Germania: il meccanismo infernale delle case per donne maltrattate. Via mail mi giunge questo scorcio di tanti, troppi anni di sofferenza, che desidero condividere qui. Ancora una volta non si tratta di violazioni dei diritti in situazioni di dittatura o di regimi militari, ma nel cuore dell’Europa, nel paese che troppo spesso gli ignari prendono a modello:
“venuta in Germania per una specializzazione post-universitaria ho conosciuto un tedesco con il quale mi sono sposata e ho avuto una bambina. Una bambina binazionale che avrebbe dovuto crescere bilingue, una piccola europea. Purtroppo, dopo la nascita della bambina, mio marito ha avuto crisi durante le quali gridava e mi picchiava, a volte anche in presenza della bambina. Uno degli episodi al quale ha assistito la piccola è stato anche uno dei più violenti. Sono stati proprio i suoi occhioni sbarrati a far sì che suo padre si fermasse, le ordinasse di andare in camera sua e smettesse di picchiarmi. Per qualche ora. E’ uscito ed al suo rientro sembrava si fosse ravveduto, o per lo meno calmato. Invece, verso sera, in camera da letto, pretendeva che gli dicessi che andava tutto bene e che non era successo niente. Alla mia risposta che non avrei sopportato oltre la sua violenza e che avrei iniziato a gridare in caso di ulteriore aggressione, ha iniziato a gridare lui. E anch’io.

