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lunedì 17 novembre 2014

Il 3 dicembre un seminario a Roma: invito agli Organismi e alle Consigliere di parità

L'Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria invita gli Organismi e le Consigliere di parità al seminario Democrazia paritaria e pari opportunità: norme, esperienza e confronto con Paesi Europei che si svolgerà a Roma il 3 dicembre 2014, dalle ore 15,00 alle ore 17.30 presso la sala del Parlamento Europeo (via IV Novembre n. 149)

Partecipate! per adesioni e informazioni scrivere a: danielacarla2@gmail.com • morronir@libero.it 

L'Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria raccoglie oltre 50 associazioni e gruppi di donne  impegnate nelle istituzioni, nelle associazioni femminili, nei partiti, nei sindacati, nella società civile, in un coordinamento che si prefigge di realizzare la  partecipazione paritaria delle donne alla gestione della Cosa Pubblica nei luoghi decisionali, nelle istituzioni e nelle assemblee elettive di tutti i livelli, esercitando un'azione di pressione al fine di ottenere l'introduzione nella legislazione di norme di garanzia per una rappresentanza di genere paritaria.  

venerdì 4 aprile 2014

Nuovi regolamenti della Commissione di vigilanza Rai: un primo passo avanti per la democrazia paritaria

L’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria esprime la sua soddisfazione per i regolamenti appena licenziati dalla Commissione di Vigilanza Rai per le prossime scadenze elettorali che riguarderanno le Europee, le Regioni Piemonte e Abruzzo, e numerose amministrazioni comunali:

Bene i nuovi regolamenti della Commissione di vigilanza Rai per contrastare la sotto rappresentazione delle donne in politica. Finalmente non saranno solo gli uomini gli unici protagonisti delle trasmissioni e servizi che la Rai manderà in onda per la prossima tornata elettorale. Per la prima volta infatti, richiamandosi all’articolo 51 della Costituzione e alla legge 215 del 2012, la Commissione di vigilanza intende contrastare efficacemente la sotto-rappresentazione delle donne in politica, e prescrive la più ampia ed equilibrata presenza di entrambi i sessi nelle trasmissioni radio televisive del servizio pubblico. Non più solo parità di accesso a tutte le forze politiche ma anche alle donne e agli uomini coinvolti nella consultazione elettorale. Un risultato ottenuto grazie al lavoro di squadra tra l’Accordo, la senatrice Laura Puppato e la deputata Paola De Micheli che, con il loro lavoro, sono riuscite a coinvolgere su questa battaglia di pari opportunità l’intera Commissione di vigilanza Rai. Commissione che, lo ricordiamo, conta solo 7 donne su 40 componenti e nessuna donna nel comitato di presidenza. 
L’Accordo è fiducioso che l’Autorità di garanzia per le telecomunicazioni si adeguerà agli stessi principi nelle delibere che riguardano le sue funzioni generali di controllo e le competenze sulle altre trasmissioni radiotelevisive.
Accordo di Azione Comune Comune per la Democrazia Paritaria 

