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martedì 30 agosto 2022

Elezioni politiche 2022: spunti e proposte dell'eco-femminismo in un decalogo per il buon governo

L'ecofemminismo è nell'anima stessa di questo blog; ci uniamo quindi con forza alle eco-femministe che si rivolgono alle donne e agli uomini che disertano il patriarcato con una serie di spunti e proposte che meritano particolare evidenza in questi giorni di campagna elettorale.



Spunti e proposte rivolti, quindi, anche a tutte le formazioni che si presenteranno e che sperano nel voto di tante donne (e anche uomini) che da tempo si astengono perché non si sentono rappresentate.

Intervento e contributo quanto mai prezioso, perché è prioritario ora pensare a un nuovo modo di abitare il mondo e utilizzare le risorse, a nuove regole di convivenza; è l’ora di un cambio di paradigma, richiesto anche dagli obiettivi trasversali dell’Agenda ONU 2030, ratificati dall’Italia e ispirati dalla Piattaforma di Pechino del 1995, ancora vigente, le cui finalità sono riprese nel Piano NGEU e nei PNRR nazionali e soprattutto sono nella nostra stessa Costituzione.

Ora più che mai serve un Parlamento in cui l’esperienza femminista possa contribuire ad una politica capace di rispondere alle esigenze reali, con un governo democratico ed ecologista, attento alle donne e alle giovani generazioni, più che a riprodurre caste e perseguire interessi di lobby. L’eco-femminismo si impegna da decenni a promuovere relazioni eque tra le persone nel rispetto delle differenze, una società della cura, l’abbraccio alla Madre Terra e alle specie che la abitano, e vuole portare l’esperienza delle donne nella politica, vuole orientare voti verso chi sente queste stesse urgenze e promette di contribuire seriamente a dar loro risposta.

 

Ecco in un un decalogo i punti chiave e relativi propositi di buon governo delle eco-femministe:

 

1. La cura come stile politico complessivo e il riconoscimento concreto e formale del lavoro di cura, che venticinque anni fa a Pechino l’Italia si impegnò a conteggiare nel PIL, per ritrovare nelle politiche di spesa pubblica la necessaria e dovuta attenzione alle priorità delle donne e delle famiglie, ovvero dell’intera società nella quotidianità e concretezza dell’esistenza.

Il BES (Benessere equo e sostenibile) va considerato nella sua interezza a integrazione del PIL (Prodotto Interno Lordo) come riferimento per le politiche, perché è il benessere, in tutte le sue forme, a dover essere garantito.

Ne discende la Valutazione di impatto di genere (VIG) dei progetti ex ante ed ex post, la doverosa impostazione di statistiche disaggregate per sesso e la necessità in particolare del punto di vista ecofemminista nelle ricerche e nelle raccolte di dati.

 

2. Il lavoro, che la Costituzione mette a fondamento della Repubblica deve essere garantito a tutte e tutti con adeguata remunerazione e in condizioni che consentano ogni giorno, insieme al tempo per il riposo e per la libertà personale, un tempo per la manutenzione e la cura degli ambienti e delle relazioni, superando il modello sessista della divisione dei compiti.

Va garantito il tempo per figli e figlie ma anche per essere figli e figlie, amici e amiche, persone solidali nei piccoli/grandi collettivi umani dentro i territori in cui viviamo.

Il tempo per la cura di sé, degli affetti, degli ambienti, per lo sviluppo della propria cultura e dei propri talenti deve diventare l’orizzonte in cui ripensare tutto il lavoro anche attraverso l’uso responsabile delle nuove tecnologie soprattutto nell’ambito del digitale.

Nella transizione, legislativa e contrattuale, che muta l’organizzazione sociale, il lavoro gratuito di cura nelle case e nelle famiglie, che i dati evidenziano erogato prevalentemente dalle donne, va considerato da subito nella messa in atto di forme di finanziamento dei servizi anche attraverso dispositivi economici di facilitazione nel rapporto tra bisogni dell’utenza e bilanci delle istituzioni.

 

3. La transizione ecologica e il contrasto alla catastrofe climatica, a cui da tempo le ecofemministe lavorano per garantire la continuità della vita sulla Terra, si attuano con la bonifica dei siti inquinati e delle acque, l’economia circolare, le fonti rinnovabili, il riciclo e il riuso, il trasporto e la mobilità non inquinante, la riduzione drastica di emissioni CO2 e polveri sottili, la messa in sicurezza dei nostri territori sempre più minacciati dagli eventi climatici e dalla mano pesante dell’economia, la promozione dell’agroalimentare sano e dell’etichettatura corretta insieme alla tutela degli animali e all’eliminazione degli allevamenti intensivi.

