze da simili concetti. Nell'attesa, rimuoviamo il nome di una particolare associazione dal post

2. Sempre citando il nostro post, segue la frase (riferita ad associazioni di "padri separati"): "capitanate dal papà (separato?) di un signore condannato in via definitiva per abusi sui bambini di un asilo in cui aveva una posizione professionale di rilievo..."
RISPOSTA: si tratta in effetti di un fatto gravissimo. Ma poiché lei ci informa che sarebbe "falso e destituito di qualunque fondamento", in attesa di ulteriori verifiche accogliamo la sua richiesta e rimuoviamo la notizia - benché di dominio pubblico in quanto già acquisita in rete da anni: noi infatti l'abbiamo desunta da una fonte pubblica la quale riporta anche "stralci della sentenza che ha portato alla condanna in appello" (fonte che - come facciamo sempre - abbiamo scrupolosamente citato, e che richiamiamo anche qui e qui).
Aggiungiamo che, qualora tutto ciò fosse falso, dovreste rivolgere le vostre querele a questa fonte. Nel caso vi preghiamo di informarci dandoci gli elementi utili a pubblicare anche un post di smentita; cosa a cui (nel caso) sarebbe nostra cura adempiere senza riserve. 

3. Sempre dalle frasi che si chiede di cancellare: "E' l'associazione ospite di Le Iene, e che a Roma, dalla giunta di Alemanno, ha avuto case a basso costo (a spese della collettività) per i poveri padri cacciati, messi sul lastrico da mogli avide. E' l'associazione che qui, a Le IENE, ci rivela il tragico costume delle denunce di falsi abusi".  
RISPOSTA: ha ragione, sig. Cardinale: non abbiamo elementi certi per dire che l'operazione delle "case a basso costo per i padri separati" sia andata in porto grazie alla mediazione di una particolare associazione. Questo, per chi (come noi facciamo sempre) decidesse di approfondire, è quanto si potrebbe dedurre da varie fonti in rete: ma conveniamo che non sempre la rete è attendibile ("padri separati" insegnano); dunque, dato che la forma non vi era gradita ed era forse imprecisa, abbiamo in parte rettificato, e provveduto a precisare meglio.

4. Infine si chiede di cancellare quanto segue: "Negazionismo della violenza, tolleranza della pedofilia, discredito e disprezzo sulla metà intera del genere umano...."
RISPOSTA: Completiamo noi la frase lasciata in sospeso "Eccola: questa è esattamente la "cultura" su cui attecchisce la piaga del femminicidio". E qui si tratta di opinioni legittime (oltre che fondate), opinioni che (grazie a Dio) non sono ancora fuorilegge. Leggendo i siti misogini "In difesa dei padri separati" noi leggiamo questo (e non siamo le sole; qui un esempio a caso - di quasi 3 anni fa! e qui un altro di pochi giorni fa), come i suddetti difensori di "padri separati", leggendo il messaggio per la parità fra i generi e per pari diritti (che con grande fatica il femminismo ha introdotto in un mondo che da millenni esclude le donne), ci vedono strapotere vessatorio, al punto di definire le attiviste per i diritti "nazifemministe".

Il nostro modo di reagire è indubbiamente perentorio, perché il dilagare di vero odio contro le donne, che sfocia quasi ogni giorno in nuovi femminicidi, non può lasciarci indifferenti. Specie ove si adombri che la violenza stessa contro le donne sia (così come i suicidi maschili) da considerare come logica conseguenza di presunta arroganza femminile.

Noi amiamo i nostri padri, fratelli e mariti (e figli), sig. Cardinale: noi amiamo ogni uomo capace di avere verso di noi considerazione paritaria: e dunque quell'empatia che rende ogni essere oltremodo caro e prezioso al suo simile. Noi sappiamo quanto sia prezioso, ogni padre che affianca una madre - anche da separato. Dunque ci indigna che, prendendo a pretesto la povertà (che non colpisce solo i "padri separati", ma tutti), nonché singole situazioni di disagio familiare di cui anche le donne (certo!) possono essere responsabili, e facendo leva sui drammi delle separazioni, si finisca per addossare tutte le colpe al "femminismo" e all'universo femminile, perfino la colpa delle violenze di genere.  Cercando di rinfocolare l'astio di uomini che le separazioni non le accettano. Con un solo scopo: ricacciare le donne in condizione di sudditanza, la sola in cui (dal punto di vista dei loro aspiranti padroni) non potrebbero "fare danni". Queste le nostre opinioni, fintantoché qualcuno non riuscirà a metterle fuori legge.