giovedì 20 febbraio 2014

Perché un accordo per la democrazia paritaria, cosa vogliamo, come lo vogliamo

Noi promotrici del presente Accordo siamo consapevoli della estrema gravità della crisi economica, sociale e culturale e politica in cui versa l’Italia, dei pericoli per lo stesso sistema democratico, della complessità dei problemi da affrontare. 
Vediamo che le donne sono quotidianamente colpite nei loro diritti e nelle libertà, che su di esse viene scaricato il costo maggiore della crisi e che si continua ad estrometterle dai luoghi delle decisioni.
Nella storia della Repubblica le donne si sono rivelate meno coinvolte nelle pratiche di scambio e di corruzione sempre più diffuse e, nell’ultima fase, sono state vittime di pratiche offensive della dignità femminile.
Affermiamo che le donne italiane non sono più disposte a subire passivamente questo attacco alle loro condizioni di vita e di lavoro e ad accettare ulteriormente la loro marginalità nella vita della nazione: lo dimostra la ricchezza delle iniziative proposte e realizzate dalle donne per il lavoro, per il miglioramento delle condizioni di vita, per la difesa della loro immagine, per il contrasto della violenza, così come lo dimostra l’adesione di milioni di donne all’appello di Se non ora quando e la partecipazione senza precedenti alla manifestazione del 13 febbraio.
Le donne, con la loro capacità di iniziativa e di cura, competenza e intelligenza, attenzione e cultura sono un soggetto decisivo per un’azione diretta a salvare l’Italia dal degrado e ad avviarne una rinascita.
Oggi, più che mai, è urgente e necessario realizzare la  partecipazione paritaria delle donne alla gestione della Cosa Pubblica nei luoghi decisionali, nelle istituzioni pubbliche e nelle assemblee elettive di tutti i livelli.
Siamo convinte che, per raggiungere tale scopo occorre un’azione comune e congiunta di tutte le forze femminili organizzate della società civile.
Da anni si sono avanzate numerose proposte e susseguite, purtroppo senza grandi risultati, campagne per la parità di genere nelle assemblee elettive, quali la proposta di legge di iniziativa popolare dell’UDI concernente “Norme di democrazia paritaria” (50e50 ovunque si decide); le iniziative del “Laboratorio 50&50” dell’AFFI, di “Aspettare Stanca”, della “Lobby Europea delle Donne”, nonché  quelle a suo tempo assunte dalle Commissioni Nazionali di parità. 
Premesso che nessun sistema elettorale di per sé garantisce alle donne pari opportunità, reputiamo che nel documento predisposto da Noi rete donne per regole elettorali women friendly (nel quale si sostiene che, quali che siano i metodi elettorali adottati, occorrano norme di garanzia per la presenza delle donne nelle liste e per assicurare parità di opportunità per essere elette), così come nel documento AFFI sui rimborsi elettorali, sono contenuti ragionevoli e opportuni suggerimenti.
La questione delle leggi elettorali sta assumendo, in questo momento, particolare urgenza nell’agenda politica.
Riteniamo perciò necessario esercitare un’azione di pressione sulle Commissioni parlamentari incaricate di esaminare le numerose proposte di riforma delle leggi elettorali presentate al Parlamento, perché, in coerenza con gli articoli 3 e 51 della Costituzione, nonché dei Trattati istitutivi dell’Unione Europea, relativi alla promozione della donna nei ruoli decisionali, e nelle successive determinazioni (nella fattispecie il punto 3 del Charter per le donne del Presidente della Commissione Barroso (5/3/2010) e il punto 3 della strategia per l’uguaglianza 2010-2015) e al fine di garantire condizioni generali di una democrazia partecipata, vengano introdotte nella legislazione norme di garanzia per una rappresentanza  di genere paritaria e siano previste sanzioni in caso di loro mancato rispetto nonché autorità capaci di emanarle.
Tuttavia, pur in uno scenario di profonda crisi come quello attuale, non è scontata una modifica in tempi brevi delle leggi elettorali: sono in calendario consultazioni amministrative e non si può escludere il voto per la rielezione del Parlamento con la legge vigente anche prima della scadenza della Legislatura o invece la consultazione per il referendum, rinviando così nel tempo eventuali nuove norme elettorali.
Siamo perciò fermamente convinte che sia determinante un cambiamento dei comportamenti delle forze politiche e, a tal fine, riteniamo indispensabile esercitare una pressione nei loro confronti perché assumano il principio della parità di sesso nelle candidature e adottino metodi di scelta delle candidature che coinvolgano la società civile; che tengano conto dei curricoli e dei requisiti delle candidate e dei candidati, delle competenze, dei rapporti con il territorio; che realizzino, quando previste, e quando i contesti garantiscano di poterle effettuare nella trasparenza, nel rispetto degli elettori e elettrici e delle pari opportunità dei candidati, nella garanzia delle norme, elezioni primarie aperte e regolate.
Auspichiamo che si arrivi a una legge che regoli il sistema dei partiti secondo l’articolo 49 della Costituzione, prevedendo anche norme per la parità di genere negli organi politici, in particolare quelli incaricati della selezione delle candidature.