Siamo impegnate da anni a chiedere la fine dei sussidi al settore petrolifero e ai combustibili fossili, l’eliminazione delle plastiche, lo stop alla cementificazione e all’industria delle armi.

La salvaguardia dei beni pubblici, a cominciare dall’acqua, del paesaggio e degli animali con una seria e programmata politica incentrata sulla manutenzione dell’esistente, la salvaguardia della bellezza e della ricchezza del paesaggio naturale e della biodiversità, del nostro patrimonio storico, artistico, culturale che non solo crea lavoro – soprattutto per donne e giovani (donne e uomini) –, ma qualifica il nostro territorio e la sua capacità di accoglienza, lo rende complessivamente più protetto, più bello, più accessibile e fruibile (Convenzione di Faro).

La cura, la messa in sicurezza, la manutenzione, la protezione del territorio, fermandone il consumo per attività speculative, il contrasto al dissesto idrogeologico sulle coste e nell’interno, la difesa delle spiagge e degli arenili, la riqualificazione urbana a partire dagli edifici pubblici, scolastici e residenziali, un piano di investimento nell’edilizia pubblica agevolata per realizzare il diritto alla casa, la modernizzazione delle infrastrutture di mobilità pubblica ora inefficiente, i collegamenti interni, tra regioni e con gli altri Paesi sono ambiti importanti per la creazione di qualità di vita e di lavoro, di democrazia partecipata.

Vanno fermate le “grandi opere”, inutili per le comunità, invasive per l’ambiente, colpevolmente onerose oltre alle svendite, le privatizzazioni, i tagli ai beni e servizi pubblici.

Va messa in atto una “nuova pedagogia dell’abitare” che, a partire dalla prima infanzia, alimenti relazioni di rispetto e di convivenza con tutti gli esseri viventi nella delicata rete di connessioni che formano l’ecosistema.

 

4. La salute pubblica, non più tutelata da un SSN messo in crisi dalla pandemia, va salvaguardata con servizi territoriali adatti alle nuove esigenze, con un nuovo progetto per i Consultori Familiari, da anni oggetto di depauperamento progressivo, con la diffusione del co-housing (co-abitare), come nuova frontiera dell’abitare collaborativo in luogo delle RSA, con la prevenzione, diffusa sul territorio, delle pandemie e delle malattie da inquinamento, con lo sviluppo delle cure domiciliari che evitino il ricorso frequente alle ospedalizzazioni.

Va assicurato il diritto all'accesso alla sanità pubblica finanziata nella misura sufficiente a garantire in maniera uniforme sull'intero territorio nazionale il blocco dell'esternalizzazione, l'efficienza tecnologica, il numero adeguato di posti letto e la realizzazione delle attività socio-sanitarie territoriali per la prevenzione, la diagnosi e la cura e per la gestione domiciliare delle malattie cronico degenerative.

 

5. Nascere bene è il primo diritto che società e Stato devono garantire.

Il modello assistenziale di cura alla donna è negativamente impregnato di pregiudizi che ostacolano il cambiamento culturale verso scelte consapevoli e autonome in tema di salute femminile riproduttiva e sessuale. Nel rapporto dell’assemblea generale delle Nazioni Unite del 2019 la violenza ostetrica è stata riconosciuta come una violenza dei diritti umani di salute riproduttiva che scaturisce da pregiudizi e stereotipi sulla maternità e sul ruolo della donna.

In Italia la violenza ostetrica non è reato, mentre la medicina e le cure per le donne non sono ancora regolarmente praticate. La salute sessuale e riproduttiva e le scelte connesse devono essere rispettate e garantite dal momento della nascita fino alla menopausa. Contraccezione, aborto ed esami ed eco in gravidanza devono essere realmente a disposizione gratis nei Consultori. Il personale sanitario tutto sia formato alla medicina di genere.

Nascere bene è una questione di libera scelta della madre che incide anche sulla vita futura di chi nasce. Va affrontata la piena attuazione della Legge 194 anche attraverso normative che consentano solo a personale infermieristico e medico non obiettore di partecipare ai concorsi pubblici.

Va assicurata la possibilità di adozione per persone singole e coppie di fatto, indipendentemente dal sesso e dall’orientamento sessuale, fatte salve semplicemente le condizioni di idoneità genitoriale.

