giovedì 9 gennaio 2014

Un futuro nuovo: Telefono Rosa vi aiuta ad aiutare le donne in rinascita

Dopo il difficile ma fondamentale traguardo della denuncia, le donne che escono da abusi verso di loro e i loro figli hanno davanti un nuovo difficile percorso, per ritrovare fiducia e ricostruire un futuro nuovo per sé e per i loro bambini. 
Per questo l'Associazione Nazionale Volontarie Telefono Rosa lancia (per la prima volta nella sua storia associativa) una grande campagna di raccolta fondi per aiutarle in tre spese vitali: l'affitto delle case nelle quali andranno a vivere per scappare dal loro aguzzino, le spese scolastiche dei figli e quelle di corsi di formazione professionale per l'inserimento nel mondo del lavoro. Ogni beneficiaria potrà ricevere massimo 15.000 € e tutte le spese dovranno essere rendicontate adeguatamente, spiega la Presidente Maria Gabriella Carnieri Moscatelli.
Spesso le donne, accanto alla violenza fisica, subiscono una violenza non meno umiliante ossia quella "economica". Il compagno violento spesso impedisce loro di lavorare creando così una dipendenza vera e propria sia per la donna che per i suoi figli. Una volta uscite dalla violenza, le donne si trovano sole e con la necessità di dover recuperare fonti di sostentamento per se stesse e per i loro figli. Noi già da anni ci siamo attivate per far recuperare loro la piena autonomia e continuiamo a farlo, ma la crisi non ha colpito solo le industrie e le aziende: la nostra Associazione chiede aiuto alla gente che ci sostiene e che ci stima perché ormai le risorse economiche sono davvero al lumicino. E voglio sottolineare che noi non riceviamo soldi pubblici per la nostra attività ordinaria e il nostro bilancio è certificato nonché pubblicato sul giornale "Vita".
La campagna di raccolta si chiuderà l'8 marzo: poco più di 2 mesi per raccogliere più fondi possibile; ma siamo fiduciose che saranno in tantissimi e tantissime, anche con piccole donazioni, ad aiutarci. Meno mimose e più concretezza è il nostro invito, in particolare agli uomini. Pubblicheremo sul nostro sito come i soldi verranno spesi, le modalità di partecipazione sono davvero alla portata di tutti, dall'on line alla spedizione postale. Anche pochi euro per noi, anzi per le donne e i loro bambini, saranno preziosi

Laura Puppato raccoglie l'appello di Patrizia Emiliani dal Centroafrica

Il 27 dicembre abbiamo pubblicato la richiesta disperata della dott.ssa Patrizia Emiliani che chiedeva aiuto dal suo piccolo ospedale nel Centroafrica. Siamo felici oggi di apprendere che, in relazione al suo appello, tra i politici qualcuno si è mosso: è la senatrice Laura Puppato che si è immediatamente attivata per trasmetterlo alla Farnesina
Oggi Puppato è intervenuta in Senato rendendo conto di quanto avvenuto negli ultimi giorni; ecco il suo intervento integrale, e la risposta della presidenza, che era in quel momento tenuta da Valeria Fedeli:
[Parla Laura Puppato]: Signora Presidente, ho chiesto d'intervenire a fine seduta perché voglio rendere evidente quello che sta accadendo nella Repubblica Centrafricana nel silenzio dei media. Una tragedia sulla quale è intervenuto recentemente solo papa Francesco, chiedendo vivamente ai Paesi occidentali di occuparsene.
La vicenda riguarda un Paese di 4 milioni e mezzo di abitanti, 460.000 dei quali, secondo le ultime informazioni fornite dall'ONU, sono stati mandati via dalle loro case e stanno vagando senza alcuna protezione all'interno del Paese, con le truppe Seleka che hanno insediato a marzo del 2013 il nuovo leader, Michel Djotodia, assolutamente incapace di gestire la situazione nel Paese, dopo che era stato estromesso forzosamente il precedente presidente, François Bozizé, rappresentante dei cristiani, che è scappato in Camerun.
Il Paese, dunque, dopo la fame e l'incapacità del precedente Presidente, si è trovato nella fame e con l'incapacità dell'attuale Presidente di gestire la situazione umanitaria e i gravi problemi che stanno creando le diverse truppe rispondenti all'uno e all'altro dei Presidenti (ovvero non rispondenti più a nessuno), e che massacrano a colpi di machete bambini inermi e moltissime donne.
La denuncia proviene da nostri medici, che hanno voluto rimanere nei presidi di Bangui e di Bimbo. Medici che hanno continuato ad operare con la guerra che continuava ad essere combattuta fuori dalle porte dei piccoli ospedali messi in piedi attraverso la solidarietà di moltissimi cittadini italiani, e dei piccolissimi presidi che hanno continuato ad esistere, rappresentati molto spesso dalla comunità cattolica e dai volontari, che non hanno però mai fatto mancare assistenza a qualunque parte della popolazione si presentasse, in particolare a donne e bambini, a prescindere dalle loro origini religiose.
La mia richiesta non è solo di informazione, ma di appello alla Farnesina, con la quale sono in contatto da ormai oltre 20 giorni, e alla quale è stato richiesto un aiuto umanitario fondamentale per salvare vite umane che non sono più nella condizione di essere salvate perché mancano medicinali di prima necessità, quali semplicemente gli antimalarici e le aspirine.