Tanto dovevamo e, per maggior chiarezza, rimandiamo chi legge al successivo post in cui cercheremo di esplicitare meglio perché riteniamo che il servizio delle Iene della discordia abbia presentato una situazione mistificata e lesiva della figura femminile.
Cordialità
Retedellereti femminili

sabato 11 maggio 2013

Sabina Ciuffini: madri e padri separati, e abusi sui più deboli

Sabina Ciuffini scrive in riferimento al tema delle separazioni e degli abusi sui più deboli; anche in relazione alle offensive di associazioni che si definiscono di “padri separati” che fra i loro sponsor contano su Timberio Timperi, che da anni porta ad esempio la sua storia personale. Sua storia in cui, però, risulta che eventuali “false accuse” forse provenivano proprio da lui, visto che recentemente Timperi è stato rinviato a giudizio per diffamazione proprio nei confronti della ex-moglie. Chi dice il vero, e chi il falso? In un recentissimo servizio delle Iene queste associazioni hanno spiegato che le donne sarebbero spesso dedite a persecuzioni nei confronti dei compagni o degli ex-mariti, al punto di produrre numeri considerevoli di denunce false, che sarebbero volte più che altro a ottenere più soldi in sede di separazione. Riteniamo questi dati privi di fondamento, mentre è del tutto reale la diffusione di una violenza contro le donne che si concretizza nella strage ininterrotta che conosciamo. 

Non so cosa abbia in mente Tiberio Timperi, non lo conosco personalmente, ma ho preso visione della lettera di smentita diffusa già nel 2010 in cui la sua ex-moglie Orsola Gazzaniga documentava di aver ottemperato con scrupolo a tutte le prescrizioni del Tribunale dei Minori.
Una semplice considerazione: la presenza di un padre amorevole ed affidabile è una tale benedizione, per qualunque madre, che è davvero difficile credere che una qualunque di noi ci rinunci.
Tutti sappiamo quanto è oneroso allevare un figlio da sole, dal punto di vista economico ma soprattutto dal punto di vista dell'assistenza e della formazione.
Nessuna madre avrà amico migliore e più rispettato di un padre degno di questo nome.

Chiedo quindi a tutti i responsabili dei media e ai giornalisti della carta stampata di non prestarsi ad un'operazione, chiaramente infondata, che mira a descrivere le madri che hanno difficoltà con l'altro genitore come truffatrici e bugiarde. 

Ci sono sicuramente delle percentuali irrisorie di donne patologiche, ma è doveroso tener presente la realtà del quadro generale. La cronaca ci restituisce continuamente i dati inconfutabili che la tendenza alla pedofilia e ai maltrattamenti appartiene quasi esclusivamente a persone di sesso maschile, che siano padri o no [su questo dato elementare abbiamo notato che anche gli uomini sono in grado di convenire, ndr]. Pensiamo ai dati del turismo sessuale, che vede coinvolti i bambini, gli uomini italiani sono ai primi posti e i numeri non mentono, quindi usiamo la logica.

Ogni volta che un responsabile della comunicazione mediatica sceglie con leggerezza tesi fantasiose come quella che parla di false denunce da parte delle madri si assume la responsabilità diretta della sofferenza di migliaia di bambini italiani e non solo
Per concludere, stavo riflettendo che dovremmo immaginare un modo di connettere gli abusi commessi sui soggetti deboli in generale, parlo di donne sì, ma anche di vecchi, disabili e bambini perchè l'origine di questo esercizio di violenza ha una causa comune. 
Per esempio vi segnalo il terrificante caso Forteto/cooperative Coop che un'altra iena, Pablo Trincia, ha raccontato. E' un racconto dell'orrore che sembra duri da moltissimi anni e che bisogna affrontare con decisione. 

Di questo dovremo parlare, e su questo interrogare gli uomini
Sarebbe veramente bello iniziare a farlo insieme, uomini e donne uniti dalla stessa indignazione e solidali nel pensare a un mondo migliore per i loro/nostri figli.  
Sabina Ciuffini, 10 maggio 2013