 

6. La violenza sulle donne non è disgiunta dalla violenza sull’ambiente; l’uomo ha infatti concepito la donna e la natura come “a sua disposizione”. Ora che le donne affermano e praticano con più determinazione la loro soggettività, femminicidi e altri crimini sessuali si intensificano.

Condanniamo ogni forma di mercificazione del corpo femminile.

Chiediamo la piena applicazione della Convenzione di Istanbul contro la violenza maschile sulle donne e la violenza domestica anche nel rispetto dei richiami del GREVIO.

Trattandosi di un fenomeno culturale è necessaria la formazione e informazione di operatori ed operatrici insieme a:

sospensione della potestà genitoriale per chi agisce violenza; braccialetto elettronico; allontanamento immediato dalla dimora che va preservata per la donna;

lavoro costante per abolire il fenomeno della prostituzione, con conseguente difesa della Legge 75/1958 (Legge Merlin); introduzione del modello nordico che prevede punibilità dei clienti e sostegno alle donne per uscire dal sistema prostituente;

abrogazione della Legge 54/2006 sulla bigenitorialità imposta, per la quale centinaia di minori sono stati strappati da madri che hanno denunciato il padre per violenze e abusi sessuali;

formazione e informazione, insieme ad attenzione costante delle istituzioni, per impedire l’utilizzo in forme subdole della PAS, o sindrome di alienazione genitoriale, (già dichiarata inesistente sul piano scientifico) nei tribunali, a danno delle donne e dei figli/e.

E’ l’ora anche di aiutare e risarcire le donne vittime delle mafie e di maggiori investimenti e maggiore diffusione del protocollo “liberi di scegliere” che permette alle madri, mogli di boss mafiosi, di strappare se stesse ed i loro figli ad un destino già scritto.

 

7. Una nuova politica sull’immigrazione per fermare le morti dei migranti e delle migranti in mare, sui confini europei e nei lager libici, gli stupri e le violenze sulle donne “bottino di guerre”: è un tema urgente. Non è più tollerabile una narrazione delle migrazioni come invasioni e come problema di sicurezza. Le leggi, le normative e i Memorandum che attualmente regolamentano l’immigrazione devono essere modificate in base ad una politica umana e civile che salvaguardi le vite, in accordo con l’UE, abolendone alcuni, come gli accordi con la Libia e i decreti vigenti.

E’ l’ora di promuovere realtà virtuose di accoglienza e inclusione sociale e lavorativa dove i/le migranti possano vivere in armonia e crescere con le comunità che li accolgono. Vanno riviste regole e criteri per l’acquisizione della cittadinanza con forme di automatismo per chi nasce in Italia.

 

8. Riforme e investimenti per la Scuola Pubblica, per uscire da un modello patriarcale di gerarchia imposta e di competizione nella consapevolezza che le future cittadine e i futuri cittadini hanno il diritto di ricevere la migliore educazione in luoghi adeguati e con un ordinamento scolastico che rispetti ed attui le indicazioni nazionali e le linee guida esistenti che puntano ad una cittadinanza consapevole, attiva e perciò responsabile lungo tutto l’arco della vita non sono più procrastinabili. L’educazione al pensiero critico ed un uso responsabile delle tecnologie e dei social media si rivela fondamentale inoltre per contrastare atteggiamenti di omologazione, bullismo, violenza e sviluppare la cittadinanza digitale consapevole.

 

9. Fisco

Vanno attuate con determinazione

la lotta all’evasione fiscale e le riforme che ne riducano la possibilità concreta

la riforma fiscale per un’equa e progressiva distribuzione del prelievo sui redditi come previsto dalla Costituzione

la tassazione sui grandi patrimoni e lavoro per accordi internazionali contro le fughe di capitali nei paradisi fiscali

il recupero dei finanziamenti accordati ad aziende che hanno delocalizzato l’attività in altri Stati con la finalità di aumento dei profitti e sfruttamento di lavoratori e lavoratrici.

10. Spese militari

Siamo nonviolente e da sempre vogliamo che la guerra esca dalla Storia. Il dialogo, basato sul confronto e sul rispetto reciproco alla base delle relazioni etiche e femministe deve essere strumento di pace nei conflitti anche e soprattutto armati. In questa direzione va la richiesta di un sistema di difesa europeo.