Noi li abbiamo già raccolti e siamo già in condizioni di fornirli in misura massiccia. Serve però un aereo sanitario militare, che trasporti queste medicine e queste strumentazioni mediche. Vi sono inoltre alcuni medici disposti a dare il cambio ai nostri in quei territori. È sufficiente che la Farnesina se ne occupi subito, seguendo l'appello del Papa e rispondendo all'appello che da questa Aula facciamo.

[Risponde la Presidente]: Ritengo sia importante che anche la Presidenza del Senato sostenga questa richiesta di intervento urgente.

Alla seduta del Senato è seguito un comunicato in cui Puppato ha ringraziato Valeria Fedeli (che presiedeva), per avere "fatto propria" la sua richiesta; e altrettanto facciamo noi. Speriamo facciano presto; questa l'ultima mail giunta oggi da Patrizia:
Oggi abbiamo chiuso l'ospedale x mancanza di farmaci, la popolazione quasi ci sbrana, comunque sia le sole mani non curano nessuno, speriamo.
Aggiornamento del 10 gennaio:
Laura Puppato ha reso conto della sua iniziativa, dando ragguagli sulle azioni in corso, in questo post nel suo blog, a cui vi rimandiamo.

venerdì 27 dicembre 2013

Gridate all'orrore nel Centroafrica: aiutateci

Gridate all'orrore: aiutateci. E' questo è il titolo della lettera inviata dalla dott.ssa Patrizia Emiliani [QUI notizie su di lei] che chiede aiuto urgente dal Centroafrica, una richiesta che è anche una testimonianza preziosa per tutte e tutti: noi dobbiamo sapere. Filtrano notizie di genitori adottivi bloccati dalla burocrazia, ma non sappiamo nulla, in verità, di quanto accade davvero; ed è solo sapendo cosa succede davvero che possiamo decidere se, e come, agire. Ecco la lettera (e sotto l'indirizzo per aiutare):
Invio questo messaggio per segnalare la grave situazione umanitaria creatasi in Congo nell’ultimo mese e chiedere aiuto. Assicuro a tutti che la descrizione che segue ancora non rende minimamente l’idea di quello che sta realmente accadendo sotto gli occhi delle nazioni unite che - come sempre - sono chiuse nei loro super corazzati uffici, eternamente “in riunione”.