Noi Rete Donne Affi - Associazione Federata Femminista Internazionale; Se Non Ora Quando; Agi (Ass. Giuriste Italiane – Sez. Romana); Aidos; Ande Aspettare Stanca; Associazione Alma Cappiello; Associazione Bloomsbury Associazione Donne Banca d’Italia; Assolei; Centro Italiano Femminile; Commissione Diritti e Pari Opportunità; Ass.se Stampa Romana; Consigliera Nazionale Parità; Consulta Donne di Colleferro; Coordinamento Italiano Lobby Europea delle Donne; Coordinamento Nazionale Donne Anpi; Corrente Rosa; Crasform Onlus; Dols Donne Online; Donne che si sono stese sui Libri e non sui letti dei potenti; Donne e Informazione; Donne InQuota; Donne In Rete per la Rivoluzione Gentile; Donne per Milano; Donne Ultraviolette; Fidapa; Fondazione Adkins Chiti – Donne in Musica; Fondazione Nilde Iotti; Gio Osservatorio Studi di Genere, Parità e Pari Opportunità; Giulia Giornaliste Unite Libere Autonome; Il Corpo Delle Donne; Il Paese Delle Donne; Ingenere; Laboratorio Politico Torino; La Metà di Tutto; Le Nostre Figlie non sono in vendita; Libera Donna; Libere Tutte - Firenze; Lucy e le Altre; Marea; Maude Movimento Lavoratrici dello Spettacolo; Movimento Italiano Donne per La Democrazia Paritaria; Noid Telecom; Noi Donne; Noidonne 2005; Parimerito; Pari o Dispare; Professional Women’s Association; Rete Armida; Rete per la Parità;  Solidea; Tavola delle Donne Sulla Violenza e Sicurezza Città Di Bologna; TutteperItalia; Udi Unione Donne Italiane; UnaTalks,  Usciamo dal Silenzio; Women In The City
Per info e contatti: Rif. Daniela Carlà • Roberta Morroni 

mercoledì 31 luglio 2013

Giudici costituzionali: 15 membri, 1 sola donna. Il che appare come un rapporto incostituzionale.

Chi sono i Giudici della Corte Costituzionale attualmente in carica? 
Ecco l'elenco: prof. Franco Gallo • prof. Gaetano Silvestri, eletto nel 2005 : prof. Luigi Mazzella, eletto nel 2005 • prof. Sabino Cassese.  prof. Giuseppe Tesauro • Nominato nel 2005 • dott. Paolo Maria Napolitano. Nominato nel 2006; avv. Giuseppe Frigo. Nominato nel 2008 • dott. Alessandro Criscuolo. Nominato nel 2008 • prof. Paolo Grossi. Nominato nel 2009 • dott. Giorgio Lattanzi. Nominato nel 2010 • dott. Aldo Carosi. Nominato nel 2011 • prof. Marta Cartabia. Nominata nel 2011 • prof. Sergio Mattarella. Nominato nel 2011 • Mario Rosario Morelli. Nominato nel 2011 • dott. Giancarlo Coraggio. Nominato nel 2013.
Notate anche voi quello che notiamo noi? il genere femminile vi è rappresentato per meno delll'8%:
• in aperto contrasto con il dettato costituzionale stesso,
• e in stridente violazione dell'impegno assunto dalla Repubblica, proprio in sede costituzionale, a promuovere con appositi provvedimenti le pari opportunità fra donne e uomini.
E la cosa interessante è che, riguardo all'elenco dei giudici costituzionali precedenti (le cui cariche sono ora cessate), la percentuale scendeva addirittura al 3% e rotti (28 giudici maschi contro 1 sola giudice donna). Ed ecco una domanda che viene in mente solo alle donne: come è possibile che simili consessi maschili possano, nel loro ambito, promuovere la parità di genere? Non è continuando a nominare sempre e solo figure maschili che si potrà uscire da questo grottesco squilibrio. 
Ci auguriamo dunque che il Presidente vorrà tenere conto dell'educato "appello" dell'Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria, che trovate di seguito: ma non per comprensiva gentilezza, quanto perché operare in questa direzione rientra in un preciso dovere costituzionale, ad oggi ancora disatteso.

Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano


Illustre Presidente,
nel prossimo mese di settembre dovrà essere nominato un nuovo Giudice Costituzionale per la scadenza naturale di un mandato.
Poiché attualmente la Corte Costituzionale vede la presenza di una sola Giudice, sottoponiamo alla Sua attenzione l’opportunità di nominare un’altra donna per rivestire tale ruolo.

Le rivolgiamo questo caldo invito poiché riteniamo non giustificabile l’attuale esigua presenza femminile, anche in considerazione della possibilità di individuare agevolmente tra le donne competenze adeguate.

Come Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria - ricorderà che abbiamo avuto l’onore di essere state da Lei ricevute nell’aprile 2012 - da anni stiamo sostenendo a tutti i livelli e nelle varie circostanze la necessità di incrementare le presenze femminili nei luoghi della rappresentanza politica e istituzionale del nostro Paese. 

L’intento delle 55 Associazioni che hanno sottoscritto l’Accordo è quello di colmare il divario - ormai insostenibile e ingiustificabile - tra le competenze delle donne italiane e la loro presenza sulla scena pubblica.
         
Contiamo dunque sulla Sua sensibilità e sui richiami da Lei più volte esplicitati circa la necessità di dare valore alle donne italiane anche allo scopo di sostanziare la nostra democrazia e rinvigorirne la presenza a tutti i livelli pubblici.

Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria, 31 luglio 2013

sabato 30 marzo 2013

10 saggi, 0 sagge: l'Accordo di azione comune risponde chiedendo la nomina di 10 sagge

Spiazzando tutti, oggi il Presidente ha nominato 10 saggi, tutti maschi, per il delicato compito di "facilitare" la difficile fase politica. 
Ecco la risposta dell'Accordo di azione comune (e una nostra considerazione):

L’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria chiede a Napolitano la nomina di dieci sagge per integrare i due gruppi di lavoro incaricati oggi.

Il livello di uguaglianza tra i sessi è un indicatore, un termometro del grado di civiltà di una nazione.
Ma anche oggi in Italia, dove la condizione delle donne non è certo comparabile al passato, resta ancora molto da fare.
Sono, queste, due frasi estrapolate dal discorso del Presidente della Repubblica dello scorso 8 marzo che fanno temere sull’esito della missione dei due gruppi di saggi nominati oggi, dieci uomini.
 E’ stata trascurata l’importanza della forza innovatrice delle donne, nelle quali il Paese e alcune forze politiche hanno dimostrato di credere, visto il risultato delle recenti elezioni politiche.

Ci rivolgiamo al Presidente Napolitano perché fa ancora in tempo ad aggiungere, di propria libera iniziativa, altrettante donne competenti.
Accordo di Azione comune per la democrazia paritaria, 30 marzo 2013

Questa nota dell'Accordo è uscita immediatamente dopo la notizia della nomina dei 10 saggi monogenere.

Noi aggiungiamo che, a nostro parere, la richiesta di "integrare con 10 sagge donne" per molte è più di principio che letterale: molte infatti non condividono il ricorso al concetto stesso dei "saggi", specie se i nominativi scelti vengono (come vengono) dalle stesse fila di chi in questo impasse ci ha portati; da qui anche una forte critica al metodo adottato.

Ma il senso della protesta a cui tutte aderiscono è, certamente, prendere una posizione determinata e chiara, atta a sottolineare e stigmatizzare il solito atto di patriarcato e di governo al maschile: respingendo nel modo più netto il perpetuarsi dell'estromissione di genere.

Sia su questo blog, sia sulla pagina della Rete delle reti cercheremo ora di creare un piccolo archivio delle reazioni delle donne, che - pur nell'unanime disappunto per il maschilismo della nostra politica - avranno certamente sfumature notevolmente diverse. 
Pensiamo possa essere, questa, un'importante occasione per fare un quadro dei punti di vista. E per aprire un confronto utile a fare il punto: cioè a capire dove siamo, cosa vogliamo davvero, e cosa sarebbe meglio davvero fare per ottenerlo.

giovedì 28 marzo 2013

Roberta Agostini, coordinatrice donne del PD, risponde all'Accordo di azione comune