Occorre un piano di riduzione degli investimenti sugli armamenti e per la riconversione delle aziende produttrici insieme a una riqualificazione dell’esercito come forza di gestione nonviolenta dei conflitti.




sabato 13 febbraio 2021

Invito al Generation Equality Forum 2021: per lanciare un programma di azioni concrete sui diritti delle donne

Cos’è il Generation Equality Forum 2021? un evento globale, e primo vertice diplomatico dalla Conferenza di Pechino del 1995, organizzato da UN Women per promuovere i diritti delle donne.

Si svolgerà quest’anno in due fasi: in videoconferenza dal 29 al 31 marzo a Città del Messico e in giugno a Parigi (in modalità ibrida).

Lo scopo del forum è fare il punto sugli ultimi 25 anni in tema di diritti delle donne e parità, che avanzano troppo lentamente e, soprattutto, sono costantemente sotto attacco in tutti gli ambiti: politico, economico, sessuale e riproduttivo, sociale e sanitario, e di dare nuovo impulso al loro avanzamento.  

Il Forum si propone quindi di generare una tabella di marcia basata su un programma di azioni concrete, da avviare a Parigi nel giugno 2021 e da implementare nell’arco di cinque o dieci anni. Al di là degli strumenti legali promossi per tutelare i diritti delle donne (dalla Convenzione di Istanbul del Consiglio d'Europa, alla Convenzione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne, alla Dichiarazione di Pechino e la sua Piattaforma d'azione) mancano ancora adeguati mezzi di azione per attuare tali diritti, che garantiti in teoria ma non in pratica restano troppo spesso sulla carta.


Il Forum individua quindi 6 temi prioritari: 

lotta alla violenza di genere 

diritti e giustizia economica 

ruolo delle donne nella lotta contro il riscaldamento globale

ruolo delle donne nella tecnologia e nell'innovazione

diritti sessuali e riproduttivi e salute

movimenti e leadership femministi

Sui quali creare altrettante “coalizioni d'azione”. Se nel vostro ambito di attivismo o di interesse professionale o politico siete interessate ad esprimervi e a partecipare al dibattito potete farlo, iscrivendovi e interagendo con il gruppo (o i gruppi) di discussione che preferite.

Ci auguriamo porteremo in tante competenze e idee, perché questo Forum può essere una importante opportunità di partecipazione per noi donne e per dare impulso affinché il Consiglio d'Europa acceleri il processo di universalizzazione della Convenzione di Istanbul, a dieci anni dalla sua firma, proprio nel maggio 2021. 

A vent'anni dalla risoluzione 1325 delle Nazioni Unite su donne, pace e sicurezza, sottolineiamo che sarebbe bene fare emergere anche questo tema e la sua profonda connessione con il “ruolo delle donne nella lotta contro il riscaldamento globale”.


Per partecipare iscrivetevi e iniziate, semplicemente attraverso questo link: Speak up for Gender Equality 