Bimbo, dove opero, è una città aperta in cui oltre 50.000 persone vagano per le strade come fantasmi, le NU non si organizzano per soccorrere i civili, idem per OMS eternamente "in riunione" e inavvicinabile.
Le missioni cattoliche traboccano di profughi, maggiormente donne e bambini:
Gran Seminario di Bimbo: circa 30.000 persone,
Monte Carmelo Bimbo: oltre 10.000 persone,
Postulato Comboniano: 2000 persone,
Don Bosco a PK-10: 10.000 persone
Aeroporto Mpoko: 50.000 persone
Arcivescovato a St. Paul: 30.000 persone
Monastero delle Benedettine Bimbo (dove opero): qui abbiamo una media di 70/80 malati al giorno maggiormente bambini, le patologie primarie sono IRA (infezione respiratoria acuta), malaria, malnutrizione grave, fratture, diarrea, vomito e anemie severe, nessuno dei bimbi da noi testati supera i 6/7 g/dl di emoglobina.
Non abbiamo più farmaci né cibo adeguato a risolvere le patologie più gravi e che compromettono dall’oggi al domani il processo vitale dei bimbi. Sto curando patologie gravi con 3 compresse di paracetamolo, 5 compresse di multi vitamine e un dosaggio minimo di antibiotico e antimalarico, prendo in considerazione solo bimbi con febbre superiore a 38°, diarrea e vomito, gli altri vengono esclusi, ma so che i bimbi oggi esclusi, domani saranno gravi o morti. 
I francesi non hanno risolto con la loro missione: hanno disarmato tutta la seleka, inclusa la seleka integrata nelle forze armate centrafricane, ma non i balaka di bozize che stanno massacrando, con il beneplacito dei francesi delle UN, tutta la comunità musulmana con la quale conviviamo pacificamente da decenni, contrariamente ai “cristiani”, si fa per dire perché sono dei veri criminali senza scrupoli: ai mussulmani è impossibile perfino interrare i loro morti che marciscono nei giardini delle loro case. Ho visto donne musulmane alle quali i "cristiani" hanno tagliato i seni, uomini evirati, bimbi orribilmente mutilati a colpi di machete.  Chiedo a quelli di voi che vivono a Roma: andate all' UNICEF [sono in via Palestro 68 - tel 800 745 000, ndr] dite loro di togliersi la paglia dal sedere e agire rapidamente! o presto non ci saranno più bimbi che giustifichino la loro presenza nel paese.
Ecco la situazione di chi dovrebbe portare "soluzioni":
La MISMA, l’Interforza Africana, sembra l’armata Brancaleone, sempre pronti a scappare e assolutamente inconcludenti.
OMS: Nessun appoggio in farmaci. Sono eternamente “in riunione”, ci costringono ad abbandonare il lavoro per stagionare nei loro uffici in attesa che la riunione finisca, suor Assunta e Monica dell'Associazione Amici del Centrafrica è una settimana che tutti i giorni vanno alla sede OMS, ma nessuno le ascolta: sono sempre “in riunione”.
PAM e FAO nessuno li vede: nessuna distribuzione di cibo, o distribuzione insufficiente a coprire le necessità minime, anche loro eternamente “in riunione”.
UNICEF è assolutamente inavvicinabile: nessun cibo per i malnutriti, nessuna speranza di farli uscire dai loro programmi tutti sprogrammati e assolutamente inefficienti a risolvere i problemi attuali. L’iter burocratico è sproporzionato, ci fanno scrivere montagne di dichiarazioni e richieste che non vengono mai accolte e non servono a nessuno.

In conclusione, nelle strade dei quartieri rossi di massima allerta loro non si vedono, nessuno degli organismi che avrebbero l’autorità per fare qualcosa, e che fanno ballare soldi e potere: si vedono solo circolare in modo isterico gli autisti corazzati nei loro giubbotti antiproiettili e in veicoli da 90.000,00 euro, con la paura negli occhi.

Noi, operatori umanitari che operiamo in questi quartieri, ci muoviamo inascoltati da tutti e senza alcuna protezione, nessun giubbotto né casco per proteggerci dai proiettili vaganti che sono la causa del gran numero di morti tra la popolazione civile.

Scusate per le eventuali inesattezze sono giorni che non dormiamo, i nostri occhi sono rossi e brucianti idem per le gambe.
Hanno ripreso a sparare, vi lascio allegando una lista di prima necessita:

Paracetamolo cpr e sciroppo
Ibuprofene sciroppo
Fluidificanti tipo risolvo o simili
Metoclopramide in gocce o sciroppo, no iniettabile ne ho molta in stock.
Amoxicillina sciroppo
Eritromicina sciroppo
Ciprofloxacina sciroppo c’e un’epidemia di tifo in corso
Augumentin sciroppo
Ferro e tutto quanto utile a contrastare la progressione dell’anemia
Antimalarici (artemeter sciroppo, iniettabile, Coarten in coprese) no chinino provoca ancor più anemia e ipoglicemia.
Multi vitamine in sciroppo e compresse.
Latte in polvere per tipo 1-2 x neonati e x bimbi di età superiore a un anno
Collirio (molte congiuntiviti)
Nistatina o simili sciroppo o gocce
Siringhe da 2 e 5 cc con ago 23
Bende di qualsiasi natura
B. gessate (molte fratture nessuna possibilità di RX, è incredibile riduciamo fratture senza possibilità di verificare la riduzione parlo sempre di bimbi.
Sali di reidratazione orale
Test rapidi: x Tifo (Widal), Paracheck  x malaria Plasmodium Faciparum, x HIV (AIDS)
Medici e paramedici disposti a venire in appoggio.