In seguito agli ultimi comunicati emessi, la coordinatrice delle donne dl Pd scrive all'Accordo di Azione comune per la Democrazia paritaria:
Carissime,
grazie per averci scritto in questo difficile avvio di legislatura. Nell’incerto quadro che il voto ci consegna, il dato positivo, dal quale non vogliamo tornare indietro, è l’elezione di tante donne e tanti giovani.
Come PD crediamo di aver fatto la nostra parte. L’aumento della presenza femminile è in gran parte anche dovuto al fatto che i nostri gruppi parlamentari sono composti quasi al 40% da donne per un totale di circa 155 elette.  Non si tratta solo di numeri o di un mero dato formale, ma incarna una scelta precisa ed un progetto di cambiamento:  ci siamo rivolti alle donne italiane come ad una speranza per il paese, avanzando proposte sul terreno della democrazia paritaria, del lavoro, del welfare, del contrasto alla violenza, per una piena cittadinanza femminile. Proposte costruite in un dialogo aperto con tante realtà associative e non solo.
In queste ore il presidente incaricato Pier Luigi Bersani sta svolgendo il tentativo difficile ma non impossibile, di un governo di cambiamento, per avviare le riforme che servono al paese e alle donne italiane.
Intorno a questa prova si gioca una partita molto importante anche per tutte noi che abbiamo a cuore la democrazia, i diritti, la piena partecipazione delle donne alla sfera pubblica. Nel condividere gli obiettivi che ponete nella lettera, mi auguro che sarà possibile nel futuro un lavoro positivo insieme.
Roberta Agostini, 28 marzo 2013

giovedì 21 marzo 2013

Una donna al Quirinale; nuova legge elettorale e riforma dei partiti. Le richieste dell'Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria

L'Accordo di azione comune per la democrazia paritaria chiede l'elezione di una donna alla Presidenza della Repubblica, una nuova legge elettorale e la riforma dei partiti; ecco il comunicato:
Le associazioni, reti e movimenti aderenti all’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria si felicitano del fatto che, secondo i dati  più recenti (fatte salve le convalide delle Giunte per le elezioni o eventuali  dimissioni), la percentuale delle donne elette nel Parlamento sia superiore rispetto alle prime stime e sfiori il 31%.
In dettaglio le donne parlamentari risultano essere 291, di cui 103 elette al Senato su 319 senatori (quasi il 30%) e 198 alla Camera su 630 deputati (sfiora il 30%). Si è ancora ben lontani dall’obiettivo di una presenza paritaria dei due generi, ma si tratta comunque di un passo avanti.
Di particolare e positivo significato l’elezione  a Presidente della Camera dei deputati di una donna, Laura Boldrini, cui le firmatarie del presente comunicato rivolgono fervidi rallegramenti e auguri.

Le firmatarie dell’Accordo rinnovano pertanto l’appello perché,  tenuto conto della  presenza in ogni campo di figure femminili di comprovata competenza ed eccellenza, capaci di prendersi cura delle più urgenti necessità del paese, si assegnino alle donne posti di responsabilità e di potere in tutte le cariche istituzionali.
E in particolare ritengono che si possa avanzare la proposta di eleggere una donna alla Presidenza della Repubblica.

Pur se permane la preoccupazione per la situazione di incertezza politica, col rischio di una breve durata della legislatura, le firmatarie dell’Accordo ribadiscono la richiesta che in ogni caso il nuovo Parlamento:
• metta mano subito alla modifica della legge elettorale introducendo regole elettorali rispettose del principio della democrazia paritaria e che, dunque, quale che sia il metodo elettorale adottato, prevedano norme di garanzia per la presenza  del 50% di donne nelle liste e per la  loro elezione, secondo i criteri contenuti nel documento sottoscritto dall’Accordo;
• adotti una legge che regoli il sistema dei partiti secondo l’articolo 49 della Costituzione, prevedendo anche norme per la parità di genere negli organi politici, in particolare quelli incaricati della selezione delle candidature;     
• aggiorni, rafforzandola, la legge 906 del 2012 in materia di trasparenza e di riduzione dei costi delle campagne elettorali. 
Roma  21 marzo 2013