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mercoledì 22 aprile 2020

Due bilanci in contrasto

di Pietro Omodeo sr
Ecologo: vorrei essere ascoltato
Economista: perdi tempo, sei uno contro 8 miliardi e non dici cose interessanti, io metto un po' di soldi in tasca alla povera gente, do le direttive alla politica.
Politico, siciliano n. 1: sono io che elargisco i soldi da mettere in tasca alla povera gente attraverso il reddito di cittadinanza.
Medico incazzato: foglie secche, non soldi!
Economista: devono essere finanziati i fabbricanti di bare, mancano dappertutto, e c'è molta richiesta!
Economista illuminato: finanziare i costruttori di bare padani, i ricoveri: è lì che muore più gente
Grillo parlante: fate i conti senza l'oste, pagare con i debiti non è sana economia



Ecologo: insomma, oggi è la giornata del pianeta Terra, dovete ascoltarmi, il pianeta ha la febbre alta e va curato d'urgenza.
Economista: lasciamolo parlare, a patto che non dica sciocchezze.
Politico: lascialo dire, devo tastare il polso dell'elettorato.
Economista: fiato sprecato, e i verdi sono una minoranza trascurabile, il 2% dell'elettorato. La vera urgenza è finanziare i petrolieri che sono allo stremo.
Medico incazzato: chiudere le case di riposo, e mandare tutti i pensionati in crociera, così si eliminano gli sprechi e si alleggeriscono le finanze dell'INPS.
Economista: questa l'ho già sentita, è una spiritosaggine stupida e macabra. Parliamo chiaro, proposte positive!
Ecologo: stupidaggine vera, troppo ripetuta è quella di riaprire i pozzi di petrolio, e far ripartire i consumi.
Economista: lo sapevo io, questa è una riunione di condominio, tutti vogliono aver ragione, non si decide mai nulla di serio, per fortuna sono i verdi quattro gatti, lasciamoli all'opposizione, facciano bilanci perfetti.
Politico all'opposizione: l'opposizione siamo noi e i verdi non li vogliamo, e non si facciano   sentire quegli inetti che non pensano ad altro che alla poltrona, stanziano cifre ridicole. Guardate alla potenza mondiale, loro stanziano trilioni per rimettere in moto l'economia.
Grillo parlante: foglie secche, riempite le tasche di foglie secche.
Primo coro di benpensanti: fatelo tacere, imbavagliatelo.
Secondo coro di benpensanti: il bavaglio non basta, bisogna usare un martello, schiacciamolo.
Primo coro di benpensanti: attenzione, non si deve abusare della forza.
Secondo coro di benpensanti: guardate all'America, per prima cosa provvista di armi, non di cibo! alle adunanze bisogna andare armati. Guardate la prima potenza economia industrializzata: la recessione è la cosa peggiore che può accadere, bisogna evitarla, costi quel che costi!
Una sedicenne: basta con queste scene, io voglio un futuro e un mondo vivibile!


Coro di benpensanti: anche le pulci hanno la tosse!
Politico: scusi, cosa dicono, c'è un frastuono tremendo.
Economista: è un antico modo di dire, anche le persone insignificanti pretendono di dire la loro. Pura perdita di tempo!


Ecologo: sono parole sensate, il rischio è autentico, anch'io so fare i bilanci: c'è un equilibrio da raggiungere sulla superficie della Terra: gli animali producono anidride carbonica e i vegetali con la fotosintesi clorofilliana producono O2  necessario a tutti i viventi. Nel bilancio proposto dall'economista ci sono due errori pericolosi, un errore è quello delle insussistenze passive che si hanno quando, per esempio, bruciano i boschi in Australia e foreste in Amazzonia, un secondo errore è quello della inadempienza passiva, poiché si bruciano tutte le riserve che potrebbero tamponare il deficit: i combustibili fossili. Il deficit è causato da 1.2 miliardi di automobili, da un numero maggiore di sistemi di riscaldamento. Il traffico aereo in un giorno consuma l'ossigeno (O2) che serve ai neonati di quel giorno per diventare adulti. Il riscaldamento globale fa avanzare il deserto su centinaia di migliaia di chilometri quadrati ogni anno. La Sicilia è esposta a questa desertificazione, vi cresceranno solo i Fichi d'India che producono ossigeno e trasformano il carbonio dell’anidride carbonica (che causa l'effetto serra) in materiale organico, gli ultimi a resistere alla febbre del Pianeta. I politici si agitano nel parlare di Fase 2, e di miliardi da investire, ma non vedono che c'è una situazione più pericolosa che l'umanità sta correndo.
La pandemia è l'ultimo avvertimento che le cambiali che compaiono nel bilancio degli ultimi anni sono da pagare; con un'austerità che può essere affrontata anche con letizia.
Il 22 aprile è la Giornata mondiale della Terra.
Aprile, il più crudele dei mesi, cantava Eliot. La frase compare proprio nel poema "La terra desolata" del 1922, ricordando forse la pandemia di Spagnola, con decine di milioni di morti, la cui più grave sequela è stata l'encefalite letargica.
Pietro Omodeo sr, 22 aprile 2020, 
nel giorno della Giornata mondiale dedicata al Pianeta Terra

sabato 18 aprile 2020

Covid19: cause e soluzioni. Pietro Omodeo sr.: ripartire al più presto ma per dove?