Aiutateci a salvare i bambini, principali vittime di questa grande e indifferente carneficina.
Buon Natale e Dio guidi il vostro cuore.
Patrizia

Chi vuole e può aiutare può inviare i farmaci con le Poste Italiane con invio ordinario, qui: 
dr. Patrizia Emiliani, c/o Monastere des Benedectine Celestine
PK-9 Bimbo, Republique Centrafricaine
tel: +236 7550 24 91
Attenzione: è importante includere il telefono (che in questo caso è quello di suor Assunta)

mercoledì 25 dicembre 2013

Intorno alla Vergine e alla sua (contrastata) amicizia con le donne

Grazie per l'ospitalità su questo blog: chiesta per proporre (come post di Natale!) una riflessione che mi sta a cuore. Su un tema assai controverso per le donne e che per le donne ritengo importantissimo: nientemeno che la Vergine Maria. 
Mi piace ridere ma, a dispetto del mio nickname, cerco di essere una persona seria, e quando sono seria ritengo un serio problema delle donne quella trappola per cui si continua a scambiare la "religione" con le interpretazioni dei peggiori nemici di ogni spiritualità: i manipolatori delle religioni, appunto, a scopi di potere. Ecco perché oggi, nel giorno della Natività, vorrei scrivere della Madonna. Ma non per polemicamente buttare "rosari fuori dagli ovari" - benché ritenga che la religione in nessun caso debba interferire con il libero arbitrio delle donne, e tantomeno con la 194, un'ottima legge che dobbiamo difendere con i denti, specialmente se nel senso migliore siamo contro l'aborto. 
Tornando a Lei - vorrei partire dalle parole di Luce Irigaray: «Molte pensano male della Vergine perché soggiogate da una cultura al maschile» [riproponendo quanto già accolto anche qui] - strana affermazione, si dirà, per una filosofa femminista del calibro della Irigaray. Ma strana non è: solo rivoluzionaria; un punto di vista che per le donne apre scenari nuovi, dirompenti in modo inatteso, a patto di dismettere ogni pregiudizio.
Oggi è Natale, ottima data in cui sollevare il tema del femminile nella spiritualità, a partire da quella cattolica: di una religione, cioè, di cui sono ormai sviscerati in ogni dettaglio i crimini contro le donne. Crimini operati, però, più che dalla religione stessa, dai suoi "conduttori"; i master and commander che in ogni religione sono sempre, inesorabilmente, maschi. I crimini di costoro sono una lunga catena, che storicamente attanaglia i popoli a tutte le latitudini; fra essi ce n'è uno, però, che è forse il peggiore. Sta alla base di tutti gli altri eppure non lo si guarda mai nella sua vera interezza. E' il crimine di avere assegnato alla divinità un sesso univoco e rigorosamente maschile, incuranti della blasfemia che questa visione comporta. Le conseguenze di ciò sono infinite, certo la prima è stata demonizzare la figura femminile. Ma non si parla mai del suo corollario di altrettanta gravità: l'esproprio (ai danni di tutti ma soprattutto di noi donne) del femminile nella divinità. 
"Né puttane, né Madonne" è un ottimo slogan, che ben inquadra la violenza dei ruoli, ma tirare la conseguenza che la Madonna sia un riferimento regressivo non è solo semplicistico: è anche un vero autogol. Prima di spiegarmi meglio ricordo che, storicamente, questa bellissima figura non è stata solo uno strumento di repressione, ma anche una grande risorsa e un vero e proprio appiglio per la parte femminile dell'umanità - ovunque la più oppressa.
La storia di Maria, infatti, in un'epoca storica in cui la donna era, ovunque, solo e per definizione schiava, fissa a lettere di fuoco, letteralmente, il concetto stesso dell'autodeterminazione della donna: ove, prima di affidarle l'incarnazione del divino, il Signore le chiese (non le impose: le chiese), di dire "Si". Argomento trattato ad esempio qui, da  Benigni:


Nell'evento dell’Annunciazione, dunque, il progetto stesso della salvezza divina è sottoposto a un sì (o al no) di una ragazzina di circa 16 anni. Non riconoscere il valore di quell’attimo (attribuendo a Dio una imposizione che cade dall'alto), secondo Irigaray «mina i fondamenti stessi del Cristianesimo».
E credo proprio che abbia ragione; del resto anche usare l'investitura religiosa come strumento di potere e di guerra mina l'essenza stessa del Cristianesimo; il che non ha mai impedito di farlo. Da parte mia aggiungo che la Madonna incarna la figura (presente in molte religioni), della dea Vergine, archetipo di un femminile totalmente autosufficiente in sè stesso, che come tale può generare senza il concorso maschile.
Per autosufficienza, appunto: non certo per un'imposizione di verginità da un qualsivoglia maschio! Una figura femminile che, in questo caso, è in un rapporto talmente intrinseco alla divinità da essere elevata alla condizione di Madre dell'Amore divino stesso: tu, Maria, Vergine e Madre, figlia del tuo figlio. E' un concetto del femminile talmente potente da far tremare i polsi. 

La sua ispirazione avrebbe potuto minare alla base lo strapotere maschile stesso. Si è dunque manipolato quel concetto come messaggio impositivo annichilente della femminilità: e questa è una truffa. Ma noi stesse rischiamo di avvalorarla: ogni volta che accettiamo questa versione come realmente "religiosa", in realtà confondiamo la religione con dogmi confezionati ai nostri danni dai dominatori patriarcali. Una cultura al maschile che ci soggioga (come appunto dice Irigaray) ci induce a svendere qualcosa che ci appartiene e di cui ci viene nascosto l'immenso valore.
Più in generale, sull'espropriazione che abbiamo subito, vorrei dire ai teologi d'ogni tempo: ci avete privato della verità fondante che il Cristo stesso è una figura profondamente femminile. E alle donne ferite dalla religione vorrei dire: riconsiderate le cose da un punto di vista femminile, e non da quello di chi ci ha truffate.
In un'epoca in cui i soli valori positivi erano quelli virili e marziali, lui, Dio stesso! il Re dei Re, si presenta disarmato e nudo, e letteralmente viene a sdoganare il lessico dell'inferiorità femminile: mitezza e tenerezza. Caratteristiche gradite, beninteso, negli schiavi, dunque nelle donne intese come proprietà - e per questa ragione a loro imposte. Ma che di per sè non erano doti affatto: erano semmai stigma di quanto di più svilente, in quanto contrario al concetto di "Uomo" nell'immaginario eroico della virilità che sottomette e conquista.
Bè, il Re dei Re le virtù virili le snobba. Le sue armi sono tenerezza e mitezza; e sul fatto che tali armi siano sinonimi e archetipi del femminile patriarchi e teologi hanno sempre glissato compattamente. 
Ponendo doviziosamente l'accento su povertà, umiltà e rinuncia, si è girata la frittata in modo di fare di questi messaggi lacci mortali contro i poveri e le donne, dimenticando di chiedere agli uomini (in quanto maschi) di seguire l'esempio del Cristo. 
Oggi più che mai, nel giorno della sua Natività, mi inchino a questo divino e a Maria, sua madre.
Vi saluto e ringrazio per l'ospitalità, augurando a tutte e a tutti buon Natale.
Vostra, 25 dicembre 2013

