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domenica 26 luglio 2015

Ricordando Rita Atria, la picciridda di Borsellino che sfidò tutti e fu abbandonata

Ora che è morto Borsellino, nessuno può capire che vuoto ha lasciato nella mia vita. Tutti hanno paura ma l'unica cosa di cui ho paura io è che lo Stato mafioso vincerà e quei poveri scemi che combattono contro i mulini a vento saranno uccisi
Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c'è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarsi. Borsellino, sei morto per ciò in cui credevi ma io senza di te sono mortaRita

Non erano parole vuote: dopo l'assassinio del giudice Rita restò sola, tanto sola che si gettò dalla finestra; era il 26 luglio del 1992. Aveva solo 17 anni, e aveva avuto il coraggio di un esercito. Era fimmina lingua longa e amica degli sbirri. 
Al suo funerale, il prete seppe dire solo: Signore perdonala perché ha rovinato tanti padri di famiglia (!!); grazie al cielo fra le donne presenti molte si girarono, e gli voltarono le spalle in segno di protesta.
Ma per paura di ritorsioni perfino sua madre, perfino dopo la sua morte, continuò a rinnergarla. Una donna che aveva subito dal marito-padrone e mafioso una vita di abusi e che non era stata capace di trovare una via di riscatto per sé né per questa figlia mai amata, non voluta e frutto di violenza
Resta l'associazione antimafia intitolata a Rita. è qui, e nel sostegno che ognuno di noi continuerà a dare ad associazioni come questa, che resta e continua ad agire, il segno lasciato da questa coraggiosa donna nel mondo.


sabato 23 maggio 2015

23 maggio del 1992. Lo dico ai responsabili

C'è gente che è stata ammazzata eppure è viva; e altri che credono di essere vivi e invece sono morti.
Gli occhi innamorati di Falcone che parla e sorride sono istanti straordinari su cui, dopo la narrazione di tante brutture, si chiude questo video:


e ci dicono una cosa chiaramente: non sempre chi ha perso - al punto di perdere la vita - ha avuto la peggio. Quelli a cui va peggio sono quelli che fanno una vita infame in cambio di cosa? un potere e denaro male utilizzati, e che dunque sono solo polvere.
Perciò si, come narra questo video: Lo dico ai responsabili: all'inferno ci siete già. Tu che guardi ricordati: se vuoi la gioia solo l'amare, solo il conoscere conta.

domenica 22 dicembre 2013

Rivogliamo Bellezza contro le mafie: e contro ogni vacuità e idiozia

Scrisse Gio Ponti che – in termini di distruzione - l’uomo è il più feroce alleato del tempo, ed è la Bellezza, la struttura e il materiale più resistente, che si oppone alla distruzione dell’uomo. 
Ma la Rai non lo sa.
I media che dovrebbero informare e dare un fondamento alle conoscenze (e alla coscienza) delle persone hanno perso ogni cognizione di cosa sia la Bellezza e sono invece tutti dei Master and Commander in stupidità, violenza, sporcizia e vuoto (e non parliamo a casaccio: è ora di fare un report delle percentuali di contenuti televisivi che riversano nelle menti delle persone solo violenza e idiozia). E ora, se non si riuscirà a far fare marcia indietro a questa spregevole decisione, da gennaio la nostra Tv di Stato (come si può più chiamarla “pubblica”?) taglierà anche “La bellezza contro le mafie”. Decisione in piena linea con la "cultura" che questo paese indecente trasmette ai propri figli:


I tagli, dicono. Tagli di che?? Chiediamo noi? E a fronte di quali rinsaldamenti, vogliamo sapere? Per problemi di “budget” viene “tagliata” una trasmissione condotta da una sola donna coraggiosa, che, senza né spese significative (senza nemmeno una redazione!), produceva per tutto il paese un lavoro prezioso. Non prendiamoci in giro. Ecco un appello da leggere e che, ci auguriamo! vorrà produrre qualche ripensamento: 

Da gennaio la nota trasmissione radiofonica di Radio 1 Rai "La Bellezza contro le mafie" non andrà più in onda. I tagli, dicono. Si “abbatte”, quindi, un programma serio, che costa pochissimo e che, in soli 4 anni, grazie allo straordinario lavoro di una giornalista sensibile e preparata come Francesca Barra, ha saputo raccontare 2000 storie. Storie di mafia, di vittime innocenti, di giustizia, di speranza, di riscatto.

Francesca, con la sua trasmissione, è stata per noi un punto di riferimento impareggiabile. Ha saputo fare informazione e, nel contempo, è stata in grado di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema difficile e complesso. Senza “La bellezza contro le mafie” molte delle storie di uomini e donne uccisi per la propria onestà e il proprio coraggio sarebbero rimaste nell’ombra, tra le quattro mura delle nostre case.
Operare questo taglio significa perciò lacerare ancora una volta la memoria delle vittime innocenti e infrangere le speranze dei loro familiari, impegnati quotidianamente a difenderne la dignità e il vissuto.
Abbiamo appreso con grande rammarico di questa decisione ma siamo certi che la Rai farà un passo indietro, consentendo a Francesca Barra di andare avanti nel suo esercizio di verità e di diffusione della migliore cultura antimafia.
Siamo venuti a conoscenza anche del fatto che il programma non avesse una redazione. Francesca lavorava da sola. Ci auguriamo che l’azienda voglia cogliere al volo pure l’opportunità di far crescere “La bellezza contro le mafie”, incoraggiando l’inserimento di nuovi aspiranti giornalisti, che tanto hanno da dare ad una trasmissione utile e gradevole, al servizio pubblico e all’intero Paese.
I primi firmatari: Sonia Alfano, Don Luigi Ciotti, Angela Napoli, Salvatore Borsellino, Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Movimento Agende Rosse, Centro Studi Pio La Torre, Giulio Francese, Umberto Lucentini (Giornalista), Angelo Meli (Giornalista), Luca Ussia (Dir. editoriale Rizzoli), La redazione di Antimafia Duemila, La redazione di Asud’Europa, Comitato Ventitré Maggio, Centro Studi Paolo Giaccone, Cittadinanza per la Magistratura, Fondazione Progetto Legalità, Radio 100 passi, Luigi Furitano, Associazione Terranostra contro le mafie di Agrigento