domenica 5 maggio 2013

Il circo dell'odio contro le donne: ora ci si mettono anche le Iene

La fiera delle falsità e il circo dell'odio contro le donne: in questo preciso momento, h. 22 del 5 maggio, giunge in pompa magna, in prima serata Tv, la peggiore disinformazione volta a fomentare pura ostilità contro le "donne" come compatta categoria, tramite le più sfacciate menzogne. 
Quali donne? Tutte. La donna, in quanto tale, è "sotto controllo" (e fino a un certo punto), solo se è tua moglie. Appena è la tua ex farà tanti e tali danni per cui merita solo odio e se ci scappa anche la morte, bèh! queste donne sono esasperanti: il femminicidio se lo vanno a cercare. 
Vi ricordate il volantino del prete? Ecco. E' questa la Weltanschauung delle cosiddette associazioni di "padri separati" che hanno ispirato i contenuti del servizio andato in onda stasera su Le Iene. Una sistematica colpevolizzazione delle donne che si camuffa sempre sotto la pelosa solidarietà per i "padri poveri".
Quali menzogne? "statistiche" del tutto inventate secondo cui "le denunce per pedofilia e per violenza domestica sono false al 94-98%". 
Ah si? Si, la violenza contro le donne non esiste: l'ha inventata il "nazifemminismo". Ci sono tante denunce solo perché le mogli e le ex-mogli, fomentate dalle femministe, non si fanno sfuggire nessuna occasione per distruggere così la vita dei poveri mariti: con false accuse, e naturalmente spennandoli di ogni centesimo e distruggendoli davanti ai figli
Naturalmente queste cose non si mettono così apertamente al centro di una puntata come questa! Non ancora. Ma sono ben esplicitate nei siti delle "associazioni" suddette. Le stesse che, secondo i monitoraggi di numerosi osservatori, gestisce anche numerosissimi siti e pagine fb.
A quanto pare sono proprio i contenuti che indefessamente propugnano queste associazioni che hanno ispirato i contenuti del servizio  delle Iene, in cui sono state presentate anche le "case a basso costo" che a Roma sono state messe a disposizione dei poveri padri cacciati, messi sul lastrico da mogli avide.
A spese della collettività, ovviamente: cosa su cui non ci sarebbe niente di male, ovviamente: abbiamo bisogno di servizi, specie per le persone bisognose. Se non fosse che le stesse amministrazioni Alemanno-Polverini, mentre premurosamente si occupavano di sostenere i padri separati, hanno anche operato per distruggere sistematicamente, per anni, storici servizi destinati alle donne; e perché? ma per mancanza di fondi, no? e anche per mancanza di condivisione sulla cultura dei diritti, che ha portato appunto tali amministrazioni alla famigerata Legge Tarzia contro i consultori e la libera scelta. [E che palle, era ora, del resto è noto, che consultori e centri antiviolenza sono ormai macchine da soldi colonizzari da femministe cattive (femminazi), dedite a seminare odio contro il maschio (misandria): sempre termini e concetti desunti dai siti delle associazioni suddette].  E' grazie a queste associazioni che qui, stasera, Le IENE ci rivelano il tragico costume delle denunce di "falsi abusi".

Negazionismo della violenza, tolleranza della pedofilia, discredito e disprezzo sulla metà intera del genere umano.
Eccola: questa è esattamente la "cultura" su cui attecchisce la piaga del femminicidio.

Questa è la cultura più odiosa del patriarcato, che (nel timore venga meno, con la tragica "evoluzione dei costumi"), da tempo è coltivata tramite centinaia e centinaia di siti e pagine che impazzano in rete e su fb, ma che sembrano proprio emanati dalla stessa fonte: un'organizzazione dell'odio contro le donne, attivissima sotto un sacco di nomi diversi, che ha trovato nel risentimento degli uomini separati (e a volte, purtroppo, anche delle loro nuove compagne) una miniera di consenso.
E' un'azione ininterrotta di semina-odio: contro le donne, e contro il famigerato "femminismo" causa di tutti i mali sociali. Una semina che sfrutta un disagio reale: fatto da un lato di uomini che non accettano le separazioni, e in parte anche di rancori legati a cattivi comportamenti reali di ex-mogli.  Che esistono - non saremo noi a negarlo; tutti sappiamo quanto possono essere cattive e vendicative anche le donne.
Ma restano casi, non casistiche. Non esiste nessuna violenza di massa delle donne contro gli uomini; e ciascuno di noi lo sa bene. Mentre le statistiche sulla violenza contro le donne sono la più banale delle verità, che tutti conosciamo e incontriamo ogni giorno non solo sui giornali, ma nella nostra vita reale. 

Ora: molti padri separati (così come anche un sacco di gente non separata), vivono in condizioni di povertà, questo è certo. Ma la Caritas stessa, che pure assiste soprattutto uomini (in quanto in buona parte immigrati) conviene che le madri separate povere sono di gran lunga ancora più povere e numerose. 
Non è certo un problema che colpisca di più i maschi, per "colpa delle donne". Semmai il contrario.

E le "false denunce" delle donne e delle madri, purtroppo, sono VERE.
Questa puntata apologetica delle associazioni di presunti "padri separati", che sostengono l'esistenza di false "sindromi" come la PAS, per vanificare le accuse di violenze di pedofilia, per colmo di sfregio è stata diffusa oggi, 5 maggio: nella giornata nazionale contro la pedofilia.

Cari "Le Iene", ci avete molto deluse. Un programma da cui - almeno finché non ha cambiato conduttori - ci saremmo aspettate più obiettività. Ma ora lo conduce Mammuccari: quello che metteva le donne seminude a carponi, in vetrina sotto a scrivanie trasparenti: a mostrare la loro insipienza, mentre lui, brillantemente (si fa per dire), conduceva.

A nome di tutte le donne e delle madri che ogni giorno subiscono veri e tragici abusi, noi protestiamo formalmente.

5 maggio 2013, quinta giornata nazionale contro la pedofilia


Aggiornamento: le critiche apparse a questo post ci sono valse diffide che ci imponevano di cancellarlo. NON dalle Iene, beninteso; ma da un'intera compagine di "associazioni dei padri separati". A cui abbiamo risposto qui