Ps - in tema, per chi volesse approfondire lascio due documentari interessanti: 
1. Gesù e la donna, di Werner Weick (sono 4 video, dal primo arriverete agli altri), e 
2. una lectio di Dario Fo: Gesù e le donne (sono 7 brevi video, come sopra). 
Di seguito, infine, alcune preziose citazioni da un'intervista a Luce Irigaray.
Sull'apporto culturale del Cristianesimo
«Penso che tale contributo non sia ancora bene inteso né trasmesso, salvo talvolta da artisti, mistici e poveri in spirito. Suggerisco solo qualche insegnamento che, secondo me, risulta dalla tradizione dell’incarnazione divina. Anzitutto, riconoscere la necessità del ruolo non solo naturale ma anche spirituale della donna per la ‘redenzione’ e il compimento dell’umanità. Quindi, superare le divisioni che regolano la nostra cultura, in particolare fra corpo e anima, carne e spirito, natura e cultura, perfino umano e divino. Ammettere che l’amore, compreso quello carnale, è ciò che può condurre all’unione di queste spartizioni sbagliate, ereditate da una logica filosofica che pretende di dominare la natura invece di coltivarla. Ancora: non svalutare la generazione naturale rispetto alla creazione e mettere questa al servizio dello sbocciare della natura stessa, da rispettare come corpo vivente e ambiente. Scoprire, inoltre, che la trascendenza può anche essere sensibile e incarnata, sviluppando gesti e parole che favoriscono il suo emergere. Infine, coltivare il desiderio come dimensione umana che ci spinge a trascenderci, e non dimenticare il valore dell’invisibile e del toccare come via dell’incarnazione».
Sul silenzio
«Sono una donna. Se non accetto che il silenzio mi sia imposto per lasciare il posto a una parola che sostituisce la mia, conosco anche il prezzo del silenzio. So che può rappresentare un luogo di ritorno a sé, di preservazione ed intimità con se stessi. Non si può dire tutto, e una parola che non si radica nel silenzio non corrisponde a una parola incarnata. Il silenzio non è necessariamente assenza di parole, ma riserva di parole o eventi futuri la cui manifestazione è ancora sconosciuta. Il silenzio di Maria testimonia il mistero di una carne capace di portare alla luce ciò che non è ancora accaduto né apparso a livello di generazione. Il silenzio può essere il custode della soglia fra il dentro e il fuori. Esso consente di recuperare un’integrità, si può dire anche verginità, fisica e psichica. Un modo di rendersi disponibile per ascoltare e accogliere il non ancora conosciuto, per avvicinarsi all’altro come altro».
Sul sentire religioso
«Per favorire un dialogo tra diverse famiglie culturali o religiose conviene non insistere sulla parola ‘credenti’ e interrogarsi sulla via che permette all’umanità di raggiungere il suo compimento. Non intendo cadere in un relativismo nichilista, ma rispettare l’apporto di ogni tradizione dell’umanità. Per quanto mi riguarda, direi che l’avvicinamento alla tradizione dello yoga mi ha permesso di scoprire aspetti della mia tradizione che non avrei percepito senza dialogare in me stessa con diverse tradizioni. Per esempio l’importanza del respiro mi era stato insegnato come una componente essenziale dell’incarnazione del divino. Avevo sentito parlare del soffio di Dio e dello Spirito Santo come soffio. Ma senza una pratica quotidiana dello yoga non avrei capito il senso di tali parole nella mia propria tradizione. Non dobbiamo temere di aprirci ad altre tradizioni per portar loro, ma anche riceverne, qualche luce. È così che ho imparato che un amore senza respiro o un respiro senza amore non bastano».
[l'immagine in alto, della Madonna femminista che corre con il serpente in mano, è un autoritratto di Yolanda Lopez nelle vesti della Vergine di Guadalupe. Sempre della Lopez sono le Madonne di quest'ultima figura]:

E concludo con un omaggio alle acque che nei culti sincretici rappresentano, appunto, l'energia della Vergine: 


domenica 22 dicembre 2013

Rivogliamo Bellezza contro le mafie: e contro ogni vacuità e idiozia

Scrisse Gio Ponti che – in termini di distruzione - l’uomo è il più feroce alleato del tempo, ed è la Bellezza, la struttura e il materiale più resistente, che si oppone alla distruzione dell’uomo. 
Ma la Rai non lo sa.
I media che dovrebbero informare e dare un fondamento alle conoscenze (e alla coscienza) delle persone hanno perso ogni cognizione di cosa sia la Bellezza e sono invece tutti dei Master and Commander in stupidità, violenza, sporcizia e vuoto (e non parliamo a casaccio: è ora di fare un report delle percentuali di contenuti televisivi che riversano nelle menti delle persone solo violenza e idiozia). E ora, se non si riuscirà a far fare marcia indietro a questa spregevole decisione, da gennaio la nostra Tv di Stato (come si può più chiamarla “pubblica”?) taglierà anche “La bellezza contro le mafie”. Decisione in piena linea con la "cultura" che questo paese indecente trasmette ai propri figli:


I tagli, dicono. Tagli di che?? Chiediamo noi? E a fronte di quali rinsaldamenti, vogliamo sapere? Per problemi di “budget” viene “tagliata” una trasmissione condotta da una sola donna coraggiosa, che, senza né spese significative (senza nemmeno una redazione!), produceva per tutto il paese un lavoro prezioso. Non prendiamoci in giro. Ecco un appello da leggere e che, ci auguriamo! vorrà produrre qualche ripensamento: 

Da gennaio la nota trasmissione radiofonica di Radio 1 Rai "La Bellezza contro le mafie" non andrà più in onda. I tagli, dicono. Si “abbatte”, quindi, un programma serio, che costa pochissimo e che, in soli 4 anni, grazie allo straordinario lavoro di una giornalista sensibile e preparata come Francesca Barra, ha saputo raccontare 2000 storie. Storie di mafia, di vittime innocenti, di giustizia, di speranza, di riscatto.

