venerdì 14 giugno 2013

#noSlot. Allarme gioco d'azzardo. Premier Letta: a che gioco giochiamo?

Presente! rispondiamo al blogging day #noSlot, indetto in rete, per denunciare (ennesimo regalo lasciatoci dal ventennio berlusconiano) la gravissima piaga del gioco d’azzardo. Esageriamo? NO. Basta guardare i numeri. Che mostrano anche un trend di crescita senza pari. Pochi giorni fa anche Palazzo Chigi ha "lanciato un allarme"Il che è curioso -  alla luce di quello che vi dirò più sotto. 
Ma prima, alcuni numeri:

Giro di denaro e di persone soggette a dipendenza
tossicodipendenti da gioco d'azzardo: 800mila persone 
giocatori a rischio di dipendenza: 2 milioni  
italiani che hanno giocato almeno una volta: circa 36 milioni 
Fatturato 2011: illegale: oltre 10 miliardi €. Legale: 79.9 miliardi €: cioè una cifra pari alla somma del debito finanziario dei Comuni a fine 2010.
Fatturato 2012: illegale: 15 miliardi. Legale: circa 88 miliardi. In totale 103 miliardi, con un dato di crescita impressionante e costante, che evidenzia anche il potente guadagno di terreno della quota gestita dalle mafie. 

Posizione dell'Italia nel mondo
1° posto in Europa
1° posto per invadenza delle videolottery (57%)
3° posto tra i paesi che giocano di più al mondo, dopo Stati Uniti e Giappone 
1 tagliando su 5 Gratta e vinci al mondo è italiano 

Numero di slot machine sul territorio
400mila slot machine in Italia
1 macchinetta "mangiasoldi" ogni 150 abitanti 
Nell’ ottobre 2012 i nulla osta rilasciati erano già 415.000 e 379.000 gli apparecchi ufficialmente a regime.

Spesa annua pro capite
regioni: 1° posto Lazio
capoluoghi di provincia: Pavia (nel 2011 con 2123 € di spesa pro capite)
spesa media nazionale: circa 1.450 € (se inclusi neonati; 1.890 fra i soli maggiorenni)

Spesa pura per regioni:
1° posto Lombardia (2 miliardi e 586mila di euro €)
2° posto Campania (1 miliardo e 795mila €)
3° posto Lazio (1 miliardo e 612 mila €)
4° posto Emilia Romagna (1 miliardo e 106mila €)
5° posto Piemonte (964mila €)

E’ ufficiale: il gioco d’azzardo è ormai terza impresa italiana. 
Ma non solo: corre in rapida tendenza per diventare la seconda. Restando nell’ambito legale (non consideriamo qui altri settori sempre trainanti di pertinenza esclusiva della mafia: human trafficking, pedofilia, droghe, armi illegali eccetera) il gioco d’azzardo è un settore sempre in attivo. Non solo non risente della crisi, ma se ne avvantaggia: più le persone sono senza lavoro e disperate, e più “tentano la fortuna”; finendo così per rovinarsi del tutto. 

A quanti il gioco ha cambiato in meglio la propria vita? 
Anche senza statistiche precise, si sa che il gioco non aiuta quasi nessuno. Invece ha già rovinato la vita a tantissimi. A centinaia di migliaia gli italiani stanno cadendo nella dipendenza e molti finiscono per perdere tutto. Ma, ovviamente, i disperati rovinati dal gioco (slot machine, videopoker, gratta e vinci, sale Bingo, giochi online ecc) crescono in modo direttamente proporzionale a quanto crescono le fortune del settore.

Agenzie e dipendenti
Ci sono ormai oltre 6.180 punti e agenzie autorizzate sul territorio. A questi si aggiungono quelli gestiti da ben 49 clan mafiosi attualmente coinvolti e che, gestendo «i giochi delle mafie» (e considerati il 14esimo concessionario «occulto» dei Monopoli di Stato), fanno saltare il banco. Il settore mobilita il 4% del Pil nazionale e coinvolge 120.000 addetti e 5.000 aziende, grandi e piccole.

Cosa ci guadagna lo Stato?
Dell’incasso legale 2011, pari a quasi 80 miliardi, solo 8,8 miliardi sono andati allo Stato, e – paradossalmente - i proventi statali non sono destinati a migliorare. L'incremento percentuale annuo è rilevantissimo - eppure per il 2012 le previsioni di incasso per lo Stato sono di 1 miliardo in meno rispetto all'anno precedente, tornando ai livelli di redditività di 4 anni prima. Del resto le tasse sui proventi sono del tutto inadeguate (e non sono state adattate alla rapida crescita degli incassi). Le vincite pagate ammontano a 62 miliardi con un payout (ovvero la restituzione in vincite) pari al 75%. E mentre centinaia di migliaia gli italiani si riducono alle stalle e cadono nella dipendenza, e la  fortuna del settore va alle stelle, c’è però un’eccezione: la vecchia e tutto sommato innocua Lotteria Italia è in netto e inesorabile calo (-15% già alla fine del 2011). Dunque, anche se la sinistra raccolta del denaro rastrellato dai gabbati aumenta, i proventi per lo Stato sono fermi. Questo l'incredibile capolavoro realizzato della macchina da guerra dell'azzardo. Guerra contro di noi, come sempre. 

Ma lasciateci dire: tutto ciò non è frutto di incompetenza. 
Al contrario: di un raffinato disegno che non ha trascurato alcun settore per sottrarre alla collettività benessere e diritti, pro domo della lobby che l’ha concepito, fondata su interessi privati, fiera della corruttela e mafie.