Ripartire al più presto, ma per dove? - scrive Pietro Omodeo
Ecco le sue opinioni e i dati con cui sostiene le sue esortazioni a una ripresa che non ci conduca dalla padella nella brace: 
Si sente dire alla televisione e si legge sui giornali: bisogna ripartire al più presto. L'impazienza, la vivacità delle esortazioni lasciano capire che sono tanti quelli che vorrebbero ripartire, anche prima che la pandemia sia stata messa sotto controllo.
Ripartire al più presto, ma per dove? Ripartire al più presto, ma in quale direzione?

In alcuni casi è chiaro che molti imprenditori vorrebbero incrementare i consumi per accrescere la produzione e permettere una vita di grande scialo quale quella che per vari decenni è stata vissuta nei paesi più industrializzati (i 6 Grandi, divenuti poi gli 8 Grandi, e poi i 10 Grandissimi). Per alcuni imprenditori ripartire al più presto vuol dire ripristinare l'antico, ritornare al vecchio, all'economia suicida. Parole grosse, può pensare qualcuno; ma non è così. Guardiamo alcune cifre: nel giro di pochi decenni il numero di animali domestici allevati sul pianeta per l'industria della carne ha superato i 24 miliardi di capi: Bovini: 1,3 miliardi - Suini: oltre 1,2 miliardi - Ovini: 1 miliardo. [Circa 200 milioni di capi sono oggetto di macellazione quotidiana].
Tutti questi capi di bestiame respirano producendo anidride carbonica (CO2) che i vegetali devono convertire in ossigeno (O2) e materiale organico. Va notato però che bovini ed ovini (ruminanti) immettono anche metano (CH4) nell'atmosfera, che nessuno e niente può intercettare, e che contribuisce ad aggravare l'effetto serra. I soli bovini emettono più di un terzo del metano, gas che riscalda l’atmosfera 20 volte più dell’anidride carbonica.
Di fronte a cifre di questa entità non c'è bisogno di riunire una commissione di esperti per dichiarare insostenibile lo sfruttamento che è stato instaurato nel pianeta nel nuovo millennio, e per trovare l'aggettivo più adatto per definire il tipo di economia che alcuni intendono continuare a perseguire nel dopo-pandemia.
L'accumulo di metano e anidride carbonica producono l'effetto serra responsabile del riscaldamento della superficie del pianeta. Questo riscaldamento incrementa di molte volte la violenza degli uragani, delle inondazioni e delle frane, nonché la velocità di scioglimento dei ghiacciai con conseguente innalzamento del livello degli oceani. Di simili guai siamo stati tutti testimoni, e talvolta vittime, negli ultimi anni.
Va aggiunto che il riscaldamento globale si estende anche alle masse d'acqua degli oceani, mettendo a rischio la sopravvivenza degli organismi che vi vivono. Va notato inoltre che l'aumento della anidride carbonica, superato un certo livello, nuoce all’efficienza della fotosintesi dei vegetali, che ne soffrono in misura diversa secondo la specie.
Questo vuol dire che nei paesi progrediti si debba consumare meno? Che si debba ritornare a un intollerabile clima di austerità?
Nei programmi governativi di molti paesi è stabilito che non si deve per nessun motivo tornare all'austerità. Ma è proprio vero? Esiste qualche modello di riduzione dei consumi, per i dieci Grandissimi industrializzati, che ci renderebbe più felici e sereni?
Siamo stati avvertiti da molti eventi catastrofici, dei quali la pandemia non è certamente l'ultimo, che sì, è necessario programmare la ripresa, ma tornando indietro: non di un paio di decenni ma di molti decenni o più ancora, tenendo ferme tuttavia alcune conquiste (la maggiore conoscenza scientifica, l'arricchimento in energia riciclabile, l'efficienza delle comunicazioni); puntando a un progresso in questa direzione per l'intera umanità e non dimenticando il progetto di raggiungere altri pianeti.
Tutto questo detto senza ira. L'ira e la furia saranno altrimenti quelle degli elementi: aria e acqua, terra e fuoco (e pandemie).
Pietro Omodeo Sr., Ripartire, ma per dove? 15/4/2020  

nel video che segue, una breve conversazione con Pietro Omodeo, che risale al 2010:



Per approfondire il tema dell'insostenibilità dell'industria della carne, vedi anche:
Cowspiracy ( < a questo link trovate il documentario integrale con sottotitoli in italiano).

Dopo un'intera vita dedicata agli studi sulla vita, e anche ora dopo aver superato la soglia dei 100 anni, Pietro Omodeo ancora mette a disposizione la sua esperienza e le sue conoscenze, restando attivo nella ricerca e nella divulgazione. Di seguito, un suo intervento sul tema della biodiversità: