Oggi è il primo maggio, niente ufficio, un po’ di riposo non guasta ...
Leggo il post di Laura Puppato, con le parole di Giorgio Gaber …l’incapacità di capire il modo con cui cambiare le cose che succedono.
Leggo la delusione e la rabbia di tanti per la scelta del PD di costruire un Governo con il PDL e la lista Monti.
Ho già scritto che non era questo il Governo che avrei voluto e capisco il disorientamento di tanti, di fronte alla fiducia che Laura ieri ha dato con il suo voto al Governo Letta.
Ma non posso condividere il modo di guardare le cose che trapela dai commenti alla sua pagina, come se nulla in questi ultimi due mesi fosse accaduto.
Ma non posso condividere il modo di guardare le cose che trapela dai commenti alla sua pagina, come se nulla in questi ultimi due mesi fosse accaduto.
Mi affido alle parole di un uomo dalla mente illuminata che, forse, tutti avremmo voluto come Presidente della Repubblica, Stefano Rodotà, che ho avuto il piacere e l’onore di vedere alla trasmissione di Fabio Fazio “Che Tempo Che Fa” del 28.4.2013.
Rodotà afferma (testualmente).. “Letta è stato abile ed intelligente, un po’ mi ha sorpreso perché ci sono personalità di qualità che secondo me possono forzare in qualche punto, almeno, una situazione che non è facilissima che non va tutta nella direzione che io avrei preferito e poi dà …un’indicazione che si può cambiare cominciando dall’età, dalle facce, dal genere; perché non lo dobbiamo trascurare questo fatto importantissimo della presenza femminile. Detto questo non faccio previsioni né ipotesi perché è difficile, obiettivamente viene fuori da una situazione molto complicata e ne porta il peso…”
Allora io dico che non possiamo chiudere gli occhi dinanzi alla realtà.
Non possiamo sottacere che il PD – o una parte del PD - ci abbia provato a fare un governo di centro sinistra con un’anima fortemente spostata a sinistra.
Hanno sbagliato in tanti, forse tutti.
Lo stesso Grillo con quell’atteggiamento distruttivo - che è cambiato solo nel momento in cui proponeva presidente della Repubblica proprio Rodotà. Ma forse era troppo tardi perchè chi, sin dall’inizio, all’interno del PD non voleva il rinnovamento, si era alimentato proprio dei proclami e degli improperi di Grillo contro Bersani e tutta la coalizione Italia Bene Comune. E si era rinforzato.
Le spinte verso questo erano evidenti.
Qualcuno mi sa dire, d’altra parte, come mai Laura Puppato non è stata designata tra i “pontieri” ufficiali degli incontri tra il PD e il M5S? visto che forse è l’unica nel PD che gode rispetto e stima da parte di Grillo, peraltro, ribaditi in questa campagna elettorale proprio nelle piazze del Veneto?
E’ evidente, non si poteva rischiare che l’ultima arrivata facesse il miracolo perché, a quel punto, il cambiamento non avrebbe potuto essere più rinviato.
E allora cosa posso rimproverare a Laura?
Forse il fatto che sin dall’inizio lei si è proposta e ci ha messo la faccia, senza remore, senza esitazioni, pur essendo consapevole delle avversità e delle forti spinte contrarie.
Ha agito secondo il suo stile, senza risparmiarsi, a viso aperto, con determinazione, chiarezza, trasparenza, coerenza.
Quella coerenza che oggi le viene misconosciuta: ed io non posso essere d’accordo su questo.
Laura ha votato il governo Letta facendo un’assunzione di responsabilità che le è costata molto; ma non aveva alternative, non ha alternative, perché questo governo è il frutto di una crisi profonda del PD. Che, però, lasciatemelo dire, va ricostruito con persone come Laura che vogliono un rinnovamento vero, che hanno in mente “un’altra idea di mondo”.
Il compito di Laura oggi è quello di vigilare e di essere propositiva e di far sentire la sua voce dinanzi a proposte indegne e per fare bene questo lavoro deve stare al suo posto nel Governo e nel PD, non fuori. La storia insegna che tirarsi fuori dalla realtà, defilarsi, non porta che al peggioramento delle situazioni, alla distruzione.
E poi, veramente si possono criticare persone come Laura che hanno il coraggio di dire ciò che pensano? Che hanno la capacità di assumere decisioni, talvolta anche impopolari, dettate dalle circostanze?
Riserviamo le nostre energie per redarguire quelli che si nascondono dietro a un voto segreto.
Ce ne sarebbero almeno 101 da scovare!
Stringiamoci, invece, intorno a Laura che si assume le sue responsabilità e DECIDE, sceglie, rispetto a quanto in quel momento è disponibile e realizzabile.
La storia, peraltro, non finisce con il Governo Letta, va avanti, deve ritrovare se stessa e ridare agli uomini e alle donne dignità, quella dignità di cui parla Rodotà pronto a partecipare ai nuovi cantieri della sinistra.
Queste le sue parole:…”Io parteciperò a questa discussione che si sta aprendo, non è l’unica… dovrei avere due, tre vite per partecipare ai cantieri che si stanno aprendo ma tutte le volte che sarà necessario lo farò”.
Il primo cantiere è partito con Left che domani a Roma, al Teatro Piccolo Eliseo, incontra Stefano Rodotà, Laura Puppato ed altri per discutere sulla “rivoluzione della dignità”.
Rosaria Ciancaione, 1 maggio 2013