Francesca, con la sua trasmissione, è stata per noi un punto di riferimento impareggiabile. Ha saputo fare informazione e, nel contempo, è stata in grado di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema difficile e complesso. Senza “La bellezza contro le mafie” molte delle storie di uomini e donne uccisi per la propria onestà e il proprio coraggio sarebbero rimaste nell’ombra, tra le quattro mura delle nostre case.
Operare questo taglio significa perciò lacerare ancora una volta la memoria delle vittime innocenti e infrangere le speranze dei loro familiari, impegnati quotidianamente a difenderne la dignità e il vissuto.
Abbiamo appreso con grande rammarico di questa decisione ma siamo certi che la Rai farà un passo indietro, consentendo a Francesca Barra di andare avanti nel suo esercizio di verità e di diffusione della migliore cultura antimafia.
Siamo venuti a conoscenza anche del fatto che il programma non avesse una redazione. Francesca lavorava da sola. Ci auguriamo che l’azienda voglia cogliere al volo pure l’opportunità di far crescere “La bellezza contro le mafie”, incoraggiando l’inserimento di nuovi aspiranti giornalisti, che tanto hanno da dare ad una trasmissione utile e gradevole, al servizio pubblico e all’intero Paese.
I primi firmatari: Sonia Alfano, Don Luigi Ciotti, Angela Napoli, Salvatore Borsellino, Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Movimento Agende Rosse, Centro Studi Pio La Torre, Giulio Francese, Umberto Lucentini (Giornalista), Angelo Meli (Giornalista), Luca Ussia (Dir. editoriale Rizzoli), La redazione di Antimafia Duemila, La redazione di Asud’Europa, Comitato Ventitré Maggio, Centro Studi Paolo Giaccone, Cittadinanza per la Magistratura, Fondazione Progetto Legalità, Radio 100 passi, Luigi Furitano, Associazione Terranostra contro le mafie di Agrigento

mercoledì 18 dicembre 2013

Nuove leggi sui semi: sai cosa vuol dire? Un appello urgente

Lo sapete che è in discussione una proposta della commissione europea per una nuova legge sui semi? e avete idea di cosa comporterà veramente? Si tratta di un fatto di importanza capitale che ci riguarda da vicino: ecco perché tutte e tutti dovremmo essere informati e mobilitarci. Ecco perché vi proponiamo un appello urgente a cui aderire e da diffondere:
Rifiuta la "Legge per il Monopolio del Seme" della Commissione Europea e rivendica il tuo diritto ad avere semi e cibo vitali, sani, privi di sostanze chimiche e liberi da OGM.
Nello spirito di Gandhi, che richiama alla disobbedienza civile contro le leggi ingiuste, dichiara: noi non riconosceremo alcuna legge che illegittimamente rende il seme una proprietà privata, esclusiva di società multinazionali. Ciò contraddice infatti l'obiettivo generale di conservare e arricchire la diversità, andando invece a rafforzare un sistema agricolo di tipo industriale che si è dimostrato fallimentare e che ignora le sane alternative che stanno crescendo rapidamente, in grado di costruire comunità sostenibili e sicurezza alimentare in tutte le regioni del mondo. Potete leggere interamente, e sottoscrivere, la dichiarazione al link su questo sito
Perché un appello urgente in difesa della democrazia alimentare e del seme?
Fino a quando esisterà la superstizione che le leggi ingiuste debbano essere rispettate, esisterà anche la schiavitù - disse Mahatma Gandhi. Il 2 Ottobre 2013, anniversario della nascita di Gandhi, è stata lanciata la Dichiarazione Europea del Seme che chiede ai cittadini, ovunque essi siano, di rifiutare la nuova legge europea, di sostenere i diritti degli agricoltori, di opporsi alla crescente monopolizzazione dei nostri semi e del nostro cibo. E come? unendosi in una piattaforma che chieda il cambiamento radicale della Legislazione Europea sui Semi, in difesa del diritto degli agricoltori di conservare i semi, della biodiversità e della democrazia alimentare.

La posta in gioco è alta - e la nostra carta migliore per cambiare le cose sta nell'unire le richieste di individui e organizzazioni, ovunque essi siano, in un foro comune volto a:

• 1. chiedere al governo Europeo, e ad altri governi nazionali, di rifiutare la nuova proposta della Legislazione Europea sui Semi della Commissione Europea;

• 2. mettere in luce la pressante richiesta dei cittadini di tutto il mondo che la Commissione Europea ed altri enti politici legiferanti, ovunque, cessino di praticare la logica violenta dell'appropriazione del seme come principio base di legislazione sementiera.