domenica 11 maggio 2014

Fermiamo il matricidio. Salviamo #MadreTerra

Quando si parla di cambiamento climatico appare sempre come qualcosa di astratto: pochissimi davvero se ne preoccupano: troppo difficile realizzare di cosa si tratta davveroCerto, può aumentare la temperatura e alzarsi il livello del mare, ma che significa in realtà, per me personalmente, cosa significherà per i miei figli?
Possiamo farci un'idea su Un mondo sott’acqua: il sito (creato dalla piattaforma di crowdfunding ambientale Carbon Story), combina immagini di Google Street View con grafici a onde mostrando come l'innalzamento già in atto del livello del mare cambierebbe lo stato fisico di siti famosi, così come delle vie sotto casa nostra. Con ciò dà l'opportunità di comprendere concretamente di cosa si parla - sperando sempre più persone vogliano partecipare alla soluzione del problema; e un modo è attivarsi per compensare le emissioni utilizzando proprio le indicazioni Carbon Story, e di attivarsi nella comunicazione - ma soprattutto è ai politici e alle politiche che parliamo.
Alcune foto realizzate mostrano come si presenteranno, se non si frena la tendenza attuale, luoghi di monumenti famosi da Roma a Mosca, da Parigi a New York. Ma ancor più interessante è la funzione del sito che consente di visualizzare qualunque zona – anche quella sotto casa nostra – rendendo più concreta la percezione della realtà che ci aspetta.
In realtà la versione fornita non è scientifica, ma solo indicativa: perché non si basa su dati specifici locali del potenziale livello del mare, ma genera automaticamente, per ogni zona, un grafico di onda standard. Non rispecchia il diverso comportamento a seconda dell'altezza geografica: dunque alcune aree, nella realtà, potrebbero presentarsi molto più sommerse oppure meno. Per questo un altro strumento meno appariscente ma più preciso, il Surging Seas, stima dove e quanto salirà il livello del mare, fornendo per alcune città anche dati su densità di popolazione, valore delle proprietà e vulnerabilità sociale dei diversi quartieri.
Strumenti utili, perché guardare concretamente la direzione che ha preso il pianeta aiuta a capire: come riferito nel marzo scorso dal gruppo intergovernativo ONU sul cambiamento climatico, i cambiamenti in atto stanno già alzando il livello del mare e l’acidificazione degli oceani. Se lasciato incontrollato questo processo devasterà l'approvvigionamento di cibo scatenando ulteriore insicurezza alimentare e guerre nel mondo.
Non ne abbiamo ancora abbastanza di crisi, povertà e conflitti? Non è di questo che dovrebbero occuparsi i nostri governanti? Di dare sicurezza e pace?
Il futuro è fatto solo di questo: sicurezza e pace. Cose che non si ottengono venerando astrattamente l’idea di una “crescita” che non si può ottenere perpetuando sistemi volti a consolidare potere personale, concentrazione di ricchezze nelle mani di pochi, incremento di strumenti d’azione utili a farsi guerre l’un l’altro. Né ci consola la certezza che con noi sprofonderanno anche gli scranni dei politici, se continuerà la cieca politica predatoria che, sola, domina da sempre:
Pace. Salvaguardia del clima. Rispetto e difesa delle risorse. Salvezza delle foreste e del suolo. Libertà dei semi. Libertà alimentare. E – conditio sine qua non perché tutto questo sia perseguito e ottenuto: vera partecipazione femminile. Educazione, cultura del rispetto. 
Noi vogliamo questi temi in cima all’agenda: nessuno parli di equità e di crescita senza dimostrare di averci capito qualcosa e dunque di sapere dare, a tutto questo, vera priorità politica.
Non a caso questo post esce oggi, cosiddetta Festa della Mamma. A tutte le madri - naturali o adottive, auguri. A tutte le non-madri anche. Ma ricordiamo che abbiamo una sola madre che ci ha generato e ci ricomprende tutti: ed è Madre Terra.
Ottimo giorno, dopotutto, per invitare ad aprire gli occhi: fermiamo il matricidio.

venerdì 21 marzo 2014

L'inverno più caldo, le decisioni più urgenti: per il clima serve una svolta. Immediata

Strano inverno, vero? E di colpo è il 21 marzo, e tra ieri e oggi uno dei più importanti incontri per le decisioni - dalle relazioni internazionali al clima - che ci riguardano più da vicino: quelle che possono determinare salvezza o accelerazioni verso un baratro fin troppo annunciato. 
Entro il 2015 si decidono troppe cose, non possiamo confidare nei nostri "saggi" governi: tocca a noi tirare dal lato giusto - e fa piacere che una pioggia di suggerimenti stia investendo Renzi su twitter. Una preghiera: alziamo l'intensità di questi richiami. Partiamo da qui. Smettiamo di pensare che esista qualcosa, qualunque cosa, più rilevante o urgente del dare uno stop alla tragedia climatica. No pianeta, no tutto il resto.
Riflettiamo un momento. E' incredibile che siamo ancora tutti così inerti. Ma davvero crediamo che qualcuno ci salverà, se non lo facciamo noi stessi? che i potenti che hanno portato il pianeta a questo stato faranno qualcosa di serio per spontanea iniziativa..? No. Serve che le donne comprendano il rapporto fra condizione femminile e ambiente. Serve che le donne, per prime, non guardino più a obiettivi separati e coltivino visioni di insieme. Serve combattere il militarismo e farlo in una dimensione più consapevole. Serve che tutti i movimenti per i diritti e la pace si stringano intorno alle donne. Serve un nuovo asse fra tutti gli attivismi, che metta al centro madre terra. Serve tenersi attentamente aggiornati sui segnali positivi e la nascita di nuovi strumenti - e usarli. Serve capire che non si può più aspettare. 
Il momento di agire è adesso.
Qui le priorità dell'Europa secondo la presentazione di Barroso. Ma una cosa è ormai appurata: come documenta il video che vi presentiamo, quando gli enti ufficiali pongono obiettivi che sembrano ambiziosi, stiamo giocando già molto al ribasso. Tocca a noi - solo a noi - premere per correggere il tiro.