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martedì 20 ottobre 2015

Considero valore: battersi per il futuro del pianeta e dei nostri figli. Considero valore: la libertà di espressione

Considero valore: battersi per la difesa dell'ambiente e del territorio. Per la tutela del futuro e dei beni pubblici contro gli interessi privati. 
Nella battaglia della valle contro la TAV, vedremo ora che sarà dei collegati processi per terrorismo. Assolto al processo per "istigazione a delinquere", Erri De Luca ha dichiarato: «Confermo la mia convinzione che la linea sedicente ad Alta Velocità vada intralciata, impedita e sabotata per legittima difesa del suolo, dell’aria e dell’acqua. Questa assoluzione non è (solo) una mia vittoria, è stata impedita un’ingiustizia e ripristinata la legalità dell’articolo 21. Come ostinato cittadino di questo paese non mi sarei fatto togliere la cittadinanza da nessuna sentenza. Ora mi sento tornato uno qualunque e la Valle di Susa resta una questione che mi riguarda. Di questo processo mi rimane la grande solidarietà delle persone che mi hanno sostenuto in Italia e Francia [giornalisti e intellettuali] che non hanno mai espresso solidarietà sono degli assenti e si notano, si sono presi la responsabilità della loro assenza». 


Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura un pasto, 
un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, 
due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi
vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, 
riparare un paio di scarpe, 
tacere in tempo, 
accorrere a un grido, 
chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, 
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, 
la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.

sabato 22 agosto 2015

Chiamata a tutte le donne: torniamo indietro, verso il futuro

TreeSisters è una campagna promossa da donne che chiamano milioni di altre donne a supportare la vegetazione nel mondo e l'empowerment femminile. Qualcosa che richiama alla mente non solo la grande Wangari Maathai, con il suo Green Belt Movement, ma anche, per analogia, un meraviglioso progetto, nato in difesa dell'ambiente e delle donne, che ha luogo in India (ormai da 8 anni) a Piplantri, nel Rajasthan.
Qui, deforestazione ed estrazioni minerarie avevano causato una tale desertificazione che era divenuto impossibile attingere acqua a meno di 200 metri di profondità. Nello stesso tempo, gli aborti selettivi (come in gran parte dell'Asia) avevano drasticamente sbilanciato il rapporto fra i sessi dei nuovi nati, riducendo il numero delle bambine. Ma dal 2007, per ogni bimba che nasce, 111 alberi da frutto vengono piantati, e una somma di denaro è messa a disposizione della famiglia, che la potrà ritirare solo dopo diversi anni, se la piccola verrà educata e non sarà data in sposa prematuramente: facciamo firmare ai genitori un accordo per cui loro si impegnano a mandare la piccola a scuola regolarmente, a non cederla in "sposa" da bambina, e a prendersi cura degli alberi piantati in suo nome.
Per difenderli dalle termiti, intorno a questi alberi vengono seminate anche molte piantine di Aloe Vera, che per le sue preziose proprietà viene trasformata e commercializzata in molti modi. Così è partito anche un progetto di formazione delle donne che ha dato vita ad attività di produzione e vendita di molti prodotti derivati.
In questi anni sono state piantate in questa zona centinaia di migliaia di alberi (erano oltre 250.000 già nel 2013!) che hanno ridato fertilità alla terra, e oggi l'acqua si trova a soli 3 metri. Mentre cresce il numero delle bambine cresce anche il benessere dell'intera comunità, anche violenza e criminalità sono praticamente scomparse. Un circolo virtuoso e vitale che fa si che la nascita di ogni nuova bimba crei ricchezza e salute che si moltiplicano in favore di tutti, grazie alla generosità e all'intelligenza di chi l'ha promosso: Shyam Sundar Paliwal, un decano del villaggio che ha voluto così onorare la memoria della propria figlia scomparsa, Kiram.
Se volete appartenere a una rete globale capace di miracoli come questo, e contribuire a sostenerla, potete collegarvi al movimento treesisters. Lo trovate qui, con la sua chiamata a tutte le donne: torniamo indietro, verso il futuro. Riforestiamo il Pianeta.

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E per l'ennesima volta, poiché parliamo di chiamate alle donne, e delle donne, vi ricordiamo la chiamata urgente delle donne per il clima.



Perché molto si può fare, ma va fatto adessoNon si può più aspettare.

giovedì 1 maggio 2014

1° maggio amaro. Ma come si cambia rotta?

1° maggio amaro se, come osserva Susanna Camusso, è ormai una "festa della disoccupazione", più che del lavoro. Non più un giorno di festa, dunque: questa giornata sempre più torna ad acquisire il significato di un momento di lotta: per politiche totalmente diverse. Vogliamo lavoro. Vogliamo sia riconosciuto anche il lavoro domestico e di cura. Vogliamo il pane e vogliamo anche le rose. Vogliamo più #Politicafemminile. Perché un cambiamento di rotta si trae solo dal coltivare la pace, curare l'ambiente, combattere la corruzione. 
No, le vecchie logiche non cambieranno nulla - né risolve "flessibilizzare". 
Serve una #riconversione.