E' importante che ogni organizzazione si affianchi a questa iniziativa. Attenzione: inviando il vostro logo a questa mail: info@navdanyainternational.it, la vostra organizzazione sarà inclusa fra i partecipanti, e saranno creati link al vostro sito.

La tempestività è fondamentale.

Il procedimento legislativo a Bruxelles è in corso; ma, invece di migliorare la proposta (già molto pericolosa) presentata nel maggio 2013, l'iter sta conducendo addirittura al suo peggioramento e ad ulteriori restrizioni che mettono a serio rischio la democrazia e la sicurezza alimentare. Queste misure avrebbero l'effetto di:

• mantenere il controllo e i diritti esclusivi sui nostri semi e sul nostro cibo nelle mani di poche aziende multinazionali 

• aumentare l'uso dei prodotti chimici, dei pesticidi, dei semi e cibi OGM nei sistemi alimentari e delle sementi;

• espropriare ancora di più agricoltori e giardinieri del diritto naturale di attingere alle risorse naturali e di preservare e sviluppare la diversità;

• ridurre in modo sempre più pericoloso la diversità nei semi, affidandosi a un numero sempre più ristretto di varietà.

Nella UE si possono ormai commercializzare soltanto sementi che abbiano superare complicate procedure di registrazione e la cui coltivazione dipende dai concimi chimici: e se chi commercia i semi commercia anche i pesticidi si capisce che qualcosa non quadra. Le industrie multinazionali, che hanno monopolizzato sempre più il mercato, controllano ormai i 3/4 dei semi utilizzabili. 
Non si può più delegare, dunque; la situazione richiede di mobilitarsi compattamente.
Chiudiamo questo invito ricordando che la dea ferita - cioè la natura violentata dall'uomo che si vendica in modo terribile - non è solo una superstizione di "società arretrate". Ma un avvertimento saggio, che è molto pericoloso per l'intero pianeta continuare a ignorare.

AGGIORNAMENTO 8 febbraio 2014: con vero dispiacere scopriamo oggi che il documentario che era postato qui, che spiegava molto bene meccanismi di corruzione e distruzione ai danni della terra e della povera gente, "non esiste". Non esiste più, cioè. Zelantemente è stato fato rimuovere. Ma qui resterà quel riquadro vuoto: a ricordare che, se il sapere viene rimosso, è perché l'ignoranza è la base stessa su cui tutta questa predazione può avere luogo.

sabato 14 dicembre 2013

La III Sezione penale della Cassazione e un caso di violenza sessuale su minore

Sulla sentenza n° 45179 emessa l'8.11.2013: i cavillosi "distinguo" di una Legge entro i quali anche la Cassazione si perde di Iole Natoli

La sentenza emessa l’8.11.2013 dalla III Sezione penale del Tribunale di legittimità ha invalidato una sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro relativa a un abuso su minore, accogliendo due delle richieste di nullità avanzate dal difensore concernenti il riconoscimento di attenuanti e rinviando il nuovo processo ad altra sezione della Corte d’Appello, che dovrà riesaminare il diniego e motivarlo appropriatamente ove ritenga di doverlo confermare. Il concetto di “relazione amorosa”, espresso dal difensore dell’imputato e inverosimilmente accolto nella sua decisione dalla Corte, che lo applicava al rapporto sessuale continuato instaurato da un uomo di circa 60 anni con una bimba allora appena undicenne, ha suscitato reazioni indignate.

Una sentenza che farà molto discutere, ha scritto un quotidiano calabrese. Previsione perfettamente centrata, perché da quando si è appreso da quali richieste di revisione sia scaturita la decisione presa dalla Corte, si è scatenato realmente un putiferio.
Sull’argomento si è scritto di tutto e a considerazioni molto valide sono stati affiancati parti di fantasia.
Qualcuno si è convinto che la Cassazione avesse assolto l’uomo, cosa assolutamente non vera; qualcun altro che detta Corte avesse stabilito che l’abuso non è reato se c’è amore (qui), cosa non rispondente alla realtà, dato che l’esprimersi sull’accoglimento di attenuanti presuppone che intanto il reato sia stato considerato sussistente, come del resto è stato scritto in sentenza. Tanto rumore non è però immotivato e più avanti sarà evidente il perché. 
Partiamo intanto dall’operazione rischiosa presente in quelle reazioni non sufficientemente meditate in cui si è tagliato sui sentimenti della bambina, azzerandoli e declassandoli di netto, per confinarli nel limbo del non essere.