Torniamo dunque al Governo Letta.
Il grande sponsor del gioco d'azzardo, va da sè, è stato Berlusconi (noto giocherellone). In particolare con il suo ultimo governo, che diede l'abbrivio anche a molte nuove proposte: dalle videolottery al win for life, dal bingo on line ai nuovi gratta e vinci, dalla proposta di sale per il poker dal vivo ad altre ancora. Ma è sotto al governo Monti che abbiamo assistito al finale pirotecnico della caduta i ogni remora: dal 3 dicembre 2012 sono divenute disponibili a tutti (dunque non solo nei bar e nelle sale gioco), slot machine virtuali in forma di app per cellulari e tablet. Ma... forse.. il governo nato dallo tsunami? Forse oggi potremmo tentare un bel colpo di reni e cercare di invertire questa penosa tendenza. Ma ahimé, a chi affida la delega per il gioco d'azzardo il nuovo governo 2013? quello a cui tutti si chiedeva il cambiamento? A un certo Alberto Giorgetti
Colui che già la ebbe per anni sotto il governo Berlusconi, con grande soddisfazione dell'industria del gioco.
Colui che seguì sempre molto da vicino questo mercato in costante crescita, e che ancora a marzo 2013, (presso l'Enada, fiera internazionale sugli apparecchi da gioco che si tiene Rimini), ha rassicurava le industrie del gioco d'azzardo dichiarando: "è sconcertante che questo settore negli ultimi mesi sia così abbandonato a sé stesso (...) non è immaginabile che un settore sostanzialmente in regime di monopolio debba affrontare una campagna complessiva di denigrazione senza precedenti".
E allora, chiediamo al governo: a che gioco stiamo giocando?
Noi chiediamo a chi guida questo Governo delle (non auspicate) larghe intese di non limitarsi a quelle buone intenzioni che - se non seguite dai fatti - rendono tutto ancora più grottesco. Noi chiediamo di fare luce su tutto questo senza reticenze e di correre subito ai ripari, assumendo gli impegni già più volte sollecitati dalla campagna “mettiamoci in gioco”. Questi:

1. Modificare la legislazione vigente dando a sindaci e giunte comunali un reale potere di controllo sulla diffusione e utilizzo dei numerosi strumenti di gioco sul proprio territorio, non solo per ragioni di ordine pubblico e di sicurezza, ma in virtù della responsabilità sanitaria che compete ai sindaci.

2. Intervenire sulla tassazione sui giochi, eliminando l'enorme e ingiustificata variabilità attuale ed elevando le entrate complessive per lo Stato.

3. Contribuire (nelle Commissioni ministeriali e nella Conferenza Stato-Regioni), a poratre a termine le procedure previste dal decreto Balduzzi perché il gioco d'azzardo patologico sia incluso nei Livelli essenziali di assistenza (Lea).

4. Vincolare (almeno) l'1% del fatturato annuo dei giochi d'azzardo al finanziamento di azioni per prevenzione, assistenza, cura e ricerca relative al gioco d'azzardo patologico, anche ai fini dei Lea sanciti dal decreto Balduzzi.

5. Attuare quanto stabilito nel decreto Balduzzi sulla regolamentazione della pubblicità del gioco d'azzardo, vietando inoltre che la pubblicità indichi le possibilità di vincita senza contrapporle alle possibilità di perdita e che promuova illusorie probabilità di vincite facili; stabilendo criteri stringenti sull'obbligo di comunicare le probabilità di vincita reali, indicando la percentuale di premi pari all'importo giocato e la percentuale di premi superiori a tale importo.

6. Vincolare l'esercizio delle concessioni al rispetto del codice di autoregolamentazione pubblicitaria adottato dalla Federazione Sistema Gioco Italia, stabilendo al contempo una Authority di controllo esterna ad Aams, con reali capacità sanzionatorie verso i trasgressori.

7. Stabilire una moratoria sull'introduzione di nuovi giochi, sia in presenza fisica sia attraverso il web, e al bando di nuove concessioni, fino a quando non saranno noti i risultati delle ricerche promosse da enti terzi, non in conflitto di interesse, al fine di commisurare i rischi e
i benefici delle attuali politiche in materia di gioco d'azzardo.

8. Adottare un registro unico nazionale delle persone che chiedono l'autoesclusione dai siti di gioco d'azzardo, uniformando la disciplina che regola le scelte di autolimitazione e autoesclusione per tutti i concessionari di gioco on line.

NOI CHIEDIAMO RISPOSTE.
E invitiamo consumatori ed esercenti ad aderire alla campagna Senza Slot, per favorire tutti quei locali che alle slot hanno rinunciato. E a firmare la petizione No Slot. E mandiamo un abbraccio solidale a tutte le famiglie italiane che piangono lacrime e sangue, oltre che per la crisi, per l'ingresso di questa nuova sciagura nella loro vita.
Questo post è dedicato all'imprenditore di Gussago che ieri, a causa del gioco, si è tolto la vita. 

4 commenti:

  1. Letta, ovviamente, nemmeno si accorge delle domande che gli si fanno. Sul tema un aggiornamento, dal blog di Marina Terragni: http://blog.iodonna.it/marina-terragni/2013/12/20/un-bravo-cittadino-gioca-alle-slot-machine/

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  2. ottimo pezzo
    manca solo questo…
    http://www.attivo.tv/player/attivismo/la-domanda-che-fa-tremare-pd-e-pdl-perche-avete-condonato-i-98-miliardi-delle-slot.html#

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  3. E IL CONDONO DA 90.0000.000 agli spacciatori di slot??? http://espresso.repubblica.it/palazzo/2013/08/30/news/slot-il-condono-della-vergogna-1.